Casellato e Properzi, i primi due mattoni del Mogliano che verrà

Da Il Resto del Carlino di Rovigo

Il Mogllano ripartirà da Umberto Casellato e Franco Properzi, due pedine fondamentali sulle quali progettare i programmi futuri. La coppia di tecnici, infatti, subentrata a stagione in corso, si è guadagnata la riconferma con il club biancoblu, merito di una stagione conclusa centrando con anticipo l’obiettivo stagionale. Oltre a loro, sarà Mark Burman il primo rinforzo certo per il prossimo campionato. La seconda-terza neozelandese, ha raggiunto infatti l’accordo per la permanenza di un altro anno in Italia.

E se Caccamo da Porta Portese salvasse la Roma Rugby?

Emma Masetti per Il Romanista

Una giornata, forse, decisiva per il futuro della Rugby Roma. Almeno questo è quello che si augurano i sostenitori di una squadra che in 81 anni di storia ha vinto e ha perso, ha gioito e fatto gioire, è stata ad un passo dal baratro, ma poi ha trovato sempre la forza di rialzarsi. Così potrebbe essere anche stavolta, grazie alla Porta Portese Rugby di Gabriele Caccamo che ieri ha ufficialmente richiesto di aprire un tavolo per la cessione del titolo o per l’acquisizione delle quote del club. La richiesta, arrivata al patron della Futura Park Paolo Abbondanza, è arrivata ieri pomeriggio, poche ore dopo che lo stesso Abbondanza aveva fatto sapere alla squadra, convocata «d’urgenza» al campo, che da quel momento sarebbe stato impossibile per tutti allenarsi al Tre Fontane. Non solo: ai giocatori è stata fatta firmare “per presa visione” la lettera con cui, qualche giorno fa, l’ormai ex presidente ha comunicato la sua intenzione di lasciare, pare per sempre, la Rugby Roma. Alla squadra però – e in questo caso il condizionale è d’obbligo – sembrerebbe essere stato garantito, nelle prossime settimane, il pagamento dello stipendio di marzo. (…)
Per adesso, quindi, la Rugby Roma non ha una società che possa iscriverla al campionato di Eccellenza. La Porta Portese Rugby cercherà di fare il possibile, dopo aver perso tempo a capire con quale interlocutore interfacciali: prima sembrava si dovesse parlare col commercialista di Abbondanza, adesso il patron ha fatto sapere che bisognerà andare a trattare direttamente con lui, con la speranza di sapere (o sarebbe meglio dire scoprire) in tempi brevi a quanto ammonti il debito necessario per rilevare la società. In tutto questo quadro il Comune non sta certo alla finestra. E, anzi, tramite il delegato allo Sport Alessandro Cochi, interviene: «In considerazione di alcune lamentele che in queste ultime settimane sono pervenute al Dipartimento Sport di Roma Capitale circa la società Rugby Roma, incontrerò il presidente della società Paolo Abbondanza, anche in virtù del rapporto che lega lo stadio del Tre Fontane all’amministrazione capitolina”.

Gilberto Benetton, i perché della nostra scelta ovale

Da La Tribuna di Treviso

Sono passati 4 mesi dal famoso annuncio di disimpegno della famiglia dalle società di pallacanestro e pallavolo, è «paròn» Gilberto Benetton è tornato a parlare in pubblico. E lo ha fatto alla Ghirada, davanti alle telecamere di Sky, in occasione del recente trofeo «Topolino», ribadendo i motivi che l’hanno spinto a chiudere i rubinetti a Benetton Basket e Sisley, tenendoli aperti invece per la sezione pallaovale. «Noi privilegiamo il movimento dei giovani: abbiamo abbandonato volley e basket dopo aver capito che di sociale nelle squadre professionistiche è rimasto ben poco. Si continuano ad investire un sacco di soldi su giocatori internazionali e il sociale viene abbandonato. Inoltre l’interesse del pubblico è molto limitato, quindi noi tendiamo a sviluppare sempre di più la Ghirada, il centro sportivo che coinvolge soprattutto i ragazzi, che nel rugby fanno la parte del leone».
Gilberto Benetton ha anche confermato il suo personale innamoramento verso il rugby, del quale il rappresentante «storico» era sempre stato suo fratello Luciano. «Il trofeo Topolino ha sempre rappresentato la nostra storia, la nostra volontà di coinvolgere i ragazzi. Girare qui e vedere giocare i bambini di ogni età e taglia è da brividi. E’ meraviglioso. Capimmo subito l’importanza dell’avvenimento, ricordo l’avvocato Munari e Raccamari, che purtroppo ci ha lasciato, e tutti i volontari, che lavorano a questa manifestazione. Lo dico da genitore, ora da nonno: l’idea di far parte di una squadra è ottima, il rugby in questo senso è magico, uno sport di sacrificio. A livello di rapporti giovanili è sicuramente il massimo»

Video: Dondi conferma Troncon e Orlandi, almeno fino al Sei Nazioni 2012

Si è parlato molto dello staff tecnico che lavorerà con il nuovo ct azzurro Brunel dopo il Mondiale. Si sono fatti alcuni nomi – anche francesi – ma l’ormai ex coach di Perpignan ha fatto sapere che lavorerà con italiani. Quali? Tra i nomi che circolavano anche quello di Properzi. Ieri però il presidente FIR ha detto che almeno fino al prossimo Sei Nazioni rimarranno Troncon e Orlandi, poi si vedraà. L’intervista è stata realizzata e filmata da Duccio Fumero di Rugby 1823

Metti Dellapé alla Casa Bianca. Oppure Obama in seconda linea

Mr. Barack Obama lo conosciamo tutti. Abbastanza alto, dinoccolato. In seconda linea – nel rugby moderno – non ce lo vedo un granché. Eppure qualcuno lo ha fatto. Guardate la foto pubblicata dal sito dell’ANSA…. (e si ringrazia Corrado Villarà per la segnalazione)
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