Uenuku – Scivolone Lomu: bollettino medico venduto al miglior offerente

di Stefania Mattana

Impossibile non provare empatia per Jonah Lomu, ricoverato da una decina di giorni con il rene trapiantato in piena crisi, tanto che forse sarà necessario un altro trapianto. Tutto il mondo ovale stringe i denti con lui e continua a mandargli messaggi positivi di sostegno e affetto. Sia Jonah che la sua famiglia hanno chiesto rispetto e silenzio sulla sua salute, gettando i fan – e una nazione intera – nella preoccupazione più grande. Fino a quando la leggenda All Blacks non ha deciso di vendere al miglior offerente un’intervista esclusiva sulle sue condizioni generali, lasciando molti dei suoi supporter a bocca aperta.
I rumors sono iniziati qualche giorno fa, quando alcune testate neozelandesi hanno parlato della possibilità che un noto settimanale femminile avesse convinto la famiglia Lomu a prestarsi all’intervista, ovviamente denaro sonante alla mano. La voce si è poi sparsa per tutta la blogosfera e le testate straniere, trovando solide argomentazioni anche sulle pagine francesi. Alla fine, la caporedattrice di Women’s Magazine ha confermato di avere l’esclusiva sull’intervista, ma non ha rivelato l’ammontare del caché. Una somma che comunque pare aggirarsi attorno ai 10,000 dollari neozelandesi (quasi 6 mila Euro) e che ne frutterebbe quasi il doppio in termini di vendite del giornale.   Le reazioni dell’opinione pubblica non sono tardate ad arrivare, e come ci si aspettava le più numerose e dure provengono dai “delusi”. Il distretto sanitario di Auckland ha preferito, per esempio, specificare la sua posizione di neutralità nell’affare, rilasciando un comunicato stampa nel quale si afferma totalmente estraneo ai fatti: “É doveroso specificare che il nostro distretto sanitario è venuto a conoscenza della possibilità di un accordo esclusivo con una rivista, ma non abbiamo  avuto alcun coinvolgimento in qualsiasi accordo”, recita l’annuncio.  Le voci del “popolo” sono giunte forti e chiare: “Jonah si sta facendo i soldi sui suoi reni. Spero che ne dia un po’ anche a Grant Kereama” (lo speaker radiofonico che nel 2004 gli donò il rene, ndr); “Pensate che Lomu si meriti tutta la nostra solidarietà, adesso?” hanno cinguettato su Twitter.
Probabilmente comprensibile, difficilmente accettabile, per i Lomu fans. Non si gioca con la salute, mai. Ce lo insegnano da quando si va all’asilo, e quelli che sfruttano il male degli altri per fare soldi li chiamano sciacalli. Jonah non può essere uno sciacallo di se stesso, non ha alcun senso. Lui, che è sempre stato un signore nel bene e nel male, stavolta l’ha fatta veramente fuori dal vaso. E la delusione della gente che lo acclama e lo sostiene non si può ignorare. Ora Lomu ha solo una carta da giocare, per tirarsi fuori da questo vicolo cieco e imbarazzante: devolvere le entrate dell’intervista in beneficenza. E Jonah, se leggi questa pagina di Uenuku, sappi che ti sto facendo un appello: fallo.

Scommesse e quote: nulla di nuovo dal fronte neozelandese

I bookies non cambiano idea. Per la vittoria finale nel mondiale di rugby che si sta disputando in Nuova Zelanda considerano ancora i padroni di casa degli All Blacks i favoriti, dopo aver stracciato anche il Canada nell’ultima partita prima dei quarti. La quota che riguarda la nazionale neozelandese rimane molto bassa, a 1.80, inseguita molto da lontano dagli australiani, a 8.00, e dal Sud Africa, a 8.5. Lo strapotere All Blacks sembra non avere fine.

Ranking: la Francia cade fino allo scalino numero 8, l’Italia scivola al 12° posto

Irlanda quinta, Galles sesto e Argentina settima: salgono tutti di un posto perché c’è qualcuno – la Francia – che ne perde tre e nel giro di una settimana passa dalla posizione numero 5 a quella numero 8.
Supersalto di Tonga che dal 13° posto si ritrova nona, con Scozia, Samoa, Italia e Canada che scivolano tutti di un posto.

(1) NZLNEW ZEALAND 90.62
2(2) RSASOUTH AFRICA 86.71
3(3) AUSAUSTRALIA 84.84
4(4) ENGENGLAND 84.54
5(6)  IREIRELAND 83.14
6(7)  WALWALES 80.73
7(8)  ARGARGENTINA 80.28
8(5) FRAFRANCE 79.72
9(13)  TGATONGA 76.63
10(9) SCOSCOTLAND 76.20
11(10) SAMSAMOA 75.81
12(11) ITAITALY 73.99
13(12) CANCANADA 72.92
14(14) GEOGEORGIA 71.09
15(15) JPNJAPAN 70.45
16(16) FJIFIJI 68.78
17(17) USAUSA 65.63
18(18) ROMROMANIA 63.98
19(19) NAMNAMIBIA 61.24
20(20) PORPORTUGAL 60.67
21(21) RUSRUSSIA 60.54
22(22) URUURUGUAY 60.00
23(23) CHLCHL 59.52
24(24) ESPSPAIN 59.43
25(25) BELBELGIUM 56.50

Italia-Irlanda, ovvero il crollo del pack

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino

L ‘ennesimo dramma mondiale dell’Italia si è consumato nella fossa degli orsi, ben prima che Castrogiovanni uscisse per infortunio. E’ successo dopo un minuto e
22″, alla prima mischia, attendibile barometro di ogni match. Su propria introduzione
il pacchetto azzurro è stato destabilizzato. Un paio di minuti dopo, la replica. Nella
trincea delle prime linee gli orsi si sono annusati con nero furore. Poi l’ingaggio ed
esito analogo. L’Italia perdeva una delle poche certezze: la forza della mischia chiusa.
Non occorreva conoscere l’arte divinatoria per immaginare che Gert Smal, l’ex sudafricano del Rovigo che allena gli avanti irlandesi, avrebbe preparato, come due anni fa a Dublino, un trappolone in prima linea. E così è stato.
Mentre a destra Mike Ross con i suoi 124 chili teneva solidamente ancorata la mischia,
a sinistra Cian Healy e Rory Best hanno costruito una specie di gabbia per un
Castrogiovanni colto da sacro stupore. (…)
Le facce erano lo specchio fedele della situazione: Perugini si aggirava con gli occhi
gonfi d’ira, Healy sorrideva felice come una Pasqua. Mi sarei aspettato che l’Italia
avesse restituito la pariglia agli irlandesi in touche. Contrastando i lanci, destabilizzando
la piattaforma più importante dei loro attacchi. Con una batteria di lunghi come Van Zyl, Bortolami, Parisse e Zanni non mancavano certo i mezzi per tentare qualcosa. Dopo la lezione con l’Australia, mi sarei aspettato anche una blindatura seria della zona di Orquera e non certo che D’Arcy, Bowe e O’Brian passeggiassero letteralmente sull’apertura e il suo sostituto Bocchino aprendo squarci nella difesa.
Ma di fondo il vero guaio è stato proprio il pack subito ridotto alla normalità. Tolto
quello, nemmeno il maul era più lo stesso. L’Italia è rimasta nuda, priva di opzioni
tattiche alternative al suo gioco scarno e basilare. Il solo purtroppo che Mallett,
al di là degli errori, potesse permettersi.

RWC, un milioni di tifosi sugli spalti per la prima fase

Boom di spettatori ai mondiali di rugby in corso in Nuova Zelanda. Sono stati oltre un milione i tifosi che hanno assistito ai 40 match della fase a gironi, con una media di 25mila a incontro, per un incasso totale di circa 150 milioni di euro. Gli organizzatori della coppa del mondo sottolineano che devono incassare 3,7 milioni di euro dalla biglietteria per raggiungere gli obiettivi finanziari. Per Inghilterra-Francia, gara dei quarti di finale, sono ancora diponibili 16mila tagliandi e 10mila per Nuova Zelanda-Argentina.