Vigili del fuoco ovali a Cardiff, in difesa del loro 3 Nations

Ricevo e pubblico:

Partirà martedì pomeriggio da Orio al Serio, la Rappresentativa Nazionale di rugby dei Vigili del Fuoco. Destinazione Cardiff, per disputare all’Arms Park la seconda edizione del 3 Nations, che vede la formazione italiana campione in carica, titolo conquistato 12 mesi or sono a Calvisano.
Diciamo subito che ripetersi sarà difficile se non impossibile. L’empasse dello scorso anno ai Lions non è andato giù, ed hanno allestito una squadra di prim’ordine, guidata da Jonathan Edwards, capitano degli Scarlets. Anche la Francia non è da meno, dopo la finale persa malamente al San Michele. Nel raduno bresciano che ha preceduto la trasferta la squadra ha lavorato bene, anche se l’inopinata defezione all’ultimo momento da parte di Mandelli e vista l’impossibilità di sostituzione, costringerà a partire a ranghi ridotti.
Agli ordini dei tecnici Stefano Giop e Jacopo Rubbi partiranno i seguenti giocatori.
Piloni: Rizzetti Mattei (Calvisano), Scialabba (Varese), Funario (Feltre)
Tallonatori: Azzini (Brescia), Maglia (Varese).
II linee: Baracchi (Amatori Milano), Toso (Cus Padova), Borella (Piacenza)
III linee: Teodorini (Badia), Romano (Brescia), Gelmini (Mantova)
Mediani mischia: Zanirato (Rugby Rovigo Delta), Piacentini (Elba).
Med. Apertura: Fratini (Badia), Costantini D. (Lumezzane)
Trequarti: Faggiotto (Petrarca Padova), Flagiello (Badia), Ferrari (Alghero) Gabba (Brescia), Costantini R. (Calvisano), Lanzoni (Modena)
Estremo: Lunanova (Venezia-Mestre), La Sorda (Monza).
Compongono la delegazione il Presidente Prof. Fabrizio Santangelo, il coordinatore Andrea Vivian, il DS Dario Cavaliere, il responsabile alla logistica Marco Piotti, il Medico Dott. Roberto Alessandrini, Il preparatore atletico Luca Grandinetti, il messeur Tarcisio Ubbiali.
Come detto si giocherà all’Arms Park, (il 22 e 24 giugno) nome rimasto per il campo sede dei Cardiff Blues, all’ombra di quel colosso che è il Millennium Stadium. La vecchia struttura, uno dei templi del rugby mondiale, non esiste più, ma se ne respira la presenza. Welcome party, staff meetings e terzi tempi saranno tutti tenuti nei locali dei Cardiff Blues, mentre la delegazione italiana alloggerà nello Sports College della Cardiff University, dove sosterrà anche le sedute di allenamento.

49 springboks per due tornei

Peter De Villiers fa le cose in grande e chiama una cinquantina di giocatori per un “training stage” in vista del Tri-Nations e soprattutto del Mondiale di settembre in Nuova Zelanda. La squadra per il maggior torneo per nazionali dell’emisfero sud sarà annunciata il 2 o il 9 di luglio, a seconda della presenza o meno di una squadra sudafricana nella finale del Super Rugby.
Questi i 49 nomi di oggi

Springbok training squad: Willem Alberts, Gio Aplon, Bjorn Basson, Andries Bekker, Bakkies Botha, BJ Botha, Heinrich Brüssow, Schalk Burger, Juan de Jongh, Jean de Villiers, Bismarck du Plessis, Jannie du Plessis, Fourie du Preez, Jaque Fourie, Dean Greyling, Bryan Habana, Alistair Hargreaves, Francois Hougaard, Adrian Jacobs, Butch James, Elton Jantjies, Enrico Januarie, Ashley Johnson, Ryan Kankowski, Zane Kirchner, Werner Kruger, Patrick Lambie, Francois Louw, Victor Matfield, Tendai Mtawarira, Johann Muller, Lwazi Mvovo, Odwa Ndungane, Wynand Olivier, Coenie Oosthuizen, Ruan Pienaar, JP Pietersen, Chiliboy Ralepelle, Danie Rossouw, John Smit, Juan Smith, Pierre Spies, Gurthro Steenkamp, Deon Stegmann, Frans Steyn, Morne Steyn, Adriaan Strauss, Flip van der Merwe, Duane Vermeulen.

Mondiali 2011: 45 inglesi per la Nuova Zelanda

Questo il gruppo scelto da Martin Johnson e da cui “pescherà” i 30 convocati finali

FORWARDS: Mouritz Botha (Saracens), George Chuter (Leicester Tigers), Dan Cole (Leicester Tigers), Alex Corbisiero (London Irish), Tom Croft (Leicester Tigers), Louis Deacon (Leicester Tigers), Paul Doran-Jones (Northampton Saints), Nick Easter (Harlequins), Hendre Fourie (Sale Sharks), Dylan Hartley (Northampton Saints), James Haskell (Unattached), Courtney Lawes (Northampton Saints), Lee Mears (Bath Rugby), Lewis Moody (Bath Rugby), Tom Palmer (Stade Francais), Tim Payne (London Wasps), Chris Robshaw (Harlequins), Simon Shaw (London Wasps), Andrew Sheridan (Sale Sharks), Matt Stevens (Saracens), Steve Thompson (London Wasps), Thomas Waldrom (Leicester Tigers), David Wilson (Bath Rugby), Tom Wood (Northampton Saints), Joe Worsley (London Wasps).

BACKS: Delon Armitage (London Irish), Chris Ashton (Northampton Saints), Matt Banahan (Bath Rugby), Danny Care (Harlequins), Mark Cueto (Sale Sharks), Toby Flood (Leicester Tigers), Riki Flutey (London Wasps), Ben Foden (Northampton Saints), Shontayne Hape (London Irish), Charlie Hodgson (Saracens), Ugo Monye (Harlequins), Charlie Sharples (Gloucester Rugby), Joe Simpson (London Wasps), James Simpson-Daniel (Gloucester Rugby), David Strettle (Saracens), Mike Tindall (Gloucester Rugby), Manu Tuilagi (Leicester Tigers), Richard Wigglesworth (Saracens), Jonny Wilkinson (Toulon), Ben Youngs (Leicester Tigers).

Video: JWC 2011, la sintesi di Inghilterra-Sudafrica

Scozia, un modello in crisi

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino

E’ sempre interessante tenere una finestra aperta sulla Scozia. Non solo perché è il nostro avversario diretto nel Sei Nazioni, ma perché è al modello scozzese (con due sole franchigie a rappresentare l’elite professionistica) che l’Italia si avvicina di più. Di questi tempi gli orgogliosi highlanders hanno le cornamuse nel sacco. E non solo per via della nazionale ma a causa soprattutto dei cattivi risultati delle franchigie, Edimburgo e Glasgow, mai riuscite a raggiungere le finali di Celtic League e di Heineken Cup. Preoccupa soprattutto un modello rigido che non lascia intravedere cambiamenti a cominciare dalla fuga all’estero dei giocatori. Nelle ultime sei stagioni è emigrata un’intera nazionale: Sean Lamont agli Scarlets, Danielli all’Ulster, Parks a Cardiff Southwell allo Stade Frangais, Ansbro al Northampton. (…) I tifosi sono furibondi. E la loro rabbia, unita alle critiche feroci della stampa, ha spinto a far cadere nei giorni scorsi la testa di Gordon McKie, chief executive della federazione. Alla base di tutto la mancanza di soldi. I dieci milioni di sterline di spesa per le due franchigie non sono sufficienti né a trattenere i giocatori né a rendere competitive le squadre. E ciò nonostante il buon lavoro nei settori giovaniliche ha portato in primavera l’Under 18 a sconfiggere l’Inghilterra. «Perché non si vince niente con i ragazzi» ha tuonato l’autorevole Scotsman citando una frase famosa di Alan Hansen, gloria locale del football e ora columnist per il sito della Bbc. (…)
Si chiede di rendere forti, più ricche e vincenti le franchigie. Nella convinzione che il resto, cioè i successi della nazionale, verranno di conseguenza. «Guardiamo l’Irlanda – ha scritto Allan Massie, acuta penna scozzese -il Grande slam e le triplici corone sono seguite ai successi del Munster e Leinster». Per questo da più parti si levano voci per rendere autonome le franchigie, attualmente gestite dalla federazione, al contrario di quanto accade in Irlanda e Galles. Una strada per attirare risorse finanziarie da privati e aziende. (…)
Di fondo c’è anche il fatto che le franchigie “pubbliche”, col loro centralismo, hanno creato disaffezione alla base: nei club, nei tifosi e nel territorio. Insomma: niente autonomia, niente spettacolo né pubblico. Niente pubblico, niente diritti televisivi. E niente vittorie in Europa. Una catena infernale. Caso da seguire.