Aironi con Masi e Orquera per la sfida al gigante Munster

dall’ufficio stampa Aironi

Due attesi debutti e due ritorni nel XV scelto dall’head coach degli Aironi Rowland Phillips per sfidare il Munster secondo in classifica al Musgrave Park di Cork domani sera (calcio d’inizio alle 21,30 italiane, diretta solo sul canale irlandese TG4, arbitra lo scozzese Peter Allan) nel settimo turno di RaboDirect Pro12.

I debutti sono quelli di Andrea Masi e di Luciano Orquera. Il miglior giocatore dell’ultimo Sei Nazioni partirà come secondo centro al fianco di Gilberto Pavan, con Trevisan confermato quindi nel ruolo di estremo. Rispetto alle ultime uscite non cambia nemmeno la coppia di ali, ancora formata da Sinoti Sinoti e Giovanbattista Venditti. Orquera vestirà invece per la prima volta la maglia numero 10 degli Aironi e farà coppia in mediana con Tyson Keats.

I due rientri riguardano invece il pacchetto di mischia, dove in seconda linea Marco Bortolami prende subito le redini della squadra indossando i gradi di capitano per l’undicesima volta in 26 apparizioni con la maglia nero-argento. Roberto Santamaria – capitano degli Aironi nelle prime sei gare della stagione – partirà invece dalla panchina lasciando il posto a Fabio Ongaro al centro della prima linea completata da Fabio Staibano e Matias Aguero. In seconda ci sarà Furno al fianco di Bortolami, mentre sarà una terza linea inedita quella che scenderà in campo a Cork, dove mancherà il grande ex della partita. Gli Aironi dovranno infatti fare a meno di Nick Williams (miglior metaman del Pro12 con 5 centri in 6 gare), fermo per una noia alla spalla. Al suo posto con la maglia numero 8 ci sarà Josh Sole, mentre i flanker saranno Simone Favaro e Nicola Cattina.

In panchina tornano altri tre azzurri reduci dal Mondiale, ovvero Totò Perugini, Quintin Geldenhuys e Giulio Toniolatti.

LA FORMAZIONE

15 Ruggero Trevisan; 14 Sinoti Sinoti, 13 Andrea Masi, 12 Gilberto Pavan, 11 Giovanbattista Venditti; 10 Luciano Orquera, 9 Tyson Keats; 8 Josh Sole, 7 Simone Favaro, 6 Nicola Cattina; 5 Marco Bortolami (cap), 4 Joshua Furno; 3 Fabio Staibano, 2 Fabio Ongaro, 1 Matias Aguero.

A disposizione: 16 Roberto Santamaria, 17 Salvatore Perugini, 18 Luca Redolfini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Filippo Ferrarini, 21 Tito Tebaldi, 22 Naas Olivier, 23 Giulio Toniolatti. All.: Rowland Phillips.

Rovigo, ultimatum a Polla Roux

A fine maggio ha sfiorato lo scudetto. Oggi, dopo tre partite di campionato è già a rischio: stiamo subendo un processo di “calcizzazione”?
Ecco cosa scrive oggi La Voce di Rovigo

ROVIGO – “E’ pacifico che, se sabato non dovesse arrivare una vittoria, sarei costretto
a prendere dei provvedimenti”. Difficile non interpretare le parole pronunciate da
Francesco Zambelli, di fronte ai soci rossoblu , come un ultimatum a chi al momento
sta guidando i Bersaglieri. Il futuro di Polla Roux sulla panchina del Rovigo è legato
all’esito della partita con la Mantovani Lazio? Sabato pomeriggio la risposta.
E’ palese che l’avvio di stagione titubante della squadra rossoblu abbia fatto storcere
il naso ai vertici societari. “Stiamo riproponendo tutte le incertezze che hanno caratterizzato la finale persa col Petrarca – analizza il presidente Zambelli – La rosa è
sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno e i pochi innesti fatti sono di
valore. Per questo mi auguro che questo difficile momento sia superato al più presto.
A Catania siamo stati punti nell’orgoglio, occorre reagire subito”.
Difficile dar torto al patron rossoblu. Ma una lancia in favore di Polla Roux va spezzata.
Anche lo scorso anno i suoi Bersaglieri partirono col freno a mano tirato: se
rinnovargli la fiducia significa garantirsi un altro filotto di 16 vittorie, forse converrebbe
avere pazienza.

La sfortuna non molla Kaine Robertson: stagione finita

Leonardo Bottani per La gazzetta di Mantova

L’anno scorso, già ad agosto, la lussazione alla spalla a Parma che lo fece debuttare solo a gennaio. Stavolta la rottura dei legamenti al ginocchio destro che, probabilmente, gli farà saltare l’intera seconda stagione celtica. La sfortuna si continua ad accanire su Kaine Robertson, l’ala degli Aironi che sabato compirà 31 anni.
«Mi sono rotto l’ultimo arto che mi era rimasto sano – attacca, buttandola sull’ironia, il
giocatore -. Dopo la lussazine di entrambe le spalle e la rottura, due volte, del ginocchio sinistro, l’altro giorno mi sono operato al ginocchio destro. Mi sono infortunato correndo
da solo in allenamento». (…)
Intervento riuscito ma i tempi di recupero sono lunghi, anche tenendo conto delle
esperienze passate: «Si va dai 4 ai 6 mesi ma voglio fare le cose per bene: alcuni anni fa, per il ginocchio sinistro, rientrai dopo 4 mesi e poi mi si ruppe ancora. Sei mesi significa fine aprile: l’ultima gara della stagione è all’inizio di maggio. Mi sa tanto che quest’anno non giocherò». (…)

Video: non far arrabbiare le aquilane…

Fare meta dietro le sbarre: succede in Piemonte

da La Stampa, dosso piemontese, a firma di Romano Sirotto

Serie C Territoriale-Piemonte di rugby, La Drola-Vercelli 12-32. «Si vinceva noi 12-10
ma alla fine sono i più forti a vincere» ha commentato Walter Rista, ex azzurro.
Tutto sembrerebbe rientrare nell’ottica sportiva, ma se c’è una volta in cui è lecito dire
che nello sport il risultato non conta ebbene questa è stata l’occasione giusta. La
Drola è un squadra interamente formata da detenuti del carcere delle Vallette e
sabato è scesa per la prima volta in campo tra le mura amiche dopo mesi di allenamenti.
Siamo già al quarto turno e la burocrazia ha impedito di radunare in tempo i giocatori
provenienti da altri penitenziari, ma le altre gare si recupereranno, l’importante era
partire, come ha confermato Pietro Buffa, direttore del carcere: «E’ un progetto unico in Italia e, probabilmente in Europa, e siamo grati ai club e alla federugby che ha assecondato le nostre esigenze».
La Fir regionale ha avuto un ruolo importante nel sostegno all’iniziativa della
Onlus «Ovale oltre le sbarre» ma anche Roma crede nel progetto, tanto che il presidente nazionale, Giancarlo Dondi, è presidente onorario dell’associazione.
Tutto è nato da un’idea: portare al rugby, duro sport di contatto che fa del rispetto delle regole la sua filosofia, chi le regole le ha perse per strada. Agli ordini del coach Stefano Rista la squadra si sta costruendo: moldavi, tunisini, marocchini, venezuelani e italiani stanno assimilando schemi e tecniche nelle dieci camere appositamente adibite nel braccio Arcobaleno (la cooperativa che lavora all’interno del carcere) nelle quali i giocatori-reclusi vivono.
Se il proposito è sui generis, anche il nome è volutamente in linea. «Drola» in piemontese vuol dire strana, simpatica, curiosa, ma se si scrive unito, ladrola,
ecco un’ autoironica allusione.