L’Aquila c’è, e voi?

Uenuku – Abecedario del rugbista perfetto. Insomma, quello bello.

di Stefania Mattana

Le prime settimane di coppa del mondo sono trascorse all’insegna di grandi giocate, qualche sorpresa e tanto, tanto parlare di Wags (Wife and girlfiends), le donne famose e meno famose dotate di indubbia avvenenza che si accompagnano ai rugbisti. Ogni nazionale ha la sua Wags (o più di una) che si rispetti, e di cui parlare.

Dopo che anche noi ci siamo occupati di Wags, vogliamo interessarci anche dell’altra faccia della medaglia, ossia degli atleti impegnati nel torneo che durante una sfilata di moda o una premiere cinematografica meriterebbero l’epiteto di Habs (Husbands and boyfriends). Il criterio scelto per presentarli è quello dell’alfabeto mondiale, selezionato dopo un accurato focus group che ha interessato un buon numero di donne tifose di rugby (che ringraziamo per lo zelo dimostrato nella ricerca).

A come Alexey Makovetskiy: i tratti sono quelli tipici russi, con un bel sorriso e un fisico davvero interessante. Sportivamente e non.

B come Bergamaschi: impossibile scegliere tra i due, visto il successo che riscuotono tra le donne. Mauro o Mirco, a ognuno il suo, a seconda del gusto personale!

C come Todd Clever: il prototipo della bellezza Usa, un po’ Ken di Barbie e un po’ Mitch di Baywatch. Che però piace sempre.

D come Dan Carter: è una delle star più acclamate del mondiale. Un mix ottimamente riuscito di talento e avvenenza. Praticamente perfetto, così perfetto che piace anche alle mamme. E anche alle nonne.

E come Max Evans: quest’anno la Scozia ha portato al mondiale una buona quantità di Habs, e Max Evans è il Mister Scozia per eccellenza.

F come Felipe Contepomi: acclamatissimo dal nostro focus group, il numero 10 argentino è la prova vivente che gli uomini senza capelli sono bellissimi lo stesso. Soprattutto se hanno gli occhi e il fisico di Felipe!

G come Gonzalo Canale: uno degli uomini da copertina della nostra Italia, molto apprezzato anche oltralpe (come poter non apprezzarlo, dopotutto).

H come Leigh Halfpenny: chi ha detto che nella botte piccola c’è il vino buono probabilmente pensava a questa freccia gallese. Un giovane che speriamo invecchi bene col tempo.

I come Inaki Basauri: uno spilungone dalle origini messicane che le amiche de L’Aquila hanno potuto ammirare da vicino.

J come Jannie Du Plessis: imponente, tosto e sudafricano. Un uomo che infonde sicurezza e allieta la vista.

K come Richard Kahui: uno dei pin up All Blacks che miscela in sé sangue maori e delicati colori di antica origine britannica. Devastante per la vista anche quando non corre.

L come Sean Lamont: un’altra bella freccia nella faretra scozzese. Evidentemente in Scozia l’aria è molto buona. Buonissima.

M come Richie McCaw: il capitano degli All Blacks, un simbolo di agonismo e perseveranza, una bellezza ruvida e rude che però piace tantissimo alle donne di tutto il mondo.

N come Ma’a Nonu: popolarissimo e ambitissimo in Nuova Zelanda, dotato di un fisico disarmante e di un sorriso tenero, a detta di molte. Chiedere agli avversari se la pensano allo stesso modo.

O come James O’Connor: il giovane prodigio Aussie ha l’aria del cantante pop che piace alle ragazzine. E infatti le fanciulle che ne invocano il nome agli allenamenti Wallabies e sul web sono in ascesa esponenziale.

P come Sergio Parisse: il capitano degli Azzurri, alfiere dell’Italrugby, ma anche della bellezza italoargentina. Un vero bronzo di Riace.

Q come Quade Cooper: appariscente dentro e fuori dal campo, una faccetta da schiaffi che sembra riscuotere un gran successo.

R come Rocky Elsom: una bellezza di certo non convenzionale, dotata di tratti che riflettono il carattere della seconda linea Oz. Popolarissimo tra le donne anche fuori dai confini nazionali.

S come Dimitri Szarzewski: cognome impronunciabile, più o meno come alcuni aggettivi che ho sentito attribuirgli da qualche donna che approvava.

T come Kane Thompson: neozelandese ma nazionale delle Samoa, racchiude tutto il fascino delle lontane isole del Pacifico in due metri di fisico potente.

U come Valentin Ursache: la Romania non sarà di certo candidata a vincere il mondiale, ma propone atleti di prima qualità. Almeno a vedere Ursache.

V come Victor Matfield: praticamente inserito nell’abecedario per plebiscito popolare. Impossibile dare torto alla vox populi.

W come Sonny Bill Williams: già ribattezzato come l’icona sexy di questo mondiale. Ha battuto tutti al suo esordio, con uno striptease che gli dà di diritto la coroncina di re tra i più belli.

Y come Ben Youngs: un giovanissimo rappresentante delle nuove leve ovali inglesi, che fa furore tra le ragazzine di casa. E non solo.

Z come Ilia Zedginidze: un cognome difficile da pronunciare per chi non è abituato a parlare georgiano. Ma per fortuna per guardarlo non è necessario aprire bocca.

Video: Palla Ovale, la puntata del 19 settembre

 

 

Pro12: i Warriors e il Benetton per venerdì sera

dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Il tecnico del Benetton Treviso, Franco Smith, ha optato per la continuità nello stilare la formazione che domani sera affronterà i Warriors di Glasgow al Firhill Stadium nella quarta giornata di RaboDirect PRO12.
I Leoni inseguono il primo successo stagionale, ma anche la prima affermazione lontano dall’Italia dal 2007, quando in Heineken Cup sconfissero i Newport Gwent Dragons.
La squadra partirà oggi pomeriggio da Venezia alla volta di Gatwick e da lì in tarda serata si muoverà in direzione Glasgow.
Venerdì mattina breve rifinitura per sistemare gli ultimi dettagli e poi la partenza per lo stadio. Il rientro a Treviso è previsto nella serata di sabato 24.
Rispetto al XV visto a Monigo contro gli Ospreys, sono solamente tre i cambi decisi da Franco Smith.
Ludovico Nitoglia si conferma tra i titolari, ma viene spostato all’ala per far fronte alla doppia indisponibilità di Benjamin De Jager e Michele Sepe, entrambi usciti per infortunio contro il team di Swansea.
Al suo posto, viene proposto come estremo Willem De Waal, a garantire una maggior copertura tattica grazie all’uso sapiente del gioco al piede.
L’altro cambio riguarda, invece, il pacchetto di mischia, con Gonzalo Padrò tenuto a riposo e Manoa Vosawai schierato così flanker, con la conferma di Marco Filippucci a numero 8.
In panchina le uniche novità riguardano il ritorno di Tommaso Iannone ed Alberto Di Bernardo tra i trequarti.

Questa la formazione scelta:

15 Willem De Waal
14 Ludovico Nitoglia
13 Ezio Galon
12 Luca Morisi
11 Brendan Williams
10 Kristopher Burton
9 Alberto Chillon
8 Marco Filippucci
7 Francesco Minto
6 Manoa Vosawai
5 Benjamin Vermaak
4 Antonio Pavanello (capitano)
3 Pedro Di Santo
2 Diego Vidal
1 Michele Rizzo

A disposizione:

16 Enrico Ceccato
17 Matteo Muccignat
18 Augusto Allori
19 Valerio Bernabò
20 Gonzalo Padrò
21 Simon Picone
22 Tommaso Iannone
23 Alberto Di Bernardo

Head Coach: Franco Smith.

Si ripresenta al Firhill Stadium rinfrancata dopo la storica affermazione per 19-23 contro il Leinster a Dublino, la formazione dei Glasgow Warriors che affronterà il Benetton Treviso venerdì sera.
Il calcio d’inizio è previsto per le 19:30 locali, le 20:30 italiane, con direzione di gara affidata al signor Alan Falzone della Federazione Italiana Rugby.
Sono tre in totale i cambi scelti da Sean Lineen dopo il match della Royal Dublin Society, che ha sicuramente lasciato il segno in alcuni giocatori.
Sono, infatti, usciti malconci dalla battaglia irlandese il tallonatore Finlay Gillies, sostituito da Pat MacArthur e Scott Wight, che sarà rimpiazzato all’apertura da Duncan Weir.
Quest’ultimo è una conoscenza estiva dello Stadio Monigo, essendo stato il numero 10 titolare ed il capitano della Nazionale Scozzese Under 20 all’ultimo Junior World Championship.
Ryan Wilson, infine, sostituisce Rory Pitman a terza centro, mentre in panchina potrebbe tornare a trovare spazio il flanker Johnnie Beattie, a lungo assente per un infortunio al ginocchio, motivo per cui non è stato considerato per la Coppa del Mondo.
Non considerati per infortunio Calum Forrester, Dave McCall, Peter Murchie, Fergus Thomson e Jon Welsh, ancora incerta la panchina con dieci nomi per otto maglie.

Questa la formazione scozzese:

15 Stuart Hogg
14 Federico Aramburu
13 Rob Dewey
12 Troy Nathan
11 Colin Shaw
10 Duncan Weir
9 Henry Pyrgos
8 Ryan Wilson
7 Chris Fusaro
6 Rob Harley (capitano)
5 Nick Campbell
4 Tom Ryder
3 Ed Kalman
2 Pat MacArthur
1 Ryan Grant

Panchina da decidere tra: Finlay Gillies, Gordon Reid, Michael Cusack, James Eddie, Johnnie Beattie, Rory Pitman, Colin Gregor, Scott Wight, Peter Horne, Tommy Seymour.

Head Coach: Sean Lineen.

Sudafrica-Namibia: statistiche e highlights da un massacro

La partita è finita 87 a 0…

GUARDA QUI GLI HIGHLIGHTS DELLA PARTITA

South Africa Key Match Stats Namibia
12 Tries 0
12 (0) Conversions (Missed) 0 (0)
1 (0) Penalty goals (Missed) 0 (0)
0 (0) Drop Goals (Missed) 0 (0)
0 Yellow Cards 0
0 Red Cards 0
53% Possession 47%
57% Territory 43%
16’31” Actual time in opponents 22 6’54”