Ecco il XV di Treviso che scenderà in campo a Leicester

Dall’ufficio stampa Benetton

Partirà nel primo pomeriggio di domani alla volta di Leicester la formazione del Benetton Treviso che domenica affronterà i Tigers, Campioni d’Inghilterra, nel sesto, ed ultimo per i Leoni, turno di Heineken Cup.

La formazione albionica è fortemente motivata ad ottenere l’intera posta in palio, con un orecchio teso anche a quanto avverrà contemporaneamente all’Aimè Giral di Perpignan dove i sang et or affronteranno gli Scarlets.

Le tre squadre sono, infatti, ancora tutte in corsa per il passaggio del turno in Coppa Europa. Leicester è reduce dal successo di Llanelli al Parc y Scarlets, mentre i Leoni arrivano dalla pesante sconfitta contro il Perpignan per 9-44.

Un match quello di sabato scorso, decisamente dai due volti per Antonio Pavanello e compagni, molto bravi e padroni del gioco nella prima frazione e crollati poi inesorabilmente alla distanza.

I Tigers, dal canto loro, hanno sfruttato tutta la propria esperienza e la classe di giocatori fondamentali per il team di Welford Road, come il peso del trequarti Tuilagi o la freschezza di Youngs, per avere la meglio degli Scarlets.

Il match sarà diretto dal signor Poite della Federazione Francese e si disputerà con calcio d’inizio alle 13 locali, le 14 in Italia.

Si tratta del terzo precedente tra le due compagini. Sinora sorridono tutti al team di Martin Castrogiovanni, che due anni fa rifilò un pesante 52-0 ai trevigiani.

I biancoverdi uscirono comunque tra gli applausi dei supporters locali per aver affrontato la sfida a viso aperto, cercando sempre la meta invece di piazzare nelle occasioni avute.

Il miglior risultato è stato ottenuto lo scorso 9 ottobre con la sconfitta a Monigo per 29-34, con l’amaro in bocca della meta del sorpasso subita negli ultimi istanti.

Franco Smith, tecnico del Benetton, per la sfida ha scelto di affidarsi a Brendan Williams come estremo, assieme a Ludovico Nitoglia all’ala e con il rientro di Joe Maddock sull’altro versante.

Ai centri, conferma per Gonzalo Garcia ed Ezio Galon, mentre in mediana si rivedono Fabio Semenzato e Kris Burton, rinfrancato anche dal ritorno in Nazionale.

Davanti, stessa terza linea della sfida con l’USAP, con l’ingresso però di Valerio Bernabò al posto di Marco Filippucci, infortunatosi nel corso dell’ultima seduta di allenamento, mentre in seconda Enrico Pavanello sostituisce il capitano Antonio Pavanello, con i gradi che passano allora a Leonardo Ghiraldini, che farà reparto con Michele Rizzo e Lorenzo Cittadini.

Questa la formazione:

15 Brendan Williams
14 Ludovico Nitoglia
13 Ezio Galon
12 Gonzalo Garcia
11 Joseph Maddock
10 Kristopher Burton
9 Fabio Semenzato
8 Paul Derbyshire
7 Valerio Bernabò
6 Benjamin Vermaak
5 Corniel Van Zyl
4 Enrico Pavanello
3 Lorenzo Cittadini
2 Leonardo Ghiraldini
1 Michele Rizzo

A disposizione:

16 Franco Sbaraglini
17 Ignacio Fernandez Rouyet
18 Pedro Di Santo
19 Antonio Pavanello
20 Alessandro Zanni
21 Alberto Sgarbi
22 Tobias Botes
23 Tommaso Benvenuti

Head Coach: Franco Smith.

Tim Visser, l’olandese che faceva lo scozzese

Da Rugby 1823

Tim Visser, una delle più forti ali europee, ha rinnovato il suo contratto con l’Edimburgo per altri due anni. Una notizia che potrebbe apparire secondaria, se Tim non fosse di nazionalità olandese e se, questo rinnovo, non significasse tre anni di rugby in Scozia. E quindi? Quindi l’ala di Zeewolde, il cui padre ha indossato 67 volte la maglia olandese, tra poco più di un anno sarà equiparabile. E Andy Robinson gongola.

Arrivato nel giugno 2009 dai Newcastle Falcons, Visser ha rinnovato il proprio contratto fino al maggio 2013. 23 anni, dieci mete nella prima stagione di Celtic League e anche quest’anno un ottimo score, l’ala olandese è un globetrotter dell’equiparazione. Olandese, può ambire alla maglia della sua nazione che, però, non è certo il top per un campione come lui. Inglese d’adozione, dopo tre anni a Newcastle avrebbe potuto vestire (e gli sarebbe piaciuto) la maglia bianca. Ma poi si è trasferito a Edimburgo. Perdendo questa opzione, ma scoprendo l’amore per gli Highlanders. E ora, dopo un anno e mezzo in Scozia è a metà dell’opera. Dall’estate prossima, infatti, Tim Visser sarà equiparabile secondo i regolamenti Irb per la Scozia.
Un’opzione importante per Andy Robinson e un asso confermato per Rob Moffat. Certo, fosse un giocatore di Treviso o degli Aironi, vi immaginate le polemiche?

Trofeo Eccellenza: L’Aquila-Rugby Roma, corsa per la finale

Dal Il Capoluogo

Si chiude sabato la fase a gironi del Trofeo Eccellenza. Mentre nel Girone A il Marchiol Mogliano, già qualificato alla finale del 6 febbraio, ospita l’HBS GranDucato in una gara ininfluente ai fini della classifica, ancora tutta da scrivere invece la storia del Girone B, dove L’Aquila e Futura Park Rugby Roma sono ancora in corsa per la qualificazione. Il club aquilano, primo insieme alla Mantovani Lazio con sette punti, riceve, sabato al Fattori, il XV della Capitale: entrambe le formazioni hanno le carte in regola per raggiungere la finale.

In partcolare, L’Aquila si qualifica alla finale se: vince o pareggia, oppure perde con sette o meno punti di margine e Roma non realizza quattro mete, o ancora se perde con sette o meno punti di margine e realizza quattro mete, anche se la Roma conquista il bonus a propria volta, oppure se perde con più di sette punti di margine ma realizza quattro mete.

Roma si qualifica alla finale se: vince con sette o più punti di margine e L’Aquila non realizza quattro mete.

Trofeo Eccellenza – Girone B – VI giornata – 22.01.11 – ore 15.00 stadio Tommaso Fattori
L’Aquila Rugby 1936 v Futura Park Rugby Roma

arb. Mitrea (Treviso)

g.d.l. Radetich (Napoli), Fioretti ( Napoli)

Classifica: L’Aquila Rugby e Mantovani Lazio punti 7; Futura Park Rugby Roma* 4
*quattro punti di penalizzazione

Serie A femminile: partite e arbitri

Il CNAr, Commissione Nazionale Arbitri della FIR, ha reso note le designazioni arbitrali per la nona giornata del Campionato Italiano di Serie A Femminile in programma domenica 23 gennaio alle ore 14.30.

Serie A Femminile – Girone A – IX giornata – 23.01.11 – ore 14.30
Rugby Monza – Sitam Riviera del Brenta, arb. De Carlini (Lodi)
Mustang Rugby Pesaro – Valsugana Padova, arb. Guastini (Prato)
Riposa: Benetton Treviso

Serie A Femminile – Girone B – IX giornata – 23.01.11 – ore 12.30
US Rugby Benevento – ASD Taurinia Rugby, Annullata per ritiro del Taurinia Rugby
*Red&Blu Rugby – Rugby Colorno FC, arb.  Salvini (Firenze)
*Si gioca al Tre Fontane di Roma, ore 12.30

Rugbisti italici, tra calendari e retorica

Di Federica Furino, su Gioia

Gli sport minori andrebbero sostenuti con più convinzione da noi femmine. Per senso di giustizia ovviamente, e soprattutto perché a non farlo si rischia di perdere spettacoli interessanti. Per esempio quello del rugbista italico, estremo baluardo della maschitudine tradizionale, nonché alternativa estetica di tutto rispetto al calciatore nostrano, buono per tutte le stagioni ma un filo inflazionato.
Ecco: siccome, nella vita, quel che ti salva è il pensiero trasversale, conviene tener d’occhio la categoria, anche se l’articolo non è per tutte. Quelle sensibili all’allure intellettuale possono astenersi. Le altre-quelle che ok l’intellettuale, ma che anche il muscolare dice la sua – godono ora di un punto di osservazione speciale: il Sei Nazioni. Cioè la più importante
competizione internazionale di rugby a 15 dell’emisfero nord che quest’anno si gioca a Roma, dal 4 febbraio al 19 marzo (cinque weekend e due di pausa). La trasferta non è indispensabile perché Skv Sport 2 trasmette in diretta le gare in tivù. E, in attesa del torneo, trasmette anche uno spot con cinque nazionali: Fabio Ongaro, Martin Castrogiovanni, Salvatore Perugini, Luke McLean, Alberto Sgarbi che corrono tra le fiamme.
Video particolarmente utile alle neofite per appassionarsi al genere. Il genere, appunto. A volerlo analizzare, non si può prescindere dalla definizione di Henry Blaha, ex giocatore americano. Dice: «Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini; il calcio è uno sport
da gentiluomini giocato da bestie; il football americano è uno sport bestiale giocato da bestie». Tralasciando il football, le apparenze e una certa retorica, l’idea regge. E rivela la prima e fondamentale verità sul maschio rugbista: a dispetto della stazza titanica, del testosterone in eccesso e di una certa brutalità estetica, dentro di lui alberga un’anima gentile ed estremamente inquadrata. Merito, dicono, delle regole apprese sul campo e della
disciplina. «Il nostro è uno sport rude, ma meno violento di quanto si immagini. Il contatto fisico c’è, ma è estremamente regolato», spiega Perugini, 32 anni e 103 chili per 182 centimetri, ruolo pilone, squadra Aironi, che somiglia a un orso e ha pensieri fini e un’educazione fuori dal comune. «Ci chiamano gentlemen perché, un tempo in Inghilterra, il nostro sport era praticato dalle élite. Ora non è più così, ma ci è rimasta un’abitudine al
rispetto per l’avversario», Ovvero: la storia del terzo tempo. Cioè l’abitudine di farsi una birra con gli avversari a fine partita, che racconta un’altra verità sul rugbista: è un uomo che non conosce rancore. «Non che non ci siano antipatie, ma a questa tradizione ci teniamo», giura Perugini. «Se non sei abituato a condividere le cose con gli avversari prevale la competizione».
Altro dato da tener presente è che l’uomo che non conosce rancore è pure un uomo un po’ all’antica. Ha alcuni punti fermi e da lì non si schioda. Nella vita per lui contano tre cose: la famiglia, gli amici e la squadra. Per Martin Leandro Castrogiovanni, oriundo argentino, 29 anni, 122 chili per 186 centimetri, nazionale italiano e idolo delle folle inglesi, la lista è questa. «Questo sport mi ha insegnato tutto quello che so nella vita. Per me ci sono la famiglia e gli amici. Quando scendi in campo, sai che devi difendere i tuoi compagni. Impari a pensare agli altri, prima che a te». Lui, a giocare, ha iniziato tardi: a 18 anni. Perché i ragazzi all’antica ascoltano i consigli della mamma (anche se poi, alla lunga, fanno di testa loro). «Mia madre diceva che il rugby è uno sport troppo violento e mi ha imposto il basket. Finché un giorno ho spinto l’arbitro per farmi squalificare a vita. Sono andato da mia madre e le ho detto: mamma, devo trovarmi un altro sport».
Ci sarebbe da sorprendersi, e invece no. Perché in fondo il rude rugbista, oltre che uomo di fatica, è un sentimentale. «I sentimenti sono tutto», che detto da uno con l’involucro di Castrogiovanni fa un po’ effetto. «Sono fidanzato da quattro anni con una ragazza che faceva sci, Giulia Candiago: mi è piaciuta subito e mi è stata vicina quando ne avevo bisogno. Uno mi vede così e non ci crede, ma quando sto male mi butto davvero giù».
All’uomo sentimentale, quindi, serve la donna giusta. Alberto Sgarbi, ala ventiquattrenne
della Benetton Treviso, 101 chili per 191 centimetri, ha idee semplici. «Mi piacciono le ragazze sincere, aperte, con voglia di divertirsi». Veline? «Le ragazze che vengono alle partite sono aumentate. Ala di veline per ora non se ne vedono. Comunque io sono
fidanzato. Mi auguro che arrivino, per quelli ancora single».
Non molti, a dire il vero, perché i ragazzi all’antica mettono radici facilmente. Nel giro della Nazionale, resta sul mercato Fabio Ongaro, trentatreenne tallonatore degli Aironi, 104 chili per 183 centimetri. Quando gli ricordi che il rugby somiglia all’amore perché ti insegna a pensare al piacere altrui prima che al tuo (come dice l’ex rugbista francese Serge Bianco),
risponde così: «C’è chi pensa al piacere dell’altro e chi no. lo comunque preferisco l’amore al rugby». E’ una notizia.
Quello che invece non fa più notizia è l’ascesa inarrestabile del rugbista tra le icone gay, spinto in alto dal calendario benefico dei Dieux du Stade, fotografati nudi,
metrosexualizzati («e anche con qualche ritocchino», sostiene Ongaro: «più che altro un calendario per l’altra sponda»).
L’unico “placcaggio” che i nudi rugbisti italici, a differenza dei colleghi francesi, sembrano temere. Non le botte in campo, non le mischie sull’erba. Ma i calendari sì: praticamente un tormentone. Ci ridono su, si sfottono, ne parlano da maschi. Il pensiero condiviso un po’ da tutti lo riassume Castrogiovanni: «L’ultimo calendario non l’ho visto, ma ho notato che di anno in anno peggiorano. Sapere che è il più comprato dai gay… insomma, non che abbia qualcosa contro, ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma ci sono altri modi di far beneficenza, no?»