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Ad opera di Enrico Mari

Coco e il suo Ambrogino d’Oro: Milano premia un flanker

Il 7 dicembre è Sant’Ambrogio e Milano festeggia il suo santo patrono. Ogni anno, oltre alla prima della Scala, vengono assegnati gli Ambrogini d’Oro, un riconoscimento ai milanesi benemeriti o a persone che hanno comunque fatto qualcosa per Milano pur non essendo nate in quella città. Bisogna dire che le settimane precedenti all’assegnazione dei premi da parte del Comune sono generalmente di una certa tristezza, con i veti incrociati dei partiti su questo o quel personaggio.
Quest’anno però c’è un Ambrogino d’oro particolare, viene infatti assegnato a un rugbista. Chi è e il perché del premio ce lo dice questo stralcio di un articolo di Marco Lombardi che trovate su Allrugby di dicembre.

Marco “Coco” Colombaioni è morto questa estate mentre cercava di salvare un giovane keniota che stava annegando nel mare di Marina di Ferrara. Tre ragazzi era riuscito a tirarli fuori, ma con il quarto, George Munya Gathuru, non ce l’ha fatta. E sono andati sotto insieme.
Marco era un giocatore di rugby. Era un flanker nella Stella Rossa Rugby di Milano, una squadra speciale, nata da poco, gestita dai ragazzi che l’hanno fondata, che stanno cercando di sviluppare un idea di rugby aperto, facile da avvicinare, naturale, così come è naturale per un giocatore di rugby sacrificarsi per un compagno. “Sostegno, ci sono, ci sono” sono le cose che gli allenatori insegnano ai ragazzi e che facciamo anche noi coi nostri della Stella. Marco l’aveva imparato benissimo, ma forse lo sapeva già di suo. (…)
Marco era a Ferrara con un gruppo di giovani artisti di strada africani con cui lavorava come volontario insieme all’Ong Amami. Artista pure lui, spendeva la propria vita a lavorare in posti difficili in Africa, come quelli da dove venivano i giovani kenioti. (…) Quando la bara è uscita dalla chiesa i compagni di squadra gli hanno fatto il corridoio. I ragazzi della Stella Rossa ritireranno la maglia numero 6.

Un novembre importante per la Rete ovale

Chiunque abbia un sito o un blog guarda gli accessi e il numero di visite, c’è chi incrocia mille dati diversi e chi si accontenta di qualche numero qua e là. Io appartengo alla seconda categoria, ma questo qui importa poco.
La cosa di cui voglio parlarvi ha però a che fare con questi aspetti statistici, perché uno dei tanti indicatori di popolarità generalmente riconosciuti anche in una materia scivolosa come quella degli “ascolti” on-line è la classifica di Wikio Blogs, pubblicata a ogni inizio mese.
Quella della categoria sport  di questo dicembre vede ben due blog di rugby tra i primi dieci: Il Grillotalpa, quello che state leggendo – al decimo posto – e Rugby 1823 (addirittura terzo). Non so quando e se sia mai successa una cosa simile, ma credo sia la prima volta.
Lo dico subito: non me la sto suonando e cantando, e so bene che si tratta di una piccola cosa. Però credo che per quanto vacua e momentanea si tratti anche di un piccolo evento da un lato e di un grande stimolo per noi diretti interessati dall’altro. Il web può infatti diventare un veicolo importante per una disciplina che trova pochissimo spazio nei media ufficiali e tra l’altro in maniera molto saltuaria: sostanzialmente solo per test-match e Sei Nazioni. Per il resto nisba: qualche trafiletto, qualche rubrica di un giornalista appassionato su qualche grande testata. Ma anche in quest’ultimo caso la presenza nel tempo è limitata e non continuativa. C’è la stampa locale, certo, però difficile se non impossibile da raggiungere per chi non vive nelle zone interessate. E anche lì, nelle versioni on-line siamo messi maluccio, per usare un eufemismo.
Secondo un bel post di Stefano Il Nero di un paio di settimane fa, qualcuno non si meriterebbe il manipolo di blogger italiani che tengono accesa la luce sulla palla ovale tutti i giorni. Non lo so, però mi piace pensare che un po’ di ragione Stefano ce l’abbia. Ad ogni modo spero che questo piccolo risultato di Wikio Blogs possa aprire qualche occhio distratto su lavoro mio, su quello di Duccio, di Christian Marchetti di Solorugby, su Right Rugby o sul blog di Alessandro Fusco, su InsideRugby, di Alessandro Canal, di Marco Ermocida e del suo Rugby Union Times, su Rugbryca e su Npr (dio mio, ora mi dimentico sicuro di qualcuno… perdonatemi!). Perché credo che senza di noi il panorama italiano rugbistico sarebbe più povero. Molto più povero.

Sonny Bill ancora sul ring, ma questa volta per un titolo vero

Di nuovo sul ring, ma questa volta per un titolo vero. Sonny Bill William a febbraio salirà sul ring della Claudelands Arena di Hamilton per conquistarsi il diritto di vestire la cintura di campione neozelandese dei pesi massimi sfidando l’attuale campione in carica Richard Tutaki.
Per SBW è il quarto combattimento vero, il terzo con il permesso della federazione neozelandese di rugby. Il suo record dice quattro vittorie, due per ko.
Chissà però cosa ne pensano ai Chiefs, la franchigia dove il centro è approdato un paio di mesi fa: il debutto nel Super Rugby è in programma solo due settimane più tardi…