Doping, si sgonfia il caso Giusti?

Federico Fusetti per Il Mattino di Padova

Prednisone e prednisoione sono i due farmaci a base di cortisone trovati nelle urine di Filippo Giusti, terza linea del Petrarca, che ieri è stato sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. Nel primo campione analizzato, i laboratori di Roma hanno rilevato la presenza di queste sostanze, inserite nella lista proibita e considerata doping. Il controllo risale al 22 ottobre, effettuato al Plebiscito di Padova
dopo il match di campionato dei bianconeri contro I Cavalieri Prato, tra l’altro, ironia
della sorte, il club da cui Giusti proviene, nel quale militava la scorsa stagione.
Nel quartier generale della società, alla Guizza, nessuno però si scompone. E’ arrivata la comunicazione ufficiale, ma i dirigenti hanno già tirato fuori dai cassetti delle segreterie i documenti che chiariranno l’accaduto.
«Abbiamo seguito tutte le procedure previste – afferma il ds Corrado Covi – prendiamo
atto della decisione, ma la consideriamo un’iniziativa dovuta del Coni, noi aspettiamo gli
sviluppi fornendo la massima collaborazione alle autorità, e naturalmente il massimo appoggio all’atleta, che secondo noi si è comportato bene».
Entra più nello specifico il dottor Carlo Àndreoli, medico sociale del Petrarca. «Scherziamo?
Siamo stati noi ad avvisare in anticipo il Coni, in pratica anticipando che il giocatore sarebbe
stato trovato positivo in caso di controlli, come abbiamo fatto molte altre volte. Filippo
aveva un’infiammazione all’orecchio, e uno specialista otorinolaringoiatra gli ha
prescritto il farmaco, a base di cortisone. Abbiamo compilato tutti i moduli previsti, li abbiamo inviati per fax con largo anticipo, avvisando che avremmo iniziato la cura in via urgente, perché non è che uno, se è ammalato, puoi aspettare a curarlo solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione. Abbiamo chiesto di proseguire la cura per una settimana, come
era opportuno fare».
Tra l’altro, ricordano dal Petrarca, Giusti in quella partita si è pure infortunato alla spalla,
e non ha più giocato nelle settimane successive. L’inghippo sarebbe, secondo la società,
nella tempistica della trasmissione dei documenti. (…)

Uenuku – Mo Sis alla riscossa: fai sesso con un uomo coi baffi e sconfiggi il cancro

di Stefania Mattana

Abbiamo già ampiamente parlato di Movember, l’evento virale novembrino organizzato da alcune associazioni australiane e ormai diventato un fenomeno mondiale.
Il Grillotalpa, così come altri network e club di Ovalia, ha abbracciato la manifestazione, e sul web e sui campi di rugby fioccano baffi e baffetti, nel nome della lotta contro il cancro alla prostata e alla depressione maschile.
Ma il rugby e gli affari prettamente maschili, ormai, non sono più cosa solo da uomini. Strizzando l’occhio all’ironia, vuoi un po’ per la parità dei diritti, vuoi un po’ perché la solidarietà non ha sesso, anche le donne si sono buttate con successo nella campagna Movember.
Ad affiancare le pagine dei Mo Bro sono nati così i siti web e gli spazi sociali delle Mo Sistas, ragazze giovani e meno giovani che vestono un bel paio di baffi finti, per supportare i compagni uomini. E visto che i baffi – si spera! – sono sempre posticci, l’iniziatiava femminile lanciata per il Moustache Day del 18 novembre è quanto mai vera: fare l’amore con un uomo con i baffi, come spiega l’allegro poker di fanciulle nel video seguente.

Qualche ultra femminista e qualche gentile signore con poco humor ha storto amaramente il naso: quale assurdo tipo di iniziativa “benefica” si può mandare avanti con delle bizzarre proposte sessuali?
Il fatto è che non si sconfigge il cancro con un video, con un corale sforzo baffuto o con una campagna di incitamento al sesso, ma si possono fare grandi cose partendo dalle simbologie. Fare l’amore con un uomo con i baffi il 18 novembre è una proposta che desta interesse e clamore nell’opinione pubblica – sia nel bene che nel male. E far parlare di sé e delle eccentriche campagne di Movember significa portare in primo piano una malattia che spesso è silente e trascurata, e non facile da accettare nella psicologia di un uomo.

Cosa c’entrano le donne in Movember? C’entrano perché i problemi degli uomini sono anche i problemi delle donne, e si è più forti affrontandoli insieme. Se non è difficile vedere un uomo che indossa un nastro rosa nella settimana della lotta contro il cancro al seno, non deve essere difficile nemmeno vedere una donna che indossa un paio di baffi finti, o che fa proposte indecenti al proprio uomo. Dopo tutto, non c’è nessun effetto collaterale nell’aderire al Movember Day del 18 novembre. Il mio ragazzo si è già fatto crescere un bel paio di bei baffi. E anche io, per questo mese, ho lasciato nel cassetto la ceretta. D’altronde, donna baffuta, sempre piaciuta.

Fotogallery: Elena Barbini e Rovigo-Bayonne

Qui tutte le immagini

Una slideshow da Serie A: ecco a voi Pro Recco-Cus Verona

Le foto sono di Stefano Gaggero