Video: che sia il miglior spot sui Mondiali 2011?

Uenuku – Cario diario… Muliaina scrive

di Stefania Mattana
Chi mi segue un po’ per il web lo sa: adoro gli All Blacks quasi quanto i nostri Azzurri, ma quello che forse non tutti sanno è che ho una particolare adorazione per Mils Muliaina. Mils non solo è uno dei giocatori più forti di tutto il mondo e un eccezionale interprete del difficile ruolo di estremo, ma è un ragazzo di grande cuore, sempre impegnato in prima linea assieme alle associazioni benefiche per i bambini in difficoltà.
Per questo e per altri motivi qui a Uenuku non potevo non ritagliare un angolo per Muliaina, lui che più di altri rappresenta l’arcobaleno del rugby che fa del bene. Ecco la traduzione di ciò che scrive sul sito ufficiale degli All Blacks.

Caro Diario,
venerdì scorso gli All Blacks hanno visitato 11 piccole città, per poter incontrare tutti prima dell’inizio della Coppa del Mondo di rugby. La mia giornata è iniziata molto presto: sono saltato giù dal letto alle 4:30 del mattino, per prendere il mio volo per Auckland, poi sono arrivato a Gisborne. Ho incontrato Ma’a e Izzy (Nonu e Israel Dagg) presso il centro ippico coperto, dove siamo stati coinvolti in un allenamento di rugby con i bambini.

É stato fantastico. Non appena siamo entrati, il boato dei ragazzi e dei genitori ci stava spazzando via! Hanno fatto tutti insieme una haka. Mi sono ricordato di quando ero un ragazzino: sono cresciuto in una piccola città e ho sempre sperato che gli All Blacks venissero a Invercargill, ma in realtà non ho mai incontrato un All Black di persona fino a quando non sono andato alla scuola superiore. Avevo circa 14 anni quando ho incontrato Simon Culhane e Inga Tuigamala, che era in tour a presentare il suo libro.

Così è stato bello vedere i bambini della scuola elementare così entusiasti di vedere gli All Blacks. Spesso, durante gli eventi pubblici, dobbiamo stare dietro a delle barriere perché la folla è così numerosa che questo è l’unico modo perché tutti siano al sicuro, ma è stato bello avere un contatto così diretto, che ci ha permesso di battere il cinque, stringere le mani e prendere i bambini, o fare qualche coccola a qualche piccolino di sei anni. Siamo rimasti un paio di ore e abbiamo avuto modo di salutare centinaia di fan. Prima di congedarci, i ragazzi della Gisborne Boys High ci hanno salutato con una haka. É stata una cosa impressionante: la loro haka era così sincronizzata! So quanta pratica ci vuole per ottenere quel tipo di effetto.

Siamo atterrati all’aeroporto di Auckland, e poi siamo saltati sul bus della squadra, dove c’era un certo chiacchiericcio. Tutti i ragazzi si stavano raccontando le loro esperienze, condividendo le storie delle migliaia di persone che hanno viaggiato per venire a incontrarci. Pare che Jimmy Cowan e Andrew Hore si siano divertiti un mondo a Winton, dove hanno partecipato a una parata di auto d’epoca e a una gara di taglio della legna.

Ieri ad Auckland siamo stati ufficialmente accolti nella RWC 2011. Prima di arrivare siamo rimasti un po’ sul bus, e abbiamo potuto vedere Aotea Square gremita di gente! Sembrava che l’intera Auckland fosse lì ad accoglierci con bandiere e fischietti. Il modo in cui Aotea Square è stata preparata è incredibile, e non lascia dubbi sul fatto che la Coppa del Mondo è qui, in Nuova Zelanda. Tutti i giocatori sono stati presentati con un cappello ufficiale della RWC. Io ne ho altri due, ma spero che questo raccolga i ricordi più speciali per me.

Ora, seduto qui in attesa di mia terza e ultima Coppa del Mondo di rugby, ho voglia di godermi questo torneo, dare tutto quello che ho e assicurarmi di non lasciarmi più rimpianti dietro. Abbiamo atteso a lungo.
Saluti

Mils (Muliaina)

Gli All-Blacks scoprono la paura? Intanto mettono il turn-over in soffitta…

Il turn-over, pratica a cui gli All blacks e il loro coach Graham Henry si sono abbondantemente applicati nel corso degli ultimi anni. D’altronde se uno ha quantità tali di talento a disposizione…
Sarà la crescente pressione o il timore che in qualche modo deve essersi inculcato nelle teste della squadra più forte del mondo dopo i due ko in sette giorni che sono costati il Tri-Nations, ma l’assistente del ct tuttonero Steve Hansen ha detto chiaro e tondo che per questa Coppa del Mondo ci sarà una squadra-tipo, almeno nei XV di partenza. “Certo abbiamo un gruppo di 30 giocatori ben assortiti – ha subito precisato Hansen – e li useremo, ma non seguiremo la politica di Francia 2007”.
Turn-over in soffitta quindi. Facile, verrebbe da dire, se le alternative si chiamano Ma’a Nonu o Sonny Bill Williams. Però gli All Blacks hanno sbagliato tutti i Mondiali (tranne il primo) e attorno a loro in patria c’è un enorme entusiasmo. O dovremmo chiamarlo pressione?

 

Video: il diario Mondiale del 6 settembre

World Police & Fire Games: tornati in Italia gli azzurri d’argento

Ricevo e pubblico

MILANO. E’ rientrata in Italia la rappresentativa nazionale di rugby formata da Vigili del Fuoco che ha partecipato a New York con successo ai World Police & Fire Games, i giochi mondiali di Polizie e Vigili del Fuoco. 22 mila gli atleti presenti nella “Big Apple” per una kermesse messa a dura prova dall’uragano Irene che ha scombussolato un po’ i piani di tutti, costringendo la squadra italiana ad attrezzarsi per lavorare al fianco delle autorità locali – a favore delle popolazioni – in caso di necessità.
Come detto in fase di cronaca due le medaglie per le rappresentative azzurre. La formazione Open ha conquistato un brillantissimo argento alle spalle della Nuova Zelanda, superando però nel corso del torneo squadre fortissime come Canada, Australia, Francia e Inghilterra. La difesa solidissima è stata l’arma in più dell’Italia allenata da Stefano Giop, che però è giunta in finale troppo contratta lasciando via libera ai tutti neri più per una questione mentale, piuttosto che tecnica. Magari il successo non arrivava ugualmente, ma certamente non con il 26 a 0 sancito dal campo.
Bene anche la squadra Over 35 allenata da Andrea Di Giandomenico, che nell’occasione ha chiuso ufficialmente la sua parentesi da giocatore con i Vigili del Fuoco. Dopo aver vinto il proprio girone a punteggio pieno, gli azzurri sono incappati nella partita-no nella semifinale contro l’Australia. Giocando solo il secondo tempo han perso 19 a 12 fallendo una ghiotta occasione per entrare in finale. Il bronzo è arrivato dopo una battaglia contro i padroni di casa, mentre l’oro è andato al Galles, fuori portata per tutti.
In ogni caso piena soddisfazione in casa Italia per questi risultati che testimoniano un movimento in salute. Peccato che il gruppo arrivi ad esprimersi a questi livelli solo in alcune occasioni. Un rendimento del genere portato nella realtà del Cortina Seven disputato in veste ufficiale, ad esempio avrebbe portato la squadra ad un ben altro risultato che il successo nella Plate. “Nemo propheta in patria” cita una locuzione latina. E a questa squadra calza a pennello.