Aironi, il patron Melegari attacca le italiane di Challenge Cup

Da La Voce di Mantova

Dopo la presentazione dei sei nuovi arrivati a Viadana, a rendere frizzante l’incontro di ieri
con i media è stato il presidente Silvano Melegari che senza troppi giri di parole e senza scomporsi nemmeno tanto, non le ha mandate a dire. «La Challenge Cup per le formazioni
italiane è una illusione».
Sì, proprio così e ne fornisce le evidenze: le scoppole rimediate sul campo. I dati in effetti sono dalla sua. Per le società di Eccellenza impegnate nel torneo europeo è stato il solito annus horribilis, con le solite punte particolarmente negative e “disinteressate” nel senso peggiore del termine, addirittura contrarie all’etica del rugby che vorrebbe ogni partita onorata col massimo impegno, a maggior ragione se si tratta di difendere il proprio buon nome all’estero. D’altronde stiamo parlando, rivela Melegari, di un “piatto-ricco-mi-ci-ficco” di ben 400.000 euro per società: la quota che a suo dire Fir stanzia per i quattro
club che si aggiudichino i posti nella Euro Challenge. Soldi a fondo perduto e non pochi – sono circa un terzo/un quarto del normale bilancio di una Eccellente – usati però solo per cercare di mettere le mani sullo scudetto, mentre fuori dai confini le prestazioni rimangono
quello che sono. Tali fondi sarebbero elargiti per aiutare il rugby italiano a ben figurare a livello europeo, ma visti i risultati «sarebbe meglio che la federazione li investisse per altre cose», dichiara il presidente degli Aironi. Dritto al punto.

Spazio Mafalda: SESSO, DROGA E RUGBY… parliamone!

di Mafalda la Contestatrice

A fine stagione dopo tanto fango e tante botte iniziamo a rilassarci. Certo c’è il mercato che tiene vivo  l’interesse verso i club, ma in questo periodo possiamo trovare il tempo di parlare anche di temi d’attualità, che ci potrebbero riguardare anche da vicino.

L’omosessualità
Il 19 dicembre 2009 Gareth Thomas, monumento del rugby gallese, dice: “Sono un giocatore di rugby. Sono gay”. Gareth conquista prima il rispetto sul campo e alla fine, finalmente, decide di fare outing.
Da Wikipedia: International Gay Association and Rugby Board (IGRAB) è l’organizzazione ombrello per il mondo gay di rugby club. Dedicata a lesbiche e gay di tutto il mondo.
IGRAB is based in London , UK .IGRAB ha sede a Londra.
Ma in Italia come siamo messi? C’è un organo federale che si occupa di tutelare questa parte di popolazione sportiva? Ma in Italia abbiamo il coraggio di fare outing?

La droga
Da Sostanze.info: Il binomio cocaina-rugby sta diventando pericoloso e rischia di minare la credibilità di uno sport che ha da sempre fatto dei propri valori un vanto.

Si è svolto Domenica 7 marzo 2010 il primo Torneo di Mini rugby “Sport contro Droga” allo Stadio dei Marmi, organizzato dal Comitato Italiano Sport contro Droga.
La droga o meglio la cocaina prende sempre più piede nel mondo sportivo anche tra i giovanissimi. Ma in Italia cosa stiamo facendo oltre al bel Torneo di Minirugby contro la droga? Siamo pronti per affrontare, realmente, questo tipo di problema?

Mafalda la Contestatrice ti dà la possibilità di liberarti di un peso, vuoi parlare senza che nessuno sappia chi sei? Sei gay, lesbica, fai uso di sostanze “particolari”?

PARLIAMONE invia il tuo racconto a mafaldalacontestatrice@gmail.com e apriremo un dibattito online tra amici.

Lo strano caso dell’Albania, nazionale nata in Italia

Lo sapevate che l’Albania non ha una federazione ma ha una nazionale di rugby? E sapevate che la nazionale albanese è nata a Pordenone? Probabilmente no, però sappiate che gli obiettivi che si pone questo sparuto gruppo di appassionati della palla ovale è di quelli importanti: le Olimpiadi – a 7 – di Rio de Janeiro.
La nascita della squadra risale a pochi mesi fa, inizio 2010, per volontà di alcuni giocatori albanesi che militano nei club italiani, che hanno trovato l’appoggio delle amministrazione friulane. Il debutto assoluto un anno fa esatto, il 2 giugno 2010 contro i Dogi.
Il prossimo 11 di giugno la nazionale albanese parteciperà alla prima edizione della Coppa di Alpe Adria & Balcani, torneo di rugby a 7.
I problemi per loro sono di due tipi: la costituzione di una vera federazione in madrepatria e trovare i finanziamenti.
Su quest’ultimo aspetto non si può dire che ai nostri manchi l’immaginazione: si sono infati inventati un gemellaggio con il Festival Brasiliano di Bologna: tra il primo aprile e il 28 maggio sono stati raccolti fondi. Un aiuto lo hanno poi dato diversi imprenditori albanesi che operano nel nostro Paese, con l’aiuto di alcune associazioni.

L’Aquila e il suo futuro: video-intervista ai Navarra

Una clip di Ugo Colista

Verso i Mondiali con un magazine on-line

Un vero e proprio giornale, lanciato nel web a 100 giorni dall’inizio del torneo iridato. Il comitato organizzatore del Mondiale neozelandese lo hanno messo a disposizione di tifosi e appassionati.

PER VEDERLO CLICCATE QUI