L’Olimpico, il Sei Nazioni, il caso Flaminio e 52mila tifosi già pronti: la storia di una giornata romana

Riempire l’Olimpico di Roma nei due incontri casalinghi del Sei Nazioni 2012, contro Inghilterra (11 febbraio) e Scozia (17 marzo), per fare dello stadio romano la nuova casa del rugby azzurro anche per il futuro, almeno nei quaranta giorni del prestigioso torneo che vede l’Italia al via per la tredicesima volta. E’ questo l’auspicio del presidente della Federugby, Giancarlo Dondi, che ha fatto il punto della situazione proprio all’Olimpico di Roma, presentato in versione Sei Nazioni.

Sono già 52.000 i biglietti venduti per il match contro l’Inghilterra (6.500 quelli destinati ai sostenitori inglesi), ma la speranza del dirigente numero uno della Fir è di arrivare almeno a 60 mila presenze. Le porte da calcio, quelle servite ieri per la partita tra Roma e Fiorentina, sono state rimosse in mattinata, e al loro posto sono stati sistemati i pali a forma di ‘H’ per dare un’idea di quello che sarà lo spettacolo del Sei Nazioni, lanciato con una campagna pubblicitaria che vede un enorme pallone di rugby sprofondare al centro del campo (”All’Olimpico atterra il grande rugby”, lo slogan).
”Mi sono venuti i brividi quando ho visto uno stadio importante come questo con i pali del rugby – ha subito ammesso Dondi -. E’ un premio, un passo in avanti a dimostrazione della grande crescita del nostro sport in Italia. Ora l’augurio è di poter riempire questa struttura, che speriamo possa diventare la nostra casa anche in futuro, rendendola uno delle sedi più prestigiose a livello mondiale”.
Nella notte di ieri, tecnici ed operai hanno effettuato le prove generali per studiare il tempo necessario al cambio di assetto calcio-rugby, che potrà avvenire in meno di 24 ore, permettendo il regolare svolgimento di Lazio-Cesena (il 12 febbraio) e Roma-Genoa (il 18 marzo).
Nel corso della conferenza si è parlato dell’Olimpico non come ”piano B”, di una sede cioé alternativa al Flaminio costretto a rifarsi il trucco per rispondere agli standard, ma come proposta principale per il futuro del rugby azzurro.
”Vogliamo restare a Roma – ha detto Dondi -: è il posto ideale per questo sport e per il Sei Nazioni. Per questo servirà l’aiuto di tutta la città che sono certo risponderà in massa. Futuro? Noi speriamo di proseguire all’Olimpico. Se riusciremo e riempirlo, perché dovremmo poi tornare indietro?”.
Poi una ‘stoccata’ alle istituzioni della Capitale, quelle che l’anno scorso avevano promesso l’avvio dei lavori al Flaminio ”il giorno dopo la fine del Sei Nazioni 2011”. ”Per quanto riguarda il Flaminio – ha sottolineato Dondi -, la volontà della federazione è stata sempre quella di avere una sede propria e impegnarsi economicamente per ampliare lo stadio.
Poi sono subentrati problemi burocratici e ora, se passate da quelle parti, potrete benissimo vedere che è tutto abbandonato. Mi auguro che Roma resti la capitale del rugby italiano”.
Insomma, dello stadio Flaminio non parla più nessuno, se non il responsabile della Coni Servizi, Diego Nepi: ”Quando vedevamo i pali da rugby su quel campo sembrava che fossero fuori scala, che uscissero addirittura fuori dalla struttura – ha confessato – Qui invece appaiono perfettamente proporzionati. Ma non sarà l’unica novità per l’Olimpico. Abbiamo infatti studiato accorgimenti tecnici. Porteremo le superfici verdi dagli attuali 8.000 ai futuri 11.000 metri quadrati. Altri 6.000 mq di erba sintetica saranno poi posati attorno alle altre aree”. E poi ancora: ”Sin dalla scorsa estate abbiamo studiato un tappeto erboso piu’ resistente per le mischie e quindi in grado di essere utilizzato anche il giorno seguente per le partite di calcio”.
Il villaggio sarà invece all’interno della spettacolare cornice dello Stadio dei Marmi. Insomma l’Olimpico potrebbe diventare la sede fissa del Sei Nazioni. Non soltanto per l’edizione del 2012, non soltanto per quello del 2013, ma anche per gli anni a seguire. ”La sede del torneo 2013 è una faccenda che valuteremo dopo la fine di questa edizione – ha detto Dondi, riprendendo la parola -. Lì vedremo se sarà possibile rimanere qui, e personalmente me lo auguro, perché vorrebbe dire aver ottenuto un ottimo risultato in quanto a presenze sugli spalti. Qui però giocano due importanti squadre di calcio, quindi dovremmo valutare anche in base ai rispettivi calendari come muoverci. Comunque sia, Roma non può permettersi di perdere il Sei Nazioni”.

Sei Nazioni femminile: le convocate di Francia e Galles

Ringrazio Ladies Rugby Club per la segnalazione

Rhys Edwards, ct della nazionale femminile gallese ha diramato la lista delle 28 giocatrici che prenderanno parte al Sei Nazioni 2012.

Avanti: Jenny Davies, *Megan Yorke, *Nia Jones, Caryl Thomas, Lowri Harries, Rhian Bowden, Shona Powell Hughes, Vicky Owens, Rachel Taylor (cap.), Lisa Newton, *Nia Davies, Sioned Harries, Jamie Kift, Clare Flowers, Sian Williams.
Trequarti: Amy Day, Laura Prosser, Naomi Thomas, Elen Evans, *Rebecca De Filippo, Ceri Redman, *Phillipa Tuttiett, Charlie Murray, Caryl James, *Rhianydd Morgan, Mared Evans, Aimee Young, *Rosie Fletcher.
* indica una giocatrice alla prima convocazione.

Convocazioni anche per la Francia. Dopo lo stage di Roquebrune Cap Martin conclusosi quattro giorni fa, Christian Galonnier e Nathalie Amiel, allenatori della Francia femminile hanno reso nota la lista completa delle atlete a disposizione dello staff per il Sei Nazioni 2012.

AGRICOLE Sandrine (Rennes)
AGUERRE Dioni (Bayonne)
ANDRE Manon (St Orens)
ARRICASTRE Lise (Lons)
BA Aïda (Bobigny)
BAILON Aurélie (USA Perpignan)
BOUISSET Cyrielle (USA Perpignan)
CAMOIN Laurène (Sassenage)
CAMOIN Marine (Sassenage)
CANAL Claire (USA Perpignan)
CASENAVE Nadège (Lons)
CHOBET Christelle (Lons)
DE NADAÏ Marine (Montpellier)
DELAS Laura (Lons)
DI MUZIO Laura (Lille)
DIALLO Cumba (Bobigny)
DJOSSOUVI Koumiba (Lons)
DUPONT Emeline (Lille)
EZANNO Hélène (Rennes)
FORLANI Audrey (St Orens)
FOURCADE Laurelin (Bobigny)
GODIVEAU Lucille (Rennes)
HEBEL Marie Charlotte (Rennes)
LADAGNOUS Caroline (Lons)
MAYANS Marjorie (St Orens)
MERT Elodie (Bobigny)
MIGNOT Gaëlle (Montpellier)
N’DIAYE Safi (Montpellier)
PELLE Chloé (Lille)
PORTARIES Elodie (Montpellier)
POUBLAN Elodie (Montpellier)
RABIER Sandra (Caen)
RODRIGUEZ Laure (Lons)
ROUSSEAU Clémence (USA Perpignan)
SALLES Laetitia (USA Perpignan)
SOLOCH Miléna (Lille)
TREMOULIERE Jessy (Romagnat)
TRONCY Jennyfer (Montpellier)
VERNHET Aurélie (Montpellier)
YAHE Marie Alice (USA Perpignan)

La squadra verrà ridotta a 24 elementi entro la fine della prossima settimana. Per la Francia esordio casalingo con le azzurre sabato 5 Febbraio allo Stade Emile Pons di Riom. Calcio d’inizio alle ore 14:00.

 

“Oro” sudafricano per i Newcastle Falcons

No, a questo giro i soldi non c’entrano. L’oro di cui parlo nel titolo in realtà è una persona, Gary Gold, ex assistente del ct sudafricano De Villiers che va in Inghilterra a rimpiazzare Alan Tait nel ruolo di Director of Rugby. Tait si era dimesso per “prendersi un break”. Gold, che ha già avuto una esperienza in Inghilterra nel 2002 quando aveva allenato i London Irish, entra immediatamente in carica. I Falcons al momento sono all’ultimo posto della Premiership.

La foto del giorno/2: la campagna per il Sei Nazioni 2012

McCaw comincia a rialzarsi…

Ora ha iniziato di nuovo a camminare e a fare qualche allenamento, ma dei più leggeri. Un mesetto fa avevo visto Richie McCaw di passaggio a Milano per alcuni appuntamenti con gli sponsor All Blacks con piedone ancora nel tutore e stampelle. Ora pare che le cose vadano decisamente meglio e il capitano dei campioni del mondo potrà debuttare nel Super Rugby a torneo iniziato, probabilmente nella seconda metà di marzo. I Crusaders lo aspettano.