Il tour italiano di Lomu per aiutare il Giappone

Si parte il 19 giugno, il 20 si va a Venezia , quindi Milano (21 e 22), Parma e Reggio Emilia (22), Modena e Bologna (23), Cervia (24 e25), Ravenna Mirabilandia (26). Tappe serratissime per Jonah Lomu, uno che era abituato a vedersela con piloni e terze linee e che quindi non avrà grossa difficoltà a muoversi in quel pezzo di Nord Italia. Un vero e proprio Italian Road Show nell’ambito della manifestazione “FRIENDS FOR JAPAN“, in sostegno delle popolazioni nipponiche colpite dal terremoto/tsunami e che culminerà nel test match Italia-Giappone in programma a Cesena il 13 agosto.
Al sito rugbyevents.it troverete tutte le info necessarie e potete vincere i biglietti per la partita degli azzurri.

Rugby in oratorio, la rivoluzione è iniziata

A Padova è stato presentato ieri l’accordo tra il Centro Sportivo Italiano e la Federazione Italiana Rugby, un progetto intitolato “Rugby negli oratori”, dalla portata potenzialmente rivoluzionaria. In base all’accordo infatti il rugby entra di prepotenza nei circa seimila oratori italiani, diventando una scelta per bambini e ragazzi al pari di basket, pallavolo e ovviamente calcio.
Nella città veneta erano presenti Marco Illotti, presidente del comitato padovano del CSI, il coordinatore tecnico FIR Francesco Ascione e due azzurri U20 attualmente impegnati nel Mondiale di categoria in corso proprio in Veneto: Alex Morsellino e Jacopo Bocchi.

“Dopo una prima fase di formazione dei tecnici CSI e di avviamento alla pratica non agonistica (che si concluderà entro l’anno) – ha dichiarato il prof. Ascione – nella primavera del nuovo anno avverrà la vera fase di integrazione tra i neofiti proveniente dagli oratori e le società individuate dalla FIR. Poiché attualmente le strutture messe a disposizione dal CSI non sono concepite per la pratica del rugby, la FIR farà partire entro l’estate un monitoraggio dei centri sportivi individuati”.

Da settembre il CSI lancerà la campagna “+rugby” in tuta Italia, con un bando che sarà presentato ad inizio della nuova stagione e che motiverà i comitati territoriali di ogni parte d’Italia a promuovere manifestazioni sportive a cui prenderanno parte società di ambito oratoriale.

Dopo Italia-Argentina, un terzo tempo da John Kirwan

Belle partite e un Terzo Tempo in linea con la tradizione. Il Mondiale di rugby under 20 ospitato in Veneto a Padova, Rovigo e Treviso riscuote successo e piace anche a John Kirwan. L’ex ala degli All Blacks, ex ct della nazionale italiana ed attualmente ct del Giappone (avversario degli azzurri il 13 agosto a Cesena), ieri era a Rovigo per assistere alle partite dei suoi Baby Blacks neozelandesi (92-0 al Galles) e degli azzurrini (sconfitti 27-3 dall’Argentina). Ovviamente Kirwan ha osservato con piacere lo sbarco anche al ‘mondialino’ del Terzo Tempo Peroni Village, contorno abituale per i match della nazionale dei ‘grandi’. “L’atmosfera è molto bella, è un modo per richiamare la gente allo stadio ed offrire un bel contorno, con la musica, la banda e… la birra”, dice Kirwan. “E poi c’é il terzo tempo assieme alle squadre, che cenano nel Villaggio. D’altronde questo è il rugby e queste sono le tradizioni”. E poi ci sono bellissime partite da vedere, specialmente se giocano i neozelandesi. “Beauden Barrett è fortissimo, ha un tempismo perfetto per un estremo. Anche tatticamente è sveglio, ha una buonissima visione. Mi sono piaciuti anche i due flanker, hanno lavorato e placcato. Mark Anscombe? Il figlio del c.t. è anche della mia zona (Auckland), lo conosco bene, si sta inserendo con i Blues, è un’apertura interessante”. Più difficile giudicare gli azzurrini. “Ma questa è l’età per farli giocare, per fargli fare esperienza. E’ importante inserirli anche nell’alto livello, per vedere se hanno la capacità mentale e tecnica. Se sbagliano? Se ci credi, devi dare loro delle possibilità, fargli fare un percorso e fargli capire che se sbagliano una partita non è importante”. Quando Kirwan lasciò la panchina azzurra, al suo posto arrivò il francese Pierre Berbizier. La storia si ripete ora con il sudafricano Nick Mallett, che dopo i Mondiali di ottobre sarà sostituito da Jacques Brunel. “Nick ha lavorato bene, ma la FIR ha deciso di non continuare: fa parte del nostro mestiere”, dice Kirwan. “Si è sempre detto che i francesi sono per mentalità quelli più vicini agli italiani, ma io non credo più a queste cose, ormai il rugby si è globalizzato. Brunel è un ottimo allenatore, ha vinto tanto ed è stato anche assistente di Bernarde Laporte in nazionale francese. Ha tanta esperienza”.