Video: Super Rugby, gli highlights di Cheetahs-Crusaders (33-20)

Parisse in corsa per il “miglior giocatore dell’anno”

Jamie Heaslip, Isa Nacewa e Sean O’Brien del Leinster, Soane Tonga’uiha dei Northampton Saints e il nostro Sergio Parisse. Sono questi i cinque atleti che si giocheranno il premio per il “miglior giocatore dell’anno ERC”.
Le nomination sono state rese pubbliche poche ore fa e per quattro quinti non destano alcuna sorpresa, visto che si tratta di giocatori che arrivano da due club – Saints e Leinster – che stanno dominando la stagione. Magari ci si poteva infilare Ben Foden, ma sono dettagli. La sorpresa vera arriva da Parisse, perché il suo Stade Français, è stato protagonista di un’annata davvero negativa. Certo il terza linea azzurro non ruba nulla, perché pur nel grigiore generale del suo club si è sempre fatto notare con prove all’altezza della sua classe. E anche con la nazionale, dopo i test–match autunnali un po’ così così (ma era al rientro da un lungo infortunio) ha disputato un grande Sei Nazioni.
Il 24 maggio l’annuncio del vincitore: forza Sergio!

Aironi, numeri da primo anno di Celtic League

di Leonardo Mussini, per la pagina facebook degli Aironi

La classifica finale della stagione 2010/2011

Diamo uno sguardo alla classifica finale della prima stagione di Magners League degli Aironi prima di archiviare definitivamente questo primo anno celtico e cominciare a pensare alla prossima stagione che partirà ufficialmente il 3 settembre, ma che vedrà i primi Aironi allenarsi tra meno di un mese al Lavadera Village di Viadana (MN)

Nel conto statistico degli Aironi ci sono 2 zeri nelle 22 gare disputate :

  • Nessun pareggio
  • Nessuna gara con quattro o più mete

L’unica vittoria è stata colta in casa contro il Connacht il 26 Marzo scorso, gara che ha visto gli Aironi segnare il maggior numero di mete in una sola gara con le 3 segnature di Krause, Demas e Roberston.

Gli Aironi però detengono anche un record:

Il maggior numero di bonus sconfitte , che sta a significare le altrettante gare in cui la franchigia nero-argento è stata molto vicina al successo, sfuggito per 7 o meno punti di scarto. Nessuna squadra ha guadagnato 8 punti bonus, che sono il punto di partenza da cui ricominciare la prossima stagione: una competitività trovata sia in casa ma anche in trasferta, coi punti strappati sui difficili campi del Leinster (finalista di Magners League e Heineken Cup) , del Connacht nonchè nel derby di andata a Treviso.

Gli Aironi hanno segnato complessivamente 21 mete, quasi una di media a partita trasformandone 14, mentre ne hanno subite 52, più di 2 a partita subendo 37 trasformazioni. Il finale di stagione però ha abbassato nettamente la media, grazie al lavoro difensivo di coach Phillips. A testimoniarlo le ultime 6 gare dove solo ad Edimburgo gli Aironi hanno subito più di 2 segnature, lasciando addirittura gli Ospreys senza segnare mete nell’ultima gara interna allo Zaffanella.

Gli Aironi chiudono il loro primo anno con il peggior attacco della lega con 247 punti, ma non con la peggior difesa che va ai Glasgow Warriors in termini di punti subiti e al Treviso in termini di mete subite.

La classifica della disciplina in campo

Molta indisciplina della franchigia lombardo-emiliana in questa prima stagione celtica con ben 57 calci piazzati fischiati a sfavore degli Aironi contro i 25 fischiati a favore. Gli Aironi si sono piazzati purtroppo al’ultimo posto della classifica della disciplina con ben 22 cartellini gialli e un cartellino rosso combinato a Fabio Staibano nella sua gara d’esordio a Newport. Troppi i minuti d’inferiorità numerica giocati in questa stagione, una media di oltre 10 minuti a gara.

Ci sono volute molte sconfitte, ma siamo tutti fiduciosi che il lavoro intrepreso dallo staff nel girone di ritorno, unito ad un gruppo sempre più coeso possano far ripartire a settembre la squadra dalla certezza di competitività e di una maggiore esperienza per migliorare il bottino di questa prima stagione e aumentare la disciplina in campo.

Super Rugby: la situazione dopo il 13° turno

Risultati
Highlanders – Hurricanes 13-6
Reds – Blues 37-31
Chiefs – Stormers 30-23
Brumbies – Lions 20-29
Bulls – Rebels 47-10
Cheetahs – Crusaders 33-20
Riposo: Waratahs, Force, Sharks.

Classifiche di conference

Australia
Reds 50, Waratahs 40, Force 25, Brumbies 22, Rebels 19.

Nuova Zelanda
Blues 49, Crusaders 44, Highlanders 39, Chiefs 29, Hurricanes 25.

Sud Africa
Stormers 44, Sharks 43, Bulls 36, Cheetahs 29, Lions 19.

Classifica generale

Conference leaders
Reds 50
Blues 49
Stormers 44

Wild card
Crusaders 44
Sharks 43
Waratahs 40

Higlanders 39
Bulls 36
Chiefs 29
Cheetahs 29
Hurricanes 25
Force 25
Brumbies 22
Rebels 19
Lions 19

Maurizio Mondelli, ricordo di un presidente

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino di oggi

Oggi pomeriggio a Roma il rugby dà l’addio a Maurizio Mondelli, spentosi sabato all’età di 76 anni. Con lui scompare un dirigente storico, l’uomo che ha portato l’Italia nel Sei Nazioni. Dall’84 al ’96 fu il presidente della Fir. Dodici anni di governo, superato solo dall’attuale presidente Giancarlo Dondi, che il prossimo 21 settembre compirà 15 anni di mandati. Ingegnere romano, rapporti stretti col Coni, della cui giunta ha fatto parte, Mondelli era il delfino del presidente Fir Aldo Invernici. E con il Veneto e la Lega dei club ebbe scontri feroci. Alla sua elezione è legata la grande spaccatura della regione leader del rugby, una divisione drammatica nel periodo delle forti rivalità tra Padova, Rovigo e Treviso, che di fatto dura ancora a distanza di quasi 30 anni. E che ha sempre impedito una presidenza veneta. Nell’84 il grande rivale di Mondelli era il rodigino Giancarlo Checchinato, appoggiato dal Benetton e dal Milano ma non dal Petrarca. Si sentiva forte del 10% delle deleghe ma finì sotto inchiesta per aver versato l’equivalente di una muta di maglie al Cus Roma in cambio del passaggio al Rovigo dell’azzurro Claudio Tinari. Le regole del dilettantismo non lo consentivano e tre gradi di giudizio in 20 giorni (un record) lo portarono a una squalifica di 2 anni e 4 mesi. Gli subentrò in extremis come candidato Arrigo Manavello che perse la sfida per una manciata di voti. Racconta l’ex presidente del Benetton: «Ho combattuto a lungo Mondelli, ma devo riconoscere che ha fatto anche cose importanti, ha realizzato molti impianti». Molte critiche riguardavano l’emarginazione dei club. Tuttavia sotto la gestione Mondelli l’Italia ha ottenuto risultati importanti sia a livello giovanile (seconda al Fira del ’94) che di nazionale maggiore. I successi di Coste sono legati al sistema delle borse di studio, un’anticipazione del “professionismo” che trasformò gli azzurri in un superclub prima degli altri. Arrivarono i trionfi storici sull’Irlanda e la Francia che contribuirono ad aprire le porte del Sei Nazioni. Svolta che Mondelli annunciò con un’intervista al Gazzettino nel luglio del ’95. Ma i meriti furono anche “politici”. Nell’87 l’Italia era entrata nell’International Bord, dal ’90 con diritto di voto. E nel ’93 il tecnico italiano di punta, Vittorio Munari, fu chiamato da Keith Rowlands, segretario generale dell’Irb, nella commissione tecnica incaricata delle modifiche al regolamento. Un riconoscimento di grande prestigio sulla scena internazionale. Mondelli spese abilmente i suoi crediti al momento di scegliere il paese ospitante la Coppa del Mondo del ’99. Da una parte Inghilterra e Galles, dall’altra l’Australia, storica alleata dell’Italia. Il voto di Mondelli era decisivo. Sul “Guardian” uscì un articolo che spiegava come l’Italia avesse in mano le chiavi per entrare nel Sei Nazioni: quel voto, appunto. La coppa finì in Europa e pochi mesi dopo il boss del Galles Vernon Pugh, inprocinto di diventare presidente del Board, dichiarò che era tempo di ammettere l’Italia al Torneo.