Dondi e Mallett, qualche straccio vola. Civile, ma sempre straccio…

Una intervista rilasciata a massimo Calandri e pubblicata da Repubblica.it
Eccone uno stralcio

Giancarlo Dondi se lo sentiva. Il presidente della Federazione italiana rugby, ammette di aver avuto un brutto presentimento già prima della disfatta azzurra contro l’Irlanda, che è costata all’Italia l’eliminazione dal mondiale in nuova Zelanda. “Non siamo arrivati ai Mondiali nelle migliori condizioni tecniche e mentali”.

E gli azzurri: così grossi, così fragili.
“Nello sport si può vincere o perdere. Ma nel rugby, se scendi in campo pensando solo a difenderti, allora finisce che perdi di sicuro”.

Due vittorie contro due squadre da terza fascia, due sconfitte pesanti con chi conta davvero.
“S’era già visto con il Giappone, che qualcosa non funzionava. Tanti errori in attacco, la difesa che non avanzava”.

Con Australia ed Irlanda ci siamo illusi per un tempo.
“Per crollare appena siamo andati sotto nel punteggio. Troppo deboli mentalmente. Questo è uno disciplina di combattimento: c’è modo e modo di perdere”.

Il bilancio s’appesantisce guardando il ranking mondiale: siamo scivolati al dodicesimo posto, altro che andare ai quarti e scrivere la storia.
“Bisogna mettere rimedio subito. Non possiamo più aspettare”. (…)

Se ne va Nick Mallett, che non le è mai piaciuto.
“Credo di averlo messo nelle condizioni di lavorare al meglio”.

E’ arrivato Jacques Brunel. Lei gli dava la caccia dai Mondiali del 2003.
“Brunel saprà cosa fare. Io non ci metto becco. Penso solo che i giocatori di qualità ce li abbiamo. E che per andare avanti non basta sperare. Bisogna crederci, agire”. (…)

Appunto. Che succede?
“Succede che anche con l’Under 20 abbiamo voluto fare un gioco diverso da tutti gli altri. Ed è finita che ci siamo salvati per un pelo, nonostante giocassimo i mondiali in Italia. Succede che bisogna cambiare programma. Subito”.

Tira aria di rivoluzione.
“Adesso lasciamo lavorare Brunel. Lavoriamo sui giovani dell’Accademia e con le franchigie. Il rugby si gioca tutti insieme. Mi aspetto un bel Sei Nazioni. Ma questa volta attaccando l’avversario. Il catenaccio lasciamolo agli altri”.

PER LEGGERE TUTTA L’INTERVISTA CLICCATE QUI

Aironi a Monza, volano le vendite al botteghino

dall’ufficio stampa Aironi

Solo quattro giorni dopo la presentazione ufficiale tenuta nella Sala Giunta del Palazzo del Comune di Monza, sono già quasi mille i biglietti venduti per Aironi-Leicester Tigers, partita inaugurale della fase a gironi di Heineken Cup in programma allo Stadio Brianteo sabato 12 novembre alle ore 14,30.

I tifosi degli Aironi e gli appassionati di rugby hanno dunque già iniziato la corsa ai biglietti per riempire le tribune dell’impianto monzese, che quest’anno sarà la casa della franchigia italiana nella principale competizione europea per club. Dopo la partita con i Tigers vice campioni d’Inghilterra guidati dal pilone della nazionale italiana Martin Castrogiovanni, il Brianteo ospiterà infatti anche Aironi-Ulster sabato 17 dicembre alle 14,30 e poi Aironi-Clermont Auvergne nel week-end del 14-15 gennaio (la data esatta sarà fissata dalla Erc nei prossimi mesi).

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.bookingshow.com, negli uffici degli Aironi allo stadio Zaffanella e negli uffici del Rugby Monza. I biglietti saranno in vendita anche venerdì sera al Campo Chiolo di via Rosmini, dove il Rugby Monza a partire dalle 20,30 presenterà le sue squadre in vista della prossima stagione.

I prezzi:

-posto unico intero: 15 euro
-posto unico ridotto Under 18: 1 euro
-posto unico ridotto Over 65: 5 euro
-posto unico ridotto per i tesserati della franchigia: 5 euro
-posto unico ridotto tesserati Fir: 10 euro
-posto unico tribuna Vip: 60 euro
-posto unico tribuna Vip + Hospitality: 80 euro
-posto unico distinti: 40 euro (il prezzo comprende 3 consumazioni)

A questi mille biglietti vanno poi aggiunti gli abbonati agli Aironi, che hanno ormai raggiunto quota 1200. Al Brianteo, i fedelissimi degli Aironi avranno diritto ad un posto in tribuna centrale.

Altra agevolazione per chi ha sottoscritto la tessera stagionale, è la possibilità di raggiungere Monza in pullman partendo da Parma o da Viadana. Per gli abbonati, il costo di ogni trasferta sarà di 10 euro. I non abbonati, invece, potranno usufruire del pullman con 15 euro a partita.

Radio: “Rugby 101 – Speciale Mondiali”, i perché di un ko con Antonio Liviero

Una chiacchierata con il giornalista de Il Gazzettino per cercare di capire qualcosa di più di quanto avvenuto a Dunedin con l’Irlanda. Una sconfitta che fa male e che peserà a lungo sul futuro del rugby italiaco. Come sempre l’intervista l’ho fatta per la rubrica on-line di R101.

PER ASCOLTARE E SCARICARE IL PODCAST CLICCA QUI

 

 

Uenuku – Scivolone Lomu: bollettino medico venduto al miglior offerente

di Stefania Mattana

Impossibile non provare empatia per Jonah Lomu, ricoverato da una decina di giorni con il rene trapiantato in piena crisi, tanto che forse sarà necessario un altro trapianto. Tutto il mondo ovale stringe i denti con lui e continua a mandargli messaggi positivi di sostegno e affetto. Sia Jonah che la sua famiglia hanno chiesto rispetto e silenzio sulla sua salute, gettando i fan – e una nazione intera – nella preoccupazione più grande. Fino a quando la leggenda All Blacks non ha deciso di vendere al miglior offerente un’intervista esclusiva sulle sue condizioni generali, lasciando molti dei suoi supporter a bocca aperta.
I rumors sono iniziati qualche giorno fa, quando alcune testate neozelandesi hanno parlato della possibilità che un noto settimanale femminile avesse convinto la famiglia Lomu a prestarsi all’intervista, ovviamente denaro sonante alla mano. La voce si è poi sparsa per tutta la blogosfera e le testate straniere, trovando solide argomentazioni anche sulle pagine francesi. Alla fine, la caporedattrice di Women’s Magazine ha confermato di avere l’esclusiva sull’intervista, ma non ha rivelato l’ammontare del caché. Una somma che comunque pare aggirarsi attorno ai 10,000 dollari neozelandesi (quasi 6 mila Euro) e che ne frutterebbe quasi il doppio in termini di vendite del giornale.   Le reazioni dell’opinione pubblica non sono tardate ad arrivare, e come ci si aspettava le più numerose e dure provengono dai “delusi”. Il distretto sanitario di Auckland ha preferito, per esempio, specificare la sua posizione di neutralità nell’affare, rilasciando un comunicato stampa nel quale si afferma totalmente estraneo ai fatti: “É doveroso specificare che il nostro distretto sanitario è venuto a conoscenza della possibilità di un accordo esclusivo con una rivista, ma non abbiamo  avuto alcun coinvolgimento in qualsiasi accordo”, recita l’annuncio.  Le voci del “popolo” sono giunte forti e chiare: “Jonah si sta facendo i soldi sui suoi reni. Spero che ne dia un po’ anche a Grant Kereama” (lo speaker radiofonico che nel 2004 gli donò il rene, ndr); “Pensate che Lomu si meriti tutta la nostra solidarietà, adesso?” hanno cinguettato su Twitter.
Probabilmente comprensibile, difficilmente accettabile, per i Lomu fans. Non si gioca con la salute, mai. Ce lo insegnano da quando si va all’asilo, e quelli che sfruttano il male degli altri per fare soldi li chiamano sciacalli. Jonah non può essere uno sciacallo di se stesso, non ha alcun senso. Lui, che è sempre stato un signore nel bene e nel male, stavolta l’ha fatta veramente fuori dal vaso. E la delusione della gente che lo acclama e lo sostiene non si può ignorare. Ora Lomu ha solo una carta da giocare, per tirarsi fuori da questo vicolo cieco e imbarazzante: devolvere le entrate dell’intervista in beneficenza. E Jonah, se leggi questa pagina di Uenuku, sappi che ti sto facendo un appello: fallo.

Scommesse e quote: nulla di nuovo dal fronte neozelandese

I bookies non cambiano idea. Per la vittoria finale nel mondiale di rugby che si sta disputando in Nuova Zelanda considerano ancora i padroni di casa degli All Blacks i favoriti, dopo aver stracciato anche il Canada nell’ultima partita prima dei quarti. La quota che riguarda la nazionale neozelandese rimane molto bassa, a 1.80, inseguita molto da lontano dagli australiani, a 8.00, e dal Sud Africa, a 8.5. Lo strapotere All Blacks sembra non avere fine.