Minirugby: le composizione dei gironi del Trofeo Topolino

Sono disponibili al download i gironi dell’Edizione 2011 del 33° Torneo Mini Rugby “Città di Treviso” – 20° Trofeo Topolino.
La kermesse prenderà il via sabato 7 maggio e si concluderà con le finali allo Stadio Monigo di Treviso domenica 8 maggio nel pomeriggio.

LI TROVATE A QUESTO LINK

Europei femminili: il XV inglese per l’Italia

L’Italdonne è inserita nel girone B con Olanda, Russia ed Inghilterra dell’Europeo FIRA. Sabato 30 aprile il debutto con le inglesi, poi il 2 maggio la Russia e 48 ore più tardi le olandesi. E il ct britannico Mike Barnett ha scelto il XV che affronterà le azzurre. Eccolo:

15 Kay Wilson (Richmond)
14 Michaela Staniford (Wasps)
13 Georgina Roberts (Darlington Mowden Park)
12 Kimberley Oliver (Bristol)
11 Francesca Matthews (Richmond)
10 Sarah McKenna (Old Albanians)
9 Georgina Rozario (Lichfield)
1 Rosemarie Crowley (Lichfield) Captain
2 Olivia Poore(Wasps)
3 Charlotte Male (Bristol)
4 Rowena Burnfield (Richmond)
5 Tamara Taylor(Darlington Mowden Park)
6 Marlie Packer (Bristol)
7 Jane Leonard (Wasps)
8 Sarah Hunter (Lichfield)

Replacements:

16 Victoria Fleetwood (Lichfield)
17 Monica Lewinska (Bristol)
18 Stacey Maguire (Lichfield)
19 IsobelNoel Smith (Bristol)
20 Natasha Hunt (Lichfield)
21 Amber Reed (Bristol)
22 Natasha Jones(Lichfield)

Nuvole e sole all’orizzonte de L’Aquila Rugby….

Stefano Castellani per AbruzzoWeb

“L’unica trattativa per l’acquisizione dell’Aquila Rugby 1936 è quella della famiglia Navarra. Il negoziato è a buon punto decideremo nei prossimi giorni”. L’apertura è del presidente del club neroverde di massima divisione, Romano Marinelli, che è intervenuto alla conferenza stampa di Walter e Carlo Navarra (padre e figlio) intenzionati a rilevare l’intero pacchetto azionario della Srl neroverde.
La famiglia Navarra, originaria dell’Aquila, ma residente a Milano, dove i due hanno un’impresa edile specializzata nei restauri, è pronta ad accollarsi il 75 per cento dell’attuale debito, lasciando ai soci neroverdi, oggi proprietari del club, il restante 25 per cento e il pagamento dei lodi arbitrali.
Di questi, per ora otto sono già esecutivi, per una somma totale di 90 mila euro da versare agli ex giocatori che reclamano gli emolumenti pregressi, ai quali andranno aggiunti le spese della giustizia della Federugby. Ma non è finita.
A breve saranno discussi, sempre dalla giustizia sportiva altri otto lodi. Insomma la somma dei 16 lodi si aggirerebbe sui 200 mila euro.

Insomma i fondi ci sono, ora tocca ai soci neroverdi, che in queste ore incontreranno il socio di minoranza, la Carispaq, per decidersi il da farsi.
Una decisione la devono prendere subito, visto che la procura federale della Federugby ha ricevuto tutti gli incartamente e la prossima settimana convocherà il presidente Marinelli, per invitarlo a versare la somma, altrimenti saranno presi provvedimenti pesanti sulla società.

(…) Come possibili penalizzazioni, si parte dalla retrocessione in serie A1, la seconda divisione, visto che per ogni lodo vengono dati almeno 12 punti di penalizzazione, per finire a non far iscrivere a nessun campionato il club.
“Noi prenderemo la società solo in Eccellenza – hanno detto i Navarra, a scanso di equivoci – Abbiamo pronti sponsor internazionali che vogliono sostenere il progetto, ma solo se L’Aquila gioca nel massimo campionato italiano”.

(…)”Oltre alla squadra – ha aggiunto – punteremo a costruire un centro sportivo del rugby, visto che L’Aquila Rugby 1936 non ha nessuna struttura per svolgere l’attività. Deve usufruire degli impianti della Polisportiva L’Aquila”. “Il Comune poi deve decidere subito – hanno aggiunto i Navarra – quale impianto dare al calcio e quello da dedicare al rugby. Così ogni società puo avviare il suo rispettivo merchandising”. La famiglia Navarra è pronta a rinforzare la squadra con l’ingaggio di almeno cinque giocatori: due prime linee, una seconda linea, un centro e un’apertura, tutti di un certo spessore.
Confermati lo staff tecnico attuale e il ritorno da direttore sportivo di Massimo Mascioletti.

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Dondi non sotterra l’ascia di guerra con le franchigie. E apre le porte a Roma

Il presidente Fir Dondi oggi è stato ospite di Alessandro Fusco sulle frequenze di Radio Radio. Ha parlato di molti dei principali temi che in questo momento attraversano il mondo della palla ovale italica. Ecco come racconta “l’incontro” Alessandro Fusco dalle pagine del suo blog

(…)”Per un dirigente il periodo in cui non si gioca, lontano dalle competizioni, è quello più difficile. Vi sono molte questioni da affrontare, tutte piuttosto complesse e vanno risolte prima che ci si avvicini alle partite perchè la squadra ha bisogno di tranquillità per potersi esprimere”.
La stessa serenità che servirà per affrontare la prossima World Cup dove puntiamo al fatidico passaggio ai quarti di finale:”Non bisogna ripetere gli errori dell’edizione del 2007 alla quale partecipammo con dei problemi”.
A tale proposito, Mallett affronterà il mondiale con la certezza di lasciare l’incarico al termine del torneo (il francese Brunel sarà il successore) :”La mia esperienza mi dice che dopo quattro anni è meglio cambiare, è qualcosa che ha a che fare con le motivazioni. Ci siamo già passati con Coste. Sono molto contento del lavoro di Mallett e nell’ultimo anno il nostro rapporto personale è migliorato molto”.
Proprio Mallett si è espresso negativamente sull’operato dell’ex Team Manager  Checchinato: “Non apprezzo l’idea di manifestare queste valutazioni personali a mezzo stampa. Tra i due non c’è stima ma io non entro nel merito”.

(…) “Il rapporto con le due franchigie che giocano in Celtic League (Aironi Viadana e Benetton Treviso) non ha funzionato per molte ragioni, dovremmo intervenire per organizzarlo meglio. Quel che è certo è che, se non si adegueranno alla linee guida della FIR, potremmo decidere dei cambiamenti. Le licenze delle franchigie sono della Federazione, la nostra idea è quella di allargare la nostra partecipazione ma ci potrebbero essere anche degli spostamenti. Guardiamo a mercati più gratificanti dal punto di vista del bacino e Roma è molto interessante da questo punto di vista. Certo, ci vuole uno stadio”.

(…)”Consideriamo il Flaminio la nostra casa ma non tutto è definito, speriamo che il Comune di Roma che ha mostrato una grande disponibilità possa superare le difficoltà progettuali e burocratiche”.

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