Panchina azzurra: fatto il ct, ora tocca allo staff

Da La Gazzetta dello Sport

(…) Ora l’avventura in azzurro. Da affrontare, con ogni probabilità, facendo base a Parma o giù di lì, non lontano dalla residenza del presidente Giancarlo Dondi, dove monsieur Jacques e madame Fabienne, professoressa, avrebbero già cercato casa. Per comodità: Roma, Viadana, Treviso e Tirrenia, sede dell’Accademia, non sono lontane.
A guidare l’Italia arriva un D’Artagnan: il moschettiere e il neo ct provengono dallo stesso dipartimento, quello di Gers, nei Midi-Pyrenees, non lontano da Tolosa, noto per il foie gras e il… rugby. A Brunel, per gestire quello italiano, serviranno doti particolari. Tra le prime mosse, la definizione dello staff. Partendo da un punto fermo: il francese Alex Marco, 34enne preparatore atletico, con l’Italia durante l’intera gestione Nick Mallett e con la Francia, insieme a Brunel, in avvicinamento alla Coppa del Mondo 2007. Il resto è tutto da definire: come sarà il domani dei vari Alessandro Troncon, Carlo Orlandi, Philippe Doussy, Omar Mouneimme e David Fonzi? Dondi, nei giorni scorsi, ha affermato che i vice di Brunel saranno italiani e certe deduzioni hanno portato dritti dritti alla coppia formata da Gianluca Guidi e Ciccio De Carli, attuali responsabili dell’Italia A. Ma i due, al momento, non hanno ricevuto alcuna chiamata. Un ruolo importante, nelle varie decisioni, lo avrà anche Carlo Checchinato, responsabile dell’alto livello. C’è in ballo il futuro dell’ovale tricolore.


	

Parla Brunel: tre stranieri in campo e azzurri in Italia. E annuncia Orquera agli Aironi

Andrea Buongiovanni, su La Gazzetta dello Sport di oggi

Si tratterà, in assoluto, della quarantanovesima gestione della panchina azzurra, della settima affidata a un allenatore transalpino dopo Julien Saby, Charles Bucheron e, in tempi più recenti, Pierre Villepreux, Bertrand Fourcade, Georges Coste e Pierre Berbizier. I suoi saranno compiti molto allargati: gli spetterà infatti anche la supervisione di tutta la struttura agonistica, «dalle due franchigie di Celtic League, sino all’individuazione dei migliori talenti giovanili da sviluppare presso le Accademie», recita il comunicato federale. Si può eccepire sulla tempistica della situazione: affrontare una rassegna iridata con in panchina un ct con la valigia — come ben si vide a Francia 2007 con lo stesso Berbizier al comando — può essere molto pericoloso. Non si può invece sindacare sulle qualità del personaggio. Quella di Brunel è una scelta di alto profilo. Lo confermano le sue prime parole dopo la nomina.
Motivazioni «Ho accettato l’incarico — afferma — perché sono convinto che questa Nazionale, come ha peraltro dimostrato nelle ultime stagioni, abbia un grande potenziale e notevoli margini di miglioramento. Non lo dico solo alla luce dello storico, recente successo proprio contro la Francia e delle ottime prestazioni offerte nel corso dell’ultimo Sei Nazioni. Lo penso sin da quando il presidente Dondi mi contattò la prima volta. Era il 2003: rifiutai, ma solo perché ero totalmente coinvolto con la Francia come vice di Bernard Laporte».

(…) «Per crescere — sostiene — servirà una collaborazione efficiente tra tutte le forze vive del movimento e mi riferisco in particolare a Treviso, agli Aironi e ai settori giovanili». Nel dettaglio, per ovvi motivi di opportunità, preferisce non entrare. «Dei singoli non parlo — spiega — né voglio avere contatti con i giocatori fino a che non sarò effettivamente operativo. Non intendo in alcun modo interferire con la squadra impegnata nella preparazione verso la Coppa del Mondo». Per le frequentazioni nel campionato francese, conosce molto bene alcuni giocatori, da Parisse ai Bergamasco, da Masi a Canale, da Lo Cicero a Festuccia, da Gower a Dellapè. Ma difficilmente, insomma, sarà in tribuna durante le partite tricolori in Nuova Zelanda.
Qualche specifica, però, arriva comunque. «Il mio sogno — ammette Brunel—è riportare in Italia tutti gli azzurri che giocano all’estero, come farà, tanto per citare un nome, Luciano Orquera (al momento alle prese con la rieducazione alla caviglia sinistra operata a fine marzo, ndr): a quanto mi risulta, lascerà il Brive per gli Aironi. Difficile con altri, ma perché non provarci? E poi, per far maturare i migliori talenti, mi piacerebbe  che le franchigie non avessero in campo più di tre stranieri».

Perpignan, partito Brunel arriva Delmas

Sarà Jacques Delmas, ex allenatore di Biarritz e Stade Français, a sostituire Jacques Brunel sulla panchina del Perpignan. Ieri la FIR ha ufficialmente l’investitura di Brunel quale ct azzurro per i prossimi 4 anni. Delmas ha invece firmato un accordo per le prossime due stagioni.

Dylan Des Fountain riparte dai Lions

Era stato uno degli arrivi estivi su cui gli Aironi contavano di più, ma un gravissimo infortunio già nel mese di settembre ha messo fine alla sua avventura a Viadana. E ora Dylan Des Fountain riparte con la maglia dei Lions nel Super Rugby. Un bel ripartire, non c’è che dire. Domani avrà il 13 sul groppone nella partita contro i Cheetahs. In bocca al lupo!

L’Aquila perde un altro pezzo, società nel caos

Uno stralcio di un articolo di Marianna Galeota per Il Capoluogo.it

L’Aquila Rugby non ha più un Cda. Dopo Marco Molina e Antonio Cialente, oggi è la volta di Vincenzo De Masi che ha consegnato in mattinata le sue dimissioni al presidente Marinelli. Essendo venuto meno il numero legale, con un consiglio d’amministrazione ormai ridotto a soli due membri, Romano Marinelli e il sindaco Massimo Cialente, i soci hanno sette giorni per nominarne uno nuovo. Le trattative per la vendita continuano a complicarsi e si fanno sempre incerte senza l’eventuale delega di un cda che per ora manca all’appello perché ridotto all’osso.

(…) Non dimentichiamoci, inoltre, che la società, il cui cda, per ora inesistente, ha il compito di presentare le bozze di bilancio, ha ancora due bilanci con una notevole esposizione finanziaria da chiudere (anni 2008-2209 / 2009-2010). Fonti molto vicine all’Aquila Rugby riferiscono di un bilancio, quello 2008/2009 che, nonostante sia stato presentato per l’approvazione alla dirigenza, sarebbe rimasto fino ad oggi senza risposta, e di quello del 2009/2010, addirittura mai visionato dal cda, nonostante ripetute richieste all’ordine del giorno di tante riunioni andate deserte dai soci. Come si può portare avanti una trattativa di vendita senza neppure aver chiuso i bilanci degli anni passati?

PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO CLICCATE QUI