Una notizia che arriva come una bomba dalla Francia con una intervista pubblicata sul sito del Racing Metrò, club dove milita l’italo-argentino (e che trovate a questo link).
Il seconda linea fa sapere che la sua carriera internazionale è finita. Un annuncio che nessuno si aspettava, soprattutto a pochi mesi da un mondiale a cui avrebbe sicuramente preso parte.
“Le ragioni sono personali – dice Dellapé – Può sembrare bizzarro decidere ora una cosa simile, ma a volte vanno prese decisioni difficili come questa. E’ dura, a pochi mesi dal Mondiale, ma quando sai che non sei pronto fisicamente e fisicamente è meglio lasciar perdere”.
“Sarò il primo tifoso dell’Italia – prosegue – e non smetterò mai di ringraziare quel Paese e quel gruppo. Ora ho ancora due anni di contratto col Racing e voglio onorarli fino in fondo”.
Giorno: 17 Maggio 2011
Gower sgombra il campo: “contano solo i Mondiali”
E’ tornato ad indossare l’azzurro della Nazionale per la prima volta questa mattina a Parma, in occasione del raduno della Nazionale inaugurato dalla notizia del rinnovo della main sponsorship con Cariparma, ma Craig Gower – mediano d’apertura dell’Italia operato in autunno al crociato anteriore del ginocchio destro – ha voluto subito fare in chiarezza e porre fine alle speculazioni dei mesi scorsi che lo volevano pronto a rientrare nella rugby league australiana prima della rassegna iridata di settembre ed ottobre in Nuova Zelanda: “Sono assolutamente concentrato sulle terapie e sul recupero dall’operazione al ginocchio – ha spiegato il numero dieci italoaustraliano – e l’unico mio obiettivo al momento è quello di disputare i Mondiali di settembre ed ottobre con la maglia dell’Italia, se le condizioni fisiche me lo permetteranno. Con il Bayonne sono in scadenza di contratto e lascio aperta ogni porta, dove andrò dopo ancora non è deciso ma, ripeto, la mia volontà è di giocare i Mondiali con la maglia azzurra.”
Gli Aironi compiono un anno. Il regalo-sogno si chiama Rokocoko
Esattamente un anno fa, la mattina del 17 maggio 2010, i rappresentanti delle sei società che compongono gli Aironi ponevano le loro firme in calce all’atto costitutivo della franchigia prima di presentare ufficialmente il nuovo club nella sala del Consiglio Comunale di Parma.
Oggi la dirigenza degli Aironi si è ritrovata per festeggiare il primo compleanno del club e per continuare a lavorare per il futuro. Presenti il presidente Silvano Melegari, il vice Stefano Cantoni, il direttore sportivo Franco Tonni, i consiglieri Cosetta Falavigna, Maurizio Re, Riccardo Melegari, Maurizio Paterno e Mario Padovani.
Tocca al presidente Silvano Melegari tracciare un bilancio della prima annata fuori e dentro il campo e guardare già alla prossima stagione.
“Vorrei partire dai risultati ottenuti fuori dal campo perché sono quelli che ci hanno fortemente contraddistinto, sia in Italia che soprattutto all’estero. Lo stesso board della Celtic ci ha riconosciuto di aver creato una grossa opportunità dal punto di vista dell’immagine del torneo, un grosso coinvolgimento di pubblico, e questo è significativo perché il nostro pubblico è estremamente variegato, con uno zoccolo duro dalle province di Parma e Mantova ma anche con tanti tifosi che ogni settimana arrivano a Viadana dalle altre province lombarde ed emiliane e non solo. E questo è importantissimo perché uno degli obiettivi era proprio quello di dare visibilità al nostro club e al rugby in generale”.
“Sulla parte agonistica non siamo riusciti ad evitare l’ultimo posto, ma questo ci porta a riflettere sul fatto che siamo partiti molto ritardo rispetto ad esempio a Treviso e quindi questo ci ha creato delle oggettive difficoltà in fase di mercato, con giocatori stranieri presi a mercato quasi chiuso e con un gruppo che ha impiegato del tempo per amalgamarsi. I risultati di questo processo si sono però visti negli ultimi mesi di stagione. Va riconosciuto, ahimè, che non siamo riusciti a vincere almeno uno dei due derby. Però oltre alla vittoria con Connacht abbiamo conquistato 8 punti di bonus, che significa essere stati sconfitti in altrettante partite con meno di 7 punti di scarto. E’ una magra consolazione, ma c’è la certezza di aver consolidato un gruppo che potrà dare soddisfazioni per l’anno prossimo”.
Le presenze dei tifosi allo stadio sono la dimostrazione del buon lavoro svolto e della fame di rugby di alto livello che il pubblico italiano dimostra di avere.
“Quello del pubblico è un aspetto significativo. Avere 3500 spettatori e oltre di media significa aver più che raddoppiato quella che era la media di Viadana nel campionato italiano. Abbiamo tifosi che vengono da tutta Italia, attirati anche dal prestigio delle avversarie sia in Magners League che in Heineken Cup. Le presenze allo stadio hanno avuto ovviamente una forte impennata iniziale, dovuta anche alla novità del campionato, sono scese nel periodo climaticamente più brutto per poi tornare a salire oltre le 4000 unità nelle ultime gare della stagione quando, va detto, abbiamo anche incontrato alcune delle formazioni più forti come Leinster e Ospreys, che in campo avevano i loro campioni che fanno parte della nazionale irlandese e gallese. Anche questo ha sicuramente attratto i tifosi”.
Nel corso dell’anno la franchigia ha poi allargato la sua base coinvolgendo realtà dalla Puglia alla Sardegna, dal Piemonte all’alta Lombardia grazie alla formula dei club fiancheggiatori.
“Abbiamo adottato questo nuovo sistema dei club fiancheggiatori, a metà strada tra gli affiliati e i soci. L’obiettivo è molto semplice: aggregare il maggior numero di club che possono essere domani anche un bacino d’utenza per i giocatori e i tifosi, ma soprattutto è anche una base di sostegno per la nostra franchigia. Ci poniamo come obiettivo di essere la franchigia di riferimento per il Nord-Ovest, ma abbiamo allargato i nostri orizzonti non restando solo in Lombardia e Piemonte ma arrivando anche in Puglia e Sardegna. C’è una grande fame di rugby di alto livello, noi riteniamo di poterlo proporre tutti i week-end per un’intera stagione”.
Ora l’obiettivo si sposta già sulla prossima stagione.
“L’obiettivo per il secondo anno è consolidare il processo di crescita compiuto negli ultimi tre mesi di questa prima stagione. La squadra è ormai completa. Innesteremo solamente degli stranieri di alto valore e applicheremo poi le regole della Federazione. Confermo poi l’interesse per Orquera, per cui è quasi concluso il contratto, mentre stiamo lavorando per tesserare anche Andrea Masi. Altri rientri importanti del gruppo azzurro non sono al momento all’orizzonte”.
Prima di spegnere la candelina sulla torta di compleanno degli Aironi, il presidente Melegari esprime il proprio desiderio.
“Il desiderio prima di spegnere la prima candelina è quello di portare Rokocoko agli Aironi”.
Rugby Roma, la corsa verso il baratro aumenta di velocità
Una convocazione urgente in mattinata arrivata in mattinata ai giocatori del club della capitale: “Venite subito in società”. Ci si aspettavano gli stipendi arretrati, invece ad aspettarli c’era solo una lettera con cui il presidente Polo Abbondanza dichiara di voler abbandonare il rugby. Nulla di nuovo. Anzi, c’era anche la ciliegina: campi chiusi e impossibili da raggiungere.
A farlo sapere è Christian Marchetti di Solorugby, e a questo link potete leggere il suo articolo
FIR-Cariparma, il matrimonio continua (almeno fino al 2014)
Sarà ancora la scritta Cariparma a campeggiare in bella vista sulle maglie della nazionale italiana di rugby. L’annuncio è stato dato in mattinata a Parma, al Ridotto del Teatro Regio, in una conferenza stampa ufficialmente organizzata per presentare il miniraduno di due giorni del gruppo di Mallett, ma dove in realtà il presidente della FIR Dondi e il suo omologo di Cariparma, Ariberto Fassati, dovevano annunciare il nuovo accordo.
Un accordo per nulla scontato, visto che negli scorsi mesi sembrava che Enel dovesse subentrare quantomeno sulla divisa dei giocatori. Alla fine invece l’ha spuntata ancora Cariparma – banca che fa parte di Credit Agricole – grazie a un cospicuo aumento della somma che andrà a finire nelle mani del tesoriere della federazione: si passa infatti da 1,5 milioni a 2 (e oltre) per ohni anno da qui fino al 2014, con opzione al 2015, quando in Inghilterra ci saranno i Mondiali.
