IRB Sevens World Series: il Sudafrica vince in Scozia, la Nuova Zelanda si prende tutto (+ video con highlights)

Il Sudafrica fa sua la tappa scozzese – ultima della stagione – delle IRB Sevens World Series. Gli springboks avevano vinto anche quella londinese, segno che forse dovrebbero andare un po’ più spesso al di là della Manica…
Il torneo 2011 è stato vinto dalla Nuova Zelanda davanti proprio al Sudafrica e quindi all’Inghilterra.

I risultati di Edimburgo

Quarti di finale
WALES 13 – 10 FRANCE
SOUTH AFRICA 28 – 5 SAMOA
FIJI 14 – 24 AUSTRALIA
NEW ZEALAND 26 – 12 ENGLAND

Semifinali
SOUTH AFRICA 22 – 19 WALES
NEW ZEALAND 12 – 19 AUSTRALIA

Finale
AUSTRALIA 35 – 36 SOUTH AFRICA

Irb Sevens World Series – Classifica finale
NEW ZEALAND 166, SOUTH AFRICA 140, ENGLAND 127, FIJI 122, SAMOA 120, AUSTRALIA 80, WALES 62, ARGENTINA 38, KENYA 16, FRANCE, SCOTLAND 12, UNITED STATES 10, PORTUGAL, RUSSIA 8, CANADA 5

Museo del Rugby: arriva anche la maglia di Modenesi

Corrado Mattoccia, curatore di “Fango e Sudore, il Museo del Rugby”  ha incontrato a Brescia una gloria del rugby azzurro: Luciano Modonesi, estremo della Nazionale Azzurra negli Anni fra il ’66 ed il ‘75.

Modonesi che ha esordito il 30 ottobre del 1966 a Berlino contro la Germania in Coppa Europa (3-3), ha collezionato in totale 17 presenze, l’ultima nel 1975 contro la Cecoslovacchia (Reggio Calabria, 10 maggio, 49 – 9 per l’Italia).

Nei suoi dieci anni di carriera azzurra ha affrontato la Francia (“B”) in tre occasioni: la prima nel 1967 a Tolone, la seconda nel 1971 a Nizza ed infine nel 1975 a Roma (15 febbraio, 16 a 9 per i cugine d’Oltralpe). Di quest’ultima partita Modonesi ha donato la sua maglia n.15 assieme a quella indossata in occasione dei due test disputati nel tour in Madagascar del 1970 entrambi ad appannaggio dell’Italia.

Luciano, figlio d’arte, il papà giocò il primo match ufficiale dell’Italia contro la Spagna a Barcellona il 20 maggio del 1929 di fronte a 100mila spettatori, conserva l’unica maglia azzurra esistente di quel match, la numero 9 indossata da Alberto Modonesi. “La maglia” – racconta Luciano –  “non ha le maniche poiché in tempo di guerra la mamma le tagliò per farne dei calzettini per me…”

Rugby touch in rosa contro la violenza su donne e bambini

PadovaOggi ci informa di questo evento:

Uno sport che dà dignità per affermare dignità. E’ il senso del torneo di Touch rugby “Tocco d’azzurro in rosa” che sarà giocato il 2 giugno nei campi del Valsugana. “I numeri che raccontano la violenza sulle donne e le bambine lasciano attoniti quindi riteniamo importante poter usare uno sport come il rugby perdenunciare questo fenomeno e chiedere unimpegno di civiltà a tutti.
La LITR, Lega Italiana Touch Rugby, e il Valsugana Rugby, in collaborazione con Amnesty International hanno organizzato un torneo denominato Tocco d’Azzurro in Rosa a scopo benefico, da un lato con l’intenzione di cavalcare l’espansione del rugby attraverso lo strumento del touch rugby (rugby al tocco), dall’altro per rendere l’attività del touch rugby non solo fine a se stessa ma orientata al sociale.
Il Tocco d’Azzurro in Rosa avrà l’onore di avere due madrine d’eccezione, due giocatrici della Nazionale Italiana di rugby Femminile: Paola Zangirolami (capitano), Maria Diletta Veronese (capitano del Valsugana Femminile).

Posse Rossoblu e Rovigo, la slideshow di una stagione

Petrarca fedele alla linea anche la prossima stagione

Federico Fusetti su Il Mattino di Padova

Lo scudetto è da tre giorni sulle maglie del Petrarca, ma la società pensa già al futuro. Il presente è fatto di gioia, di festeggiamenti che saranno organizzati nelle prossime settimane, di sorrisi e pacche sulle spalle, il futuro è voler tenere il tricolore cucito il più a lungo possibile sulle maglie. E così Corrado Covi, oggi D.S., ieri giocatore simbolo della società, pensa già a lanciare messaggi precisi. «Detto in soldoni», spiega, «siamo felici del successo, e per questo ancor più convinti di seguire con coerenza la linea adottata nelle ultime stagioni». Cioè? «Valorizzare i giovani, e contenere i costi». «Lo scudetto non sposta di una virgola la nostra politica. Negli ultimi dieci anni il Petrarca è arrivato cinque volte in semifinale. Siamo rimasti nell’elite del rugby italiano con budget mediamente inferiori del 40% rispetto alle altre semifinaliste. Nel momento in cui i bilanci si sono livellati, abbiamo vinto lo scudetto».
Ci sono dei giocatori simbolo di questo scudetto che rischiano di partire?
«Logico che vorremmo tenere tutti. Costa Repetto l’ho consigliato alla società, figuriamoci se non vorrei vederlo ancora in bianconero. Però non faremo pazzie. E’ nella logica dello sport che anche dopo un successo ci sia sempre qualche variazione nelle rose. Questione di bilanci, ma anche di stimoli. Non tutti quelli che chiederanno di più saranno accontentati».
Veniamo ai giovani. Si potevano utilizzare di più?
«I giovani che hanno sposato la causa della società e seguito i tecnici hanno trovato ampio spazio. Qualche nome? Barbini, Targa, Borgata, Fazzari, Chistolini, Naka, Chillon, Favaretto, Billot. Non perchè uno è giovane e del vivaio gli si deve regalare la maglia del Petrarca, che va conquistata. Basta parlare di loro scarso utilizzo. Aggiungiamoci i sette che frequentano le Accademie, cosa vogliamo di più?».
Un effetto scudetto?
«Certo. Alla Prima Squadra, ma anche al settore juniores, registrando a settembre un’impennata di iscrizioni. Al Battaglini la tribuna sud era zeppa di ragazzini dai 14 ai 20 anni. Spero di vederli presto in campo, che siano loro a vincere i prossimi scudetti».
Chi potrebbe partire per la Celtic?
«E’ presto per dirlo. Il pilone Fazzari è il più accreditato, mentre Chistolini andrà in Premiership. Neethling e Travagli sono venuti da noi per farsi vedere dopo lunghe soste per infortunio, e sono tornati ad alti livelli».