Video: Tonga e la sua kailao

Nella prima giornata del Mondiale Juniores Tonga è stata sconfitta 54-7 dall’Australia. Prima della gara i suoi giocatori hanno inscenato la Kailao, una danza di guerra in realtà proveniente dalla vicina ‘Uvea (oggi conosciuta anche come Wallis Island), e che i tongani hanno fatto propria.

LA CLIP DELL’ESIBIZIONE LA POTETE VEDERE A QUESTO LINK

ps: grazie a Cristiano Morabito!

Super Rugby: i Crusaders battono i Blues (23-16) e si “prendono” la Nuova Zelanda

Final Score Crusaders 23 Blues 16

Scorers

Crusaders
Tries – M Todd, Z Guildford 2
Pen – D Carter 2
Con – D Carter
Drop –
Cards –

Blues
Tries – R Ranger, C. Faumuina
Pen – L McAlister 2
Con –
Drop –
Cards –

Match Officials
Referee: Craig Joubert
Assistant referees: Vinny Munro, Kane McBride
Television match official: Keith Brown

Teams

Crusaders :1. Ben Franks , 2. Corey Flynn , 3. Owen Franks , 4. Brad Thorn , 5. Sam Whitelock , 6. George Whitelock , 7. Matt Todd , 8. Kieran Read (c) , 9. Andy Ellis , 10. Dan Carter , 11. Zac Guildford , 12. Sonny Bill Williams , 13. Robbie Fruean , 14. Brent 4Ward , 15. Tom Marshall

16. Quentin MacDonald , 17. Wyatt Crockett , 18. Luke Romano , 19. Jonathan Poff , 20. Willi Heinz , 21. Matt Berquist , 22. Ryan Crotty

Blues: Jared Payne, Joe Rokocoko, Benson Stanley, Luke McAlister, Rene Ranger, Stephen Brett, Alby Mathewson, Peter Saili, Luke Braid, Jerome Kaino, Ali Williams, Anthony Boric, Charlie Faumuina, Keven Mealamu (capt), John Afoa.

Reserves: Tom McCartney, Tevita Mailau, Chris Lowery, Sean Polwart, Chris Smylie, Lachie Munro, Sherwin Stowers.

Per gli Aironi ad agosto tre amichevoli

Durante la preseason gli Aironi giocheranno tre amichevoli per testare il grado di preparazione della squadra. Si inizierà venerdì 12 agosto alle 19,30 al Monigo di Treviso contro la Benetton. Dopodiché la squadra si trasferirà per qualche giorno in Francia, dove affronterà prima il Mont de Marsan (martedì 16) e poi l’Agen (venerdì 19).

Churchill Cup: i XV azzurri per provare a risollevarsi

Gianluca Guidi e Giampiero De Carli, responsabili tecnici dell’Italia “A”, hanno ufficializzato la formazione che domani (ore 17.00 locali, 18.00 in Italia) affronterà al Kingsholm Stadium di Gloucester la Russia nella seconda ed ultima giornata della fase a gironi della Churchill Cup.
Dopo la sconfitta per 26-12 contro il Canada nella sfida inaugurale, la seconda rappresentativa azzurra è chiamata a riscattare la prestazione contro i nordamericani e deve conquistare la vittoria per poter accedere alla finale per il terzo posto.
“La sconfitta contro il Canada è stata uno schiaffo, adesso vogliamo e dobbiamo riscattarci con una prestazione convincente sia sotto il profilo del gioco che per quanto riguarda la combattività – ha detto Gianluca Guidi – e per questo in settimana abbiamo lavorato molto. Il lavoro però non basta più, ci vuole una capacità di battersi che la settimana scorsa contro il Canada è venuta meno e che noi tecnici ci aspettiamo di vedere in campo domani contro la Russia, una squadra aggressiva e confidente che ha saputo mettere in difficoltà i canadesi”.
“Le modifiche nella formazione iniziale sono state prese in accordo con il CT Nick Mallett ed il suo staff: siamo qui per valutare molti giocatori in prospettiva Mondiale e domani in tanti si giocheranno un posto nel gruppo per la Rugby World Cup neozelandese di settembre” ha detto il tecnico toscano.

Questa la formazione dell’Italia “A” per la partita contro la Russia:

15 Ruggero TREVISAN (BancaMonteParma Crociati)*

14 Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)

13 Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso)*

12 Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

11 Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)

10 Riccardo BOCCHINO (MPS Aironi, 6 caps)*

9 Tito TEBALDI (MPS Aironi, 14 caps)

8 Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 84 caps)

6 Francesco MINTO (Benetton Treviso)

5 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 19 caps) – capitano

4 Joshua FURNO (MPS Aironi)*

3 Fabio STAIBANO (MPS Aironi, 9 caps)

2 Tommaso D’APICE (Futura Park Rugby Roma)*

1 Alberto DE MARCHI (MPS Aironi)

a disposizione

16 Andrea MANICI (HBS GranDucato Parma)*

17 Matias AGUERO (MPS Aironi, 17 caps)

18 Dario CHISTOLINI (Petrarca Padova)

19 Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)

20 Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

21 Durandt GERBER (HBS GranDucato Parma)

22 Giovambattista VENDITTI (MPS Aironi)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato” di Tirrenia

Opinioni e nubi poco azzurre su un pomeriggio di rugby

Alberto Pellegrini per Il Giornale di Brescia

Gli azzurrini raccolgono l’affettuoso applauso dello stadio Monigo di Treviso ed escono dal campo pesti e umiliati. Intanto sei o sette Baby Blacks approfittano per fare riscaldamento, sì proprio flessioni e scatti. E non sono rimpiazzi che non sono entrati in campo, hanno giocato almeno metà di questo match contribuendo a distruggere la fragile Italia.
Ma questa è la differenza. Quando si tratta di Campionati mondiali, è ormai consolidata
tradizione che i tutti neri rifilino una settantina di punti agli azzurri. Sarà che siamo agli antipodi. Finisce così, un po’ mestamente, un pomeriggio di rugby complessivamente meraviglioso, anche per il pubblico che ha affollato lo stadio di Treviso e che prima di
vedere i piccoli neozelandesi (si fa ovviamente per dire) si sono goduti un bellissimo
match, sempre sul filo del rasoio, tra Inghilterra e Irlanda, con gli inglesi alla fine vincitori per 33-25.
Per l’Italia guidata dal coach Andrea Cavinato invece non c’è stata proprio storia e ancora
una volta il nostro rugby esce male da questi incontri internazionali. Il gioco messo in campo dagli azzurrini, pur con qualche buona individualità (il bresciano Palazzani più volte in evidenza anche se un po’ confusionario) è apparso molto, ma molto al di sotto, non tanto degli All Blacks, che si sapeva, quanto rispetto a inglesi e irlandesi: giocano meglio di noi, si muovono in campo con una sicurezza e con gesti atletici da manuale, mentre gli azzurrini
sembrano sempre più impacciati e inadeguati.
Ma questo è il rugby italiano, anche Under 20, e rispecchia un movimento che ha più
problemi che talenti, che non ha né i numeri, né la scuola né tanto meno l’organizzazione
per competere con le squadre dei maestri, siano di questo o dell’altro emisfero.