Video: la sintesi di Reds-Blues (30-13), semifinale da Super Rugby

Video: Super Rugby, gli highlights di Stormers-Crusaders (10-29)

Super Rugby: Blues e Stormers non possono nulla, la finale è Reds-Crusaders

Due partite senza storia, o quasi. Tra una settimana a Brisbane i Reds riceveranno i Crusaders di Dan Carter, Sonny Bill Williams e Richie McCaw

REDS – BLUES 30-13
Reds: 15 Jono Lance, 14 Rod Davies, 13 Anthony Faingaa, 12 Ben Tapuai, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo, 7 Beau Robinson, 6 Scott Higginbotham, 5 James Horwill (c), 4 Rob Simmons, 3 Greg Holmes, 2 Saia Faingaa, 1 Ben Daley.
In panchina: 16 James Hanson, 17 Guy Shepherdson, 18 Adam Wallace-Harrison, 19 Jake Schatz, 20 Liam Gill, 21 Ian Prior, 22 Will Chambers.
Blues: 15 Jared Payne, 14 Joe Rokocoko, 13 Benson Stanley, 12 Luke McAlister, 11 Lachie Munro, 10 Stephen Brett, 9 Alby Mathewson, 8 Peter Saili, 7 Luke Braid, 6 Jerome Kaino, 5 Ali Williams , 4 Chris Lowrey, 3 John Afoa, 2 Keven Mealamu (c), 1 Charlie Faumuina.
In panchina: 16 Tom McCartney, 17 Tevita Mailau , 18 James King, 19 Daniel Braid, 20 Chris Smylie, 21 Rene Ranger, 22 Sherwin Stowers.
Arbitro: Jonathan Kaplan (South Africa)
Marcatori: 11′ m. Davies tr. Cooper, 29′ m. Tapuai, 37′ cp. Cooper, 40′ m. Lowrey tr. Brett, 45′ cp. McAlister, 47′ m. Davies, 52′ cp. McAlister, 56′ m. Davies tr Cooper, 74′ dr. Cooper

Stormers – Crusaders 10-29
Stormers: 15 Conrad Jantjes, 14 Gio Aplon, 13 Jaque Fourie, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Peter Grant, 9 Dewaldt Duvenage, 8 Nick Koster, 7 Francois Louw, 6 Schalk Burger (c), 5 Andries Bekker, 4 Rynhardt Elstadt, 3 Brok Harris, 2 Tiaan Liebenberg, 1 Wicus Blaauw
In panchina: 16 Deon Fourie, 17 Steven Kitshoff, 18 Anton van Zyl, 19 Schalk Brits, 20 Louis Schreuder, 21 Juan de Jongh, 22 Johann Sadie.
Crusaders: 15 Tom Marshall, 14 Sean Maitland, 13 Robbie Fruean, 12 Sonny Bill Williams, 11 Zac Guildford, 10 Dan Carter, 9 Andy Ellis, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 George Whitelock, 5 Sam Whitelock, 4 Brad Thorn, 3 Owen Franks, 2 Corey Flynn, 1 Wyatt Crockett.
In panchina: 16 Quentin MacDonald, 17 Ben Franks, 18 Luke Romano, 19 Matt Todd, 20 Kahn Fotuali’i, 21 Matt Berquist, 22 Ryan Crotty.
Arbitro: Craig Joubert (South Africa)
Marcatori: 6′ cp. Grant, 13′ cp. Carter, 15′ m. Maitland tr. Carter, 19′ cp. Carter, 24′ cp. Carter, 33′ m. Fruean tr. Carter, 38′ m. Habana tr. Grant, 42′ cp. Carter, 64′ cp. Carter

Rugby & idee: siete pronti a creare un logo per il Rugby Monza?

Ehi, il Rugby Monza ha bisogno di voi…
Ti senti creativo?
Ami il gioco del Rugby e ti piace disegnare?
Non distingui una palla ovale da una pallina da ping-pong ma creare loghi è la tua passione?  

Il Rugby Monza cerca una nuova immagine per il suo simbolo storico, l’elefantino, che sarà usato insieme  allo stemma ufficiale sui materiali che promuoveranno la campagna iscrizioni 2011/2012.

Vuoi essere tu a disegnarlo?

Prendi spunto dai loghi precedenti che trovi nell’album ‘Elefantino Story’ su questa pagina. A cartoon o stilizzato, colorato o in bianco e nero, con in mano una palla ovale o in touche sui suoi compagni.. libera la fantasia e dicci come vedi tu il nostro ‘testimonial’ d’eccezione!

La campagna iscrizioni 2011/2012, dal titolo ‘Senza sostegno non si avanza’, prevede importanti iniziative di comunicazione non convenzionale che si svilupperanno in rete già dalle prossime settimane.
Ricorda i valori fondamentali del gioco del rugby: sostegno, importanza della squadra, gioco pulito e passione.. l’elefantino è tutto questo! 

Inviaci entro martedì 6 luglio le tue proposte postandole su questa pagina, che diventerà la nuova fan page ufficiale del Club Rugby Monza, oppure via mail all’indirizzo info@rugbymonza.com e le posteremo noi. Le proposte più votate saranno sottoposte al giudizio del Consiglio di Amministrazione del Club che sceglierà fra queste l’immagine che lo rappresenterà.

Inizia la sfida.. sei pronto a metterti in gioco? 😉 

SPAZIO MAFALDA: tra Mondiali U20, sfuriate, Accademie ed alto livello (???)

di Mafalda la Contestatrice

Il centro inglese gioca titolare nei Saracens, mentre l’apertura del Galles negli Ospreys. Mi fermo qui, non scendo d’emisfero. Vi pare poco? E i nostri ragazzi, dove se la giocano la convocazione? All’oratorio!

Mi trovo ad un torneo di touch e nei campi destinati al gioco mi imbatto in due Azzurrini reduci da un mondiale discutibile. Così dopo la “sfuriata” di Cavinato contro tutto e tutti  (in ritardo e non “meglio tardi che mai”), blocco i due ragazzi e lascio loro ruota libera su questo mondiale nostrano dove, nonostante tutto, è stato raggiunto l’obiettivo, la non retrocessione… di un soffio.
Una sola domanda: come vi siete sentiti entrando in campo a Rovigo, seconda con l’Argentina, e trovare lo stadio completamente vuoto?
CI SIAMO CHIESTI PERCHE’ E PER CHI ERAVAMO IN CAMPO. Eravamo sotto pressione, giocavamo in casa nostra. La pressione arrivava dai vertici: eravamo in Veneto la patria del rugby italiano. Loro, a casa, giocano in club di Premier o di Super qualcosa, alcuni di noi forse giochiamo in Eccellenza, che è pari ad una loro categoria inferiore, una A2, una B. Non c’è paragone . E poi non ci si può allenare tutti assieme se non in alcuni brevi periodi dell’anno e poi non si è sempre gli stessi, come fai a creare una squadra in sintonia sul campo? Come puoi credere che qualche allenamento nazionale possa farci diventare gli atleti del futuro? Noi facciamo del nostro meglio. Siamo riusciti a creare uno spogliatoio bellissimo, nonostante tutto. La forza interiore veniva dal gruppo. Però loro, tutti, sono più forti: gli avanti, la difesa, tutti. La nostra preparazione non è ad alto livello, lo staff che ci prepara non va, non noi, certo non siamo i migliori al mondo, ma anche i nostri preparatori…
Già, non siamo certo i migliori al mondo, ma quando siamo entrati al Battaglin ed era vuoto, vuoto per un mondiale!, cavolo che tonfo al cuore… ma per chi siamo qui, ci siamo chiesti? Eravamo già pronti per la doccia, meglio spalti pieni con il nostro pubblico che ci fischiava dietro che giocare per nessuno.

Bene a questo punto, sono Mafalda, cosa possiamo dire. Riprendiamo un attimo le tante parole di Checchinato sull’alto livello? Cosa intende lui per alto livello? Un’azienda che produce atleti 190×110: forse questo è l’alto livello? Ma se poi a questi nessuno insegna il gioco del rugby, se queste accademie così volute e così decantate dai nostri vertici risultano alla fine essere solo altri costi in più e che i preparatori non sono poi così ad alto livello come vorrebbero farci pensare, perché sono sempre la solita gente che gira da un’under all’altra. Sono dell’idea che qui si potrebbe aprire un dibattito, ma sarebbe inutile visto che chi dovrebbe ascoltarci non ha orecchie per sentire e prosegue per la sua strada tranquillo, perché intanto è lui a guidare la macchina ed è sempre lui che si mette le chiavi in tasca.

A proposito di accademie AUGURO UN BUON “NUOVO” LAVORO A DE MARIGNY E AL SUO STAFF ai quali è stata affidata Tirrenia.