Ora fioriranno ovunque, ma sfido chiunque a fare meglio di questo…
Giorno: 23 ottobre 2011
Moody dice basta alla maglia con la rosa rossa
71 presenze. Questo il numero che d’ora in avanti si troverà su ogni biografia o statistica di Lewus Moody. Perché dopo 71 caps con la maglia della nazionale inglese il capitano ha detto stop. Una notizia che non sorprende – Lewis ha 33 anni ormai – ma che comunque non può non conquistare spazio sui media ovali di tutto il mondo.
“Ho preso la decisione prima di iniziare il Mondiale, ma è la cosa migliore per me e per l’Inghilterra, che ora deve iniziare la strada che porta ai Mondiali del 2015” ha detto Moody
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Le pagelle dei Mondiali da un non-professore
Stefano D’Andrea non è un giornalista, ma un semplice appassionato di palla ovale. Però con la penna ci sa fare, parecchio pure. Quella che segue è la sua personalissima pagella a questi Mondiali neozelandesi: in alcuni casi mi trovo d’accordo, in altri meno, ma questo non è importante. A voi i suoi giudizi.
(ps: a questo link trovate un suo blog, per conoscerlo meglio)
Francia Vice Campione voto 5: l’umiltà di rinunciare al gioco champagne è bilanciata da un gioco stitico, tre sconfitte e l’essere stati protagonisti delle due peggiori partite del torneo
Galles voto 8: vincitori morali del torneo, spettacolo di forza velocità tecnica e carattere, i due voti che mancano sono tutti causa di Warburton
Italia voto 2: dopo una breve illusione il più classico dei finali, la figura più brutta degli ultimi anni
Inghilterra s.v.: non pervenuta
Irlanda voto 4: forte con i deboli
Australia voto 3: ma perché giocare così male?
Argentina 5: nuove leve cercasi
Sudafrica voto 6: almeno i vecchietti ci hanno provato
Il pubblico neozelandese voto 2: capaci solo di fischiare gli avversari e mai di appoggio ai propri campioni nei momenti di difficoltà, imbarazzanti nella finale
Sky Sport voto 3: onore alla copertura, ma far commentare la finale a un tifoso di una delle due squadre fa schifo perfino quando si tratta dell’Italia, figuriamoci quando non lo è, e poi per mettere in panchina Raimondi e Munari ci vuole vera incoscienza
Il mondiale nel suo complesso voto 4: un brutto spot per questo merviglioso sport
Sam Warburton voto 0: il vero ago della bilancia, senza il suo embolo avremmo forse visto una semifinale e una finale decenti
Fotogallery: dopo 24 anni il mondo torna ad essere All Black
LA NUOVA ZELANDA VINCE LA PAURA E CONQUISTA IL MONDO, MA CHE FRANCIA (8-7)
La Nuova Zelanda vince facile, i galletti se ne andranno negli spogliatoi con almeno 30-40 punti sul gobbone… E poi succede quello che non ti aspetti. Gli All Blacks che controllano un primo tempo senza sfondare, poi subiscono una meta e si accende subito nella loro testa la lampadina rossa. Quella con la scritta “Aiuto!”. E la Francia più bella e determinata vista nell’ultimo mese e mezzo di torneo rischia di portarsi a casa il titolo Mondiale. Finisce 8 a 7 con una melina neozelandese di oltre tre minuti per non perdere la palla.
Gli All Blacks “meno All Blacks” degli ultimi anni, leggasi più umili e – vogliamo dirlo? – meno spettacolari. La Francia migliore del torneo, anche se quella dominatrice del Sei Nazioni 2010 era di un altro pianeta. Una partita intensa ma non bellissima sul piano puramente spettacolare. Insomma, una finale Mondiale.
Nel primo tempo meglio i tuttineri, ma non di molto, che comunque meritano il vantaggio. Piri Weepu malissimo al piede (bellissima però una sua “francesina” che ferma una giocata geniale di Trinh-Duc, lanciatissimo) che lascia sul prato 8 punti, ma il 5 a 0 con cui si chiude la prima frazione è il risultato più giusto. La meta di Woodcock nasce da un errore in touche dei galletti, touche in cui però i transalpini si mostrano migliori dei padroni di casa, così come in più generale nelle fasi statiche. Due squadre che giocano in maniera abbastanza speculare con gli All Blacks che non riescono mai a dar fuoco alle polveri dei propri trequarti, frenati forse anche dall’atavica paura di non vincere il Mondiale.
Da segnalare gli infortuni di entrambe le formazioni: prima Parra e poi Cruden devono lasciare il campo.
La partita ha una brusca accelerata all’inizio del secondo tempo: prima un calcio di Donald porta i neozelandesi oltre il break, ma subito arriva la meta di capitan Dusautoir (oggi monumentale) che riapre la partita e mette paura a tutto l’Eden Park. La gara cambia di inerzia: gli All Blacks spingono ma sono attanagliati dalla paura, fanno confusione e molti errori. Più tranquilla la Francia che sposta in avanti il baricentro, gioca meglio e non fa respirare gli All Blacks. I galletti hanno però il demerito di non beccare e alla fine complice una melina – sì, avete letto bene, melina – neozelandese di oltre tre minuti riescono a portarsi a casa un Mondiale dopo 24 anni. Ma che Francia e che fatica!
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