Italia “A”: il XV per i Saxons. E che XV….

Gianluca Guidi, responsabile tecnico dell’Italia “A”, ha ufficializzato oggi la formazione che sabato pomeriggio affronterà al Sixways Stadium di Worcester gli England Saxons (ore 15.15 locali, 16.15 in Italia), nel primo incontro del mini-tour del Regno Unito che proseguirà con la partita di venerdì 4 febbraio a Galashiels contro la Scozia “A”.

Per la sfida alla seconda rappresentativa inglese, il tecnico toscano e Giampiero De Carli puntano su un XV interamente composto da atleti provenienti dalle due squadre di Magners League, dodici dei quali con almeno una presenza in Nazionale maggiore: nella linea arretrata l’unico giocatore a non aver ancora fatto il proprio esordio internazionale a livello assoluto è Andrea Pratichetti, schierato a secondo centro in coppia con il fratello Matteo. Romane, come i fratelli Pratichetti, anche le due ali scelte da Guidi: Giulio Toniolatti e Michele Sepe si ritrovano in azzurro dopo essere maturati insieme con la maglia della Capitolina.

Trascorsi romani anche Paolo Buso, estremo trevigiano degli Aironi, alla Futura Park nella passata stagione, e per il mediano d’apertura viterbese Riccardo Bocchino, a sua volta prodotto del vivaio della Capitolina.

In terza linea Josh Sole parte con la maglia numero otto, con Francesco Minto e Valerio Bernabò nel ruolo di flanker. Grande esperienza in seconda linea, dove il capitano dell’Italia “A” Antonio Pavanello fa reparto con Marco Bortolami, per ottantaquattro volte in campo sulla scena internazionale.

In prima linea spazio ai piloni Cittadini e Aguero, con Sbaraglini nel ruolo di tallonatore.

Sappiamo che ci aspetta una partita estremamente impegnativa – ha detto Guidi prima di volare in Inghilterra – ma è importante per i nostri giovani misurarsi a questo livello, contro squadre come i Saxons, per poter lanciare la propria candidatura alla Nazionale maggiore nell’anno dei Mondiali. La partita di Worcester e quella della settimana prossima contro la Scozia “A” rappresentano l’occasione giusta per mettersi in mostra e mettere Mallett nella condizione di poter attingere da un serbatoio sempre più ampio di giocatori”.

I Saxons sono una squadra che potrebbe essere competitiva anche nel 6 Nazioni, giocheranno con grande ritmo ed intensità perché anche da parte dei giocatori inglesi ci sarà voglia di conquistare un posto in prima squadra: noi dovremo essere presenti e concentrati, intensi sullo scontro fisico, difendere al meglio e riproporci in attacco in modo semplice e consistente. Dai giovani in campo mi aspetto personalità e che sappiano dimostrare di poter giocare a questi livelli” ha concluso il tecnico toscano dell’Italia “A”.

Questa la formazione dell’Italia “A”:

15 Paolo BUSO (MPS Aironi, 1 cap)

14 Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)

13 Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso)*

12 Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

11 Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)

10 Riccardo BOCCHINO (MPS Aironi, 6 caps)*

9 Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso)

8 Josh SOLE (MPS Aironi , 46 caps)

7 Francesco MINTO (Benetton Treviso)

6 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)

5 Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)

4 Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 5 caps) – capitano

3 Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

2 Franco SBARAGLINI (Benetton Treviso, 5 caps)

1 Matias AGUERO (MPS Aironi, 17 caps)

a disposizione

16 Andrea MANICI (HBS GranDucato Parma)*

17 Michele RIZZO (Benetton Treviso, 2 caps)

18 Fabio STAIBANO (MPS Aironi, 9 caps)

19 Joshua FURNO (MPS Aironi)*

20 Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

21 Gilberto PAVAN (MPS Aironi)

22 Andrea MARCATO (Petrarca Padova, 16 caps)

 

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

 

Pre-mondiale: Italia-Giappone si gioca a Trieste?

Il Messaggero Veneto di oggi, la firma è di Rosario Padovano

Da ieri pomeriggio la nazionale italiana di rugby è più vicina a Ugnano e all’intero Friuli Venezia Giulia. Ha avuto esito positivo, a Roma, presso la sede della Fir, l’incontro tra l’assessore regionale allo sport, Elio De Anna, e il general manager azzurro, Carlo Checchinato. Si spiana, dunque, la strada per ospitare il ritiro del XV azzurro, all’inizio di agosto, in preparazione appunto ai Mondiali che si svolgeranno dal 9 settembre al 23 ottobre in Nuova Zelanda. Nel pacchetto proposto dalla Fir anche il test match con il Giappone, che proprio in quel periodo sarà in Italia per svolgere a sua volta la preparazione in vista della Coppa del mondo. Escluso, per ora, come sede dell’amichevole, lo stadio Omero Tognondi Fontanafredda. Infatti la Firvuole che la sfida con la nazionale nipponica si svolga in notturna, il 13 o 14 agosto. L’impianto della cittadina pordenonese non dispone infatti di un impianto di illuminazione idoneo alle riprese televisive. Da ieri ha preso corpo l’ipotesi che a ospitare la partita sia lo stadio Rocco di Trieste, città che risponderebbe con entusiasmo a una gara dell’Italrugby. «I dirigenti della Fir, visto che si è conclusa l’esperienza con la regione Valle d’Aosta, sono intenzionati a collaborare con noi – ha confermato l’assessore Elio De Anna-la Federugby ci invieràun progetto. Loro hanno a disposizione un pacchetto, e noi, che siamo interessati a stabilire anche relazioni extrasportive, dovremo reperire i fondi». De Anna assicura che nella riunione non si è parlato di cifre, tuttavia auspica «la collaborazione anche dell’assessorato al turismo, visto che eon questa operazione si intende promuovere l’immagine della nostra regione». Sarà appunto De Anna a fare un sondaggio per preparare la “borsa”, cioè le risorse da impiegare per completare l’operazione. Il progetto della Fir arriverà sul tavolo dell’assessorato allo sport tra il 10 e il 15 febbraio. Per l’amichevole col Giappone l’assessore allo sport auspica non si tratti solo di una partita di rugby, ma anche un’occasione per allacciare rapporti commerciali tra le aziende della regione e il Giappone; così come avvenuto con il Sudafrica prima, durante e dopo il test match tenutosi al Friuli di Udine nel 2009.

Parma pronta a vestirsi d’azzurro Under 20

Caterina Zanirato per La Gazzetta di Parma

La nazionale italiana di rugby torna a Parma. Ma questa volta sarà quella Under 20. Sui campi di Moletolo, venerdì 4 febbraio, alle 19, infatti, si svolgerà il primo match del Sei nazioni dedicato agli Under 20. E proprio a Parma la nazionale italiana sfiderà quella irlandese, ovvero la campionessa dello scorso anno. Sarà una partita agguerrita e difficile, ma dal grande valore: con la nazionale tornerà a Parma anche il tecnico Andrea Cavinato, che ha guidato a molte vittorie la Rugby Parma. Inoltre, tra gli Under 20 che vestiranno la maglia azzurra sono stati convocati ben 6 parmigiani: Giovanni Alberghini, Andrea Balsemin, Mattia Carretta (Hbs GranDucato) e Timi Enodeh, Marco Antonio Gennari e Edoardo Ruffolo della Banca Monte Crociati. «Un grande appuntamento che rientra nel cartellone di eventi previsto per “Parma città europea dello sport 2011” – commenta l’assessore allo sport del Comune, Roberto Ghiretti -. Sarà una nazionale divertente, che, data la giovane età, darà il cuore per i propri tifosi. E che profuma di Parma, vista l’alta presenza di parmigiani. Mi auguro che possa essere un preludio per ospitare in futuro, al Tardini, la nazionale maggiore». Un evento che acquista valore soprattutto dopo che domenica scorsa, sempre allo stadio XXV aprile, si è consumato un match spettacolare tra i Crociati e lo Stade Francais Paris, che ha saputo attirare centinaia di tifosi. «Con questi eventi vogliamo dare un impulso alle nostre tifoserie – spiega Luigi Giuseppe Villani, presidente di Banca Monte Crociati -.Miauguro di vedere ancora lo stadio pieno, per comunicare calore ai nostri giovani atleti». Con lui Mario Spotti, presidente del comitato regionale di rugby, Daniele Reverberi, consigliere Fir, e Enzo Barbieri, dell’organizzazione dei Crociati. «L’Italia alloggerà all’albergo San Marco per tutta la settimana – spiega Barbieri -, mentre l’Irlanda al Farnese e gli arbitri all’Holiday Inn. La nazionale italiana si allenerà a Noceto. Durante la partita di venerdì si potrà degustare il “nsh and chips” irlandese e la sera si festeggerà il terzo tempo in piazza Garibaldi e in via Farini. Tutta la città ha collaborato per questo evento»

James Hook, un gallese sulla via dei Pirenei

Da Rugbymercato.it

La voce girava da diversi mesi ma ieri, durante una conferenza stampa, è stato lo stesso James Hook (25 anni, 1,83 x 92) a confermare che alla fine della stagione lascerà gli Ospreys per trasferirsi a Perpignan.
La star gallese ha firmato un contratto triennale da 600.000 euro a stagione e si trasferirà in Francia a partire dal prossimo luglio.
Tuttavia, la scelta di Hook di giocare in Francia non sarebbe dovuta solo a motivi economici. Egli vorrebbe seguire le orme delle altre star gallesi – come Stephen Jones – che hanno avuto esperienze in Francia prima di tornare in Galles.
Il problema per il Ospreys è che Hook non è l’unico giocatore pronto a partire. La franchigia gallese ha già perso Gavin Henson, trasferitosi ai Saracens nel novembre del 2010, ed anche per Lee Byrne si parla di alcuni contatti con altri club.

“Volevo un esperienza in Francia ed ho avuto la possibilità – ha detto Hook – sono estremamente entusiasta per questa scelta. La cosa più facile era quella di rimanere perché gli Ospreys sono una grande squadra e tutti i miei amici sono di quella regione…. Ma la carriera è breve”.
Hook ha precisato di aver parlato anche con Warren Gatland al quale ha rivelato la sua decisione di giocare in Francia e spera che il trasferimento non pregiudichi le sue chance internazionali.
“Ovviamente ho aspirazioni di giocare con il Galles negli anni a venire, ma il futuro internazionale non è mai garantito e non puoi mai darlo per scontato”.
Infatti, Gatland ha sempre detto che in nazionale vuole atleti che giocano in Galles, anche se tra i 28 convocati per il Sei Nazioni 2011 ha convocato Dwayne Peel (Sale Sharks) e Andy Powell (Wasps).
Comunque, nel nuovo contratto tra Hook e l’USAP è espressamente precisato che il giocatore sarà rilasciato per tutti gli incontri internazionali ufficiali del Galles.

 

Sei Nazioni: l’Irlanda e quel maledetto “fattore H”

Articolo che ho scritto per le pagine dedicate al rugby del sito di radio R101

Hayes, Heaslip, Horan. In rigoroso ordine alfabetico. Una specie di mantra scandito dalla lettera “H”. Un manra che sicuramente non felici i tifosi irlandesi e men che meno il ct della nazionale in maglia verde, Declan Kidney. Perché quel mantra sta a indicare gli ultimi infortuni tra i giocatori irlandesi in vista del debutto al Sei Nazioni 2011, atteso a Roma il 5 di febbraio, ovviamente contro l’Italia. Nomi ai quali vanno aggiunti quelli del sicuro assente Andrew Trimble (per l’ala frattura alla mano) e – notizia dell’ultima ora – di Tommy Bowe. Incerto anche Stephen Ferris, che difficilmente potrà scendere in campo al Flaminio, ma per lui c’è ancora un briciolo di speranza.