Crociati, non solo Festuccia

I Crociati hanno annunciato l’acquisto di Carlo Festuccia, la cui notizia avevo dato qualche giorno fa.

Ma il club parmigiano non si ferma qui. Ecco il comunicato:

Carlo Festuccia classe 1980, dopo quattro stagioni con la maglia del Racing Metro, torna a giocare in Italia e firma il suo ingaggio con i Crociati Rugby FC.
Oltre al tallonatore aquilano, a rinforzare il pack, i Crociati Rugby hanno annunciano l’ingaggio, dal GranDucato, di Daniele Goegan e Flavio Tripodi e dal Petrarca Padova della seconda linea neo-zelandese Douglas Fletcher. Per i trequarti invece arriva, dagli Aironi Rugby, Giulio Rubini.

ItalSeven: a Mosca gli azzurri sono ottavi

L’Italia chiude in ottava posizione la tappa moscovita del Grand Prix FIRA 2011, sconfitta nella finale del Plate per 24-10 dalla Russia padrona di casa.

Gli Azzurri di De Rossi e Martin risalgono in ottava piazza anche nella classifica generale del circuito, ma devono fare i conti con tre sconfitte nella seconda giornata di gara: battuti per 31-5 dal Portogallo nell’ultima partita della fase a gironi, gli italiani hanno comunque centrato la qualificazione alla parte centrale del tabellone ma sono stati battuti di misura in semifinale dal Galles (19-22) prima di arrendersi per 24-10 alla Russia.

Dopo Italia-Tonga U20, Cavinato: “Obiettivo raggiunto”

Andrea Cavinato è visibilmente commosso dopo la salvezza conquistata dalla sua Italia U20 nel play-out contro Tonga al “Battaglini” di Rovigo, ultima tappa di “Italy 2011” per Leso e compagni: “E’ stato un Mondiale molto difficile, sapevamo che lo sarebbe stato come sapevamo che questa era la partita che dovevamo vincere. Avevo detto da subito che l’obiettivo era la salvezza, garantire a chi verrà di disputare il Mondiale U20 d’elite. L’obiettivo è stato raggiunto”.

“Voglio ringraziare i giocatori – ha detto il tecnico dell’Italia U20 – perché hanno raggiunto un grande risultato dimostrando volontà e forza di carattere. Un grazie particolare a Michele Campagnaro che a soli diciotto anni ha preso la grande responsabilità di giocare all’apertura nelle partite più importanti: non era facile e Michele è la dimostrazione che il lavoro della FIR e delle Accademie sta pagando e continuerà a farlo se tutti continueremo a remare nella stessa direzione”.

“La cosa più importante – aggiunge Cavinato – è stato vincere la partita che bisognava vincere: c’era molta pressione, e spesso è facile perdere partite in cui la pressione è tanto elevata. Credo che in questo stia il grande salto di qualità che questa squadra ha saputo compiere”.

Cavinato chiude salutando il pubblico: “Mercoledì contro l’Argentina e questo pomeriggio siamo stati sostenuti nel migliore dei modi: i veri uomini di rugby sostengono la squadra soprattutto nei momenti difficili e la gente del Battaglini ha dimostrato quanto siano belli ed importanti i valori del nostro sport”.

Italy JWC 2011, fotografia di un successo

Il torneo, vinto per la quarta volta consecutiva dalla Nuova Zelanda che ha battuto per 33-22 l’Inghilterra in finale, ha catturato i cuori del pubblico italiano con oltre 50.000 spettatori che si sono succeduti sugli spalti per i 30 incontri che hanno visto impegnati i migliori giocatori al mondo per la categoria U20 in un torneo che rappresenta la rampa di lancio ideale verso la grande scena dei test-match.

Lapasset, oggi a Padova per la finale giocata in un Plebiscito gremito, ha dichiarato: “Non c’è dubbio che questo torneo sia stato un eccezionale successo sotto ogni punto di vista. La finale è stata superba, di altissimo livello, entusiasmante: questo testimonia non solo lo standard di questa competizione, ma anche il ruolo chiave che questo evento gioca nello sviluppo della prossima generazione di atleti internazionali”.

Dalla prima edizione del Mondiale U20 nel 2008, quasi cento giocatori hanno raggiunto il livello assoluto giocando per le rispettive Nazionali maggiori, e Lapasset crede che molti giocatori visti nelle ultime due settimane e mezzo a Padova, Rovigo e Treviso seguiranno le orme dei vari David Pocock, Patrick Lambie, Courtney Lawes, Zac Guildford, Kurtley Beale e Sam Warburton sino alla scena dei test match

“Credo che molti di quelli che hanno guardato l’IRB Junior World Championship nei 142 Paesi in cui è stato trasmesso da 19 emittenti siano rimasti impressionati dalla qualità del rugby offerto da questo torneo e che abbiano potuto capire su quali giocatori tenere gli occhi nelle prossime due stagioni. Chissà, un paio potremmo già vederli  in Nuova Zelanda alla prossima Rugby World Cup…”

Anche per l’Italia, Paese ospitante dell’edizione 2011, l’evento è stato un grande successo. Non solo perchè con l’imponente copertura televisiva si è garantita una grande esposizione mediatica al rugby al di fuori della regolare stagione sportiva, ma anche perché molte iniziative organizzate sul territorio hanno fatto sì che il lascito del torneo rimanga vivo anche dopo la partenza delle squadre dal Veneto.

“Voglio estendere i miei ringraziamenti alla Federazione Italiana Rugby, alle autorità del Veneto ed a tutti coloro che hanno contribuito al successo del Junior World Championship. Tutti loro sono stati ripagati con un torneo eccezionale dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto con una grande esperienza nella gestione di eventi internazionali che potrà dare nuova spinta allo sviluppo del gioco in un Paese dall’enorme potenziale” ha aggiunto Lapasset.

L’IRB Junior World Championship 2012 si disputerà in Sudafrica.

Mondiali Juniores: NUOVA ZELANDA SUL TETTO DEL MONDO MA E’ GRANDE INGHILTERRA (33-22)

I Baby Blacks si laureano per la quarta volta consecutiva campioni del mondo under 20! Nella finale di Padova, però, i neozelandesi soffrono tantissimo contro una bellissima Inghilterra che fino a pochi minuti dal termine accarezza il sogno del clamoroso successo.

Parte forte l’Inghilterra che nei primi minuti crea, mantiene l’ovale e al 7′ va addirittura in meta con l’ala Christian Wade che conclude una azione bella e confusa dei british che con Ford poi allungano sul 7-0. E l’Inghilterra non alza il piede dall’acceleratore nel primo quarto d’ora, cercando di sorprendere i Baby Blacks e, soprattutto, impedendo ai piccoli tuttineri di ragionare e di impostare il proprio gioco. Al 22′ grande occasione per la Nuova Zelanda su un calcio intercettato dell’Inghilterra nei 22 metri, ma l’ovale viene perso dal giocatore tuttonero prima di schiacciarlo in meta e il TMO annulla la marcatura, dando alla Nuova Zelanda solo i tre punti di un precedente fallo. Ma la sveglia All Blacks si è sentita e al 27′ un’azione che parte da molto lontano manda Piutau in meta dopo che il tallonatore Taylor ha creato il buco e si è involato in un due contro uno micidiale che porta la Nuova Zelanda in vantaggio 10-7. Si va sul 13-7 al 33′ con una punizione di Anscombe da metà campo, cui al 36′ risponde Ford per il 13-10. Ma ora è la Nuova Zelanda a fare la partita e a tempo praticamente scaduto ecco la seconda meta dei Baby Blacks con Tameifuna che allungano e chiudono il primo tempo sul 20-10.
La ripresa inizia subito con Anscombe che mette altri tre punti sul tabellino cui non risponde a stretto giro di posta George Ford, sbagliando un piazzato facile facile. Ma l’Inghilterra sembra aver ripreso slancio e arriva la meta del numero 3 Thomas che riapre i giochi portando i british sotto break. La Nuova Zelanda subisce il colpo e l’Inghilterra si ripropone in avanti spinta da un ottimo George Ford. Al 51′ arriva la meta del sorpasso clamoroso degli inglesi, ma ancora una volta è il TMO a negare la gioia della meta. Una meta che è nell’aria e che arriva poco dopo, quando una bellissima azione inglese viene concretizzata dalla veloce ala Wade che prima calcia in area di meta e poi schiaccia proprio a un nulla dalla linea laterale. Sorpasso, però, rimandato perché Ford sbaglia la trasformazione da difficile posizione. Passano due minuti e Anscombe riallunga per i Baby Blacks che così si trovano a iniziare l’ultimo quarto con un +4 che non è certo tranquillizzante né quello che si aspettavano alla vigilia. E a spingere è sempre l’Inghilterra, guidata dagli ottimi Ford e Wade, vere spine nel fianco di una Nuova Zelanda che palesa difficoltà evidenti a gestire un match in equilibrio e non dominato come accaduto nel resto del torneo. Ma quando l’Inghilterra sembra veramente in grado di mettere a segno il colpaccio ecco il colpo di bravura, e fortuna, della Nuova Zelanda. Azione in velocità dei Baby Blacks, calcio a seguire, giocatore che viene placcato, perde l’ovale ma lo tocca col piede permettendo a Beauden Barrett di raccoglierlo e di involarsi in solitaria in meta per il break che al 72′ mette fine al match.

INGHILTERRA – NUOVA ZELANDA 22-33
Domenica 26 giugno, ore 19.10 – Stadio Plebiscito, Padova
Inghilterra: 1 Mako Vunipola 2 Mikey Haywood (73′ Rob Buchanan) 3 Henry Thomas (71′ Will Collier) 4 Joe Launchbury 5 Charlie Matthews 6 Sam Jones (73′ Matt Everard) 7 Matt Kvesic (75′ Sam Twomey) 8 Alex Gray (C) 9 Chris Cook (61′ Dan Robson) 10 George Ford 11 Christian Wade 12 Owen Farrell (48′ Ryan Mills) 13 Elliot Daly 14 Andy Short (42′ Marland Yarde) 15 Ben Ransom
Nuova Zelanda: 1 Solomona Sakalia 2 Codie Taylor 3 Ben Tameifuna 4 Steven Luatua 5 Brodie Retallick 6 Brad Shields (66′ Carl Axtens) 7 Sam Cane 8 Luke Whitelock (C) 9 TJ Perenara (61′ Brad Weber) 10 Gareth Anscombe 11 Charles Piutau 12 Lima Sopoaga 13 Francis Saili (77′ Rhys Llewellyn) 14 Mitchell Scott 15 Beauden Barrett
Arbitro: Jaco Peyper (Sud Africa)
Marcatori: 7′ m. Wade tr. Ford, 24′ cp. Anscombe, 27′ m. Piutau tr. Anscombe, 33′ cp. Anscombe, 36′ cp. Ford, 40′ m. Tameifuna tr. Anscombe, 41′ cp. Anscombe, 48′ m. Thomas tr. Ford, 57′ m. Wade, 59′ cp. Anscombe, 72′ m. Barrett tr. Anscombe

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