Sei Nazioni femminile: le formazioni di Scozia e Irlanda

Ireland Women’s Team (v France Women, RBS 6 Nations, Stade du Hameau, Pau – February 11th, 17:30 GMT)
15. Ashleigh Baxter (Belfast Harlequins – Ulster)
14. Niamh Kavanagh (UL Bohemians – Munster)
13. Niamh Briggs (UL Bohemians – Munster)
12. Grace Davitt (Cooke – Ulster)
11. Alison Miller (Portlaoise/Highfield – Connacht)
10. Lynne Cantwell (Exile)
9. Amy Davis (Blackrock – Leinster)
1. Fiona Coghlan (UL Bohemians – Leinster) Captain
2. Gillian Bourke (UL Bohemians – Munster)
3. Ailis Egan (Old Belvedere – Leinster)
4. Marie Louise Reilly (Old Belvedere – Leinster)
5. Sophie Spence (Exile)
6. Laura Guest (Highfield – Munster)
7. Claire Molloy (Bristol – Exile)
8. Joy Neville (UL Bohemians – Munster)

Replacements:
16. Paula Fitzpatrick (St. Mary’s – Leinster)
17. Ruth O’Reilly (Galwegians – Connacht)
18. Siobhan Fleming (Tralee – Munster)
19. Heather O’Brien (Highfield – Munster)
20. Larissa Muldoon (Exile/UWIC – Ulster)
21. Nikki Caughey (Belfast Harlequins – Ulster)
22. Jennifer Murphy (Exile)

 

Scotland Women v Wales Women on Sunday 12 February at Cross Keys, kick-off 1pm

15 Stephanie Johnston (RHC Cougars)
14 Caroline Collie (OA Saints)
13 Laura Steven (Murrayfield Wanderers)
12 Lisa Martin (Murrayfield Wanderers)
11 Sarah Dixon (Stirling County)
10 Tanya Griffith (RHC Cougars)
9 Louise Dalgliesh (RHC Cougars)

1  Suzanne McKerlie-Hex (Murrayfield Wanderers)
2 Sarah Quick (Murrayfield Wanderers)
3 Tracy Balmer (Worcester)
4 Anna Swan (RHC Cougars)
5 Jemma Forsyth (Hillhead/Jordanhill)
6 Tess Forsberg (Richmond)
7 Ruth Slaven (Murrayfield Wanderers)
8 Lindsay Wheeler (Richmond)

Substitutes
16 Lindsey Smith (Darlington Mowden Park Sharks)
17 Heather Lockhart (Hillhead/Jordanhill)
Heather Lockhart (Hillhead/Jordanhill)18 Katherine Muir (RAF)
19 Beth Dickens (Murrayfield Wanderers)
20 Charlotte Veale (London Wasps)
21 Lisa Ritchie (Carlisle)
22 Katy Green (Murrayfield Wanderers)

Questa l’Inghilterra per lo Stadio Olimpico: Lancaster non cambia nulla

Il ct “ad interim” Stuart Lancaster ha annunciato il XV titolare atteso sabato pomeriggio in un Olimpico sold-out.
Nessun cambio rispetto alla squadra che la scorsa settimana ha affrontato e battuto la Scozia a Murrayfield.
Questa la formazione titolare:

15. Ben Foden, 14. Chris Ashton, 13. Brad Barritt, 12. Owen Farrell, 11. David Strettle, 10. Charlie Hodgson, 9. Ben Youngs, 1. Alex Corbisiero, 2. Dylan Hartley, 3. Dan Cole, 4. Mouritz Botha, 5. Tom Palmer, 6. Tom Croft, 7. Chris Robshaw (c), 8. Phil Dowson
Replacements: 16. Rob Webber, 17. Matt Stevens, 18. Geoff Parling, 19. Ben Morgan, 20. Lee Dickson, 21. Jordan Turner-Hall, 22. Mike Brown

Raccolta differenziata e L’Aquila Rugby, lo spot numero 4

La Francia perde Yachvili, con l’Irlanda gioca Parra

Una intera giornata a letto e poi il forfait: una lombalgia ha messo ko Dimitri Yachvili e sabato sera contro l’Irlanda allo Stade de France scenderà in campo Morgan Parra.
Il ct francese Philippe Saint-André ha richiamato nel gruppo dei 23 anche Julien Dupuy, che va ad occupare in panchina il posto lasciato libero da Parra.
La cabina di regia della Francia sarà così composta dal duo Parra-Trinh Duc, la coppia migliore secondo molti addetti ai lavori.

 

Sogno, illusione e realismo: verso Italia-Inghilterra

Gianluca Barca per Il Giornale di Brescia

Un fantasma si aggira per l’Europa del rugby insieme alla neve e al gelo di questi giorni: è la convinzione che quella di sabato sia la migliore occasione possibile per l’Italia di battere finalmente l’Inghilterra. Su un’idea così William Shakespeare ci avrebbe scritto una commedia: Sogno di una notte di mezzo inverno.
Tanti infatti devono essere gli equivoci e i fraintendimenti perché un risultato talmente clamoroso accada. Vabbè, nevica a Roma, e questo, se non impedirà lo svolgimento della
partita, come qualcuno teme, è già un fatto eccezionale. Tuttavia non si può dire che gli inglesi siano meno attrezzati degli Azzurri a fronteggiare il gelo. In compenso, l’Inghilterra
vista vincere sabato a Edimburgo contro la Scozia (13-6) è parsa piuttosto ordinaria, «stuffy, but unexciting», supponenti ma poco eccitanti, come li ha definiti qualcuno. Per contro, l’Italia di Parigi (12-30 contro la Francia) è sembrata ancora acerba. Anche se i -18 (punti non gradi centigradi) rimediati allo Stade de France alla fine sono risultati più sopportabili di altre occasioni. La classica differenza tra freddo reale e freddo percepito.
E allora perché l’Inghilterra dovrebbe perdere a Roma, visto che contro di noi non è mai successo, in tanti anni di sfide?
Primo, perché dal Mondiale gli inglesi sono usciti conl e ide eunpo’ confuse, indisciplina e notti brave, e come primo atto di redenzione hanno cacciato Martin Johnson, l’ex capitano,
campione del mondo nel 2003, su cui si voleva investire come coach e al quale invece non è stata concessa nemmeno la prova di appello. Al suo posto è stato messo Stuart Lancaster, l’ex allenatore del Leeds, sì proprio quello che nel 2006 si rifiutò di far giocare la sua squadra sul campo ghiacciato di Calvisano, In Heineken Cup. Corsi e ricorsi storici: si
vede che tocca sempre a lui venire in Italia quando si gela. A Lancaster però è stata data la qualifica di «provvisorio», un aggettivo che sui giornali britannici accompagna sempre e inesorabilmente il titolo di ct dell’Inghilterra. Anche per lui non deve essere facile lavorare da precario. Un ruolo in cui ovviamente non si annoia.
(…) Insomma se di occasione si tratta, i nostri dovranno saperla cogliere. Brunel rispetto alla sfida con la Francia ha cambiato due giocatori: fuori Sgarbi e VanZyl, dentro Canale e Bortolami. In panchina si rivede Mauro Bergamasco. Gli altri sono gli stessi di Parigi, compreso Cittadini fra le riserve.
A Wembley quando un mezzo cross di Chinaglia consentì a Fabio Capello di realizzare il gol che diede all’Italia la prima vittoria della storia contro gli inglesi era il 14 novembre del
1973: ci provavamo da quarant’anni. Sul campo di rugby, la prima sfida ufficiale è del ’91. Dovremo aspettare altri venti per toglierci lo sfizio di un successo?