Cavalieri battuti dagli Harlequins, ma a testa alta

Da Il Tirreno di oggi

Harlequins di un altro pianeta

PRATO. Gli Harlequins hanno vinto in campo meritatamente per 48-16, e i “tuttineri” hanno fatto la loro bella figura, per oltre un tempo.

LE FOTO

Gli arlecchini sono uno squadrone, occupano il 4º posto del campionato inglese, e ieri hanno schierato 5 nazionali della celebre Rosa, ma i Cavalieri hanno disputato una ottima partita, come sottolineato dai due allenatori De Rossi e Gaetaniello. Fuochi d’artificio all’ingresso in campo delle squadre e subito dopo il fischio d’inizio comincia la pressione degli inglesi che vanno in meta con la mischia al 12 con Fa’asavalu.

Poi un calcio per parte prima del giallo a Bocca e la meta di Care con i Cavalieri in 14, per il lusinghiero 20-6 alla fine del primo tempo. Nella ripresa i Cavalieri piazzano con un calcio di Wakarua e accorciano ulteriormente, ma subito dopo va in meta l’ala Smith, man of the match, che si ripete più tardi per la meta del bonus. Meta della bandiera per Prato al 61’, prima che nel finale gli inglesi dilaghino. Risultato largo, che però non cancella la bella prestazione e la memorabile giornata.

 

Mercier torna al Petrarca Padova

Federico Fusetti su La Tribuna di oggi

La notizia arriva mentre la squadra è in viaggio per tornare a casa da Sale, sconfitta in Challenge Cup per 54-0 (primo tempo 26-0) da una formazione nettamente superiore. Superati gli ultimi ostacoli, Ludovic Mercier torna al Petrarca. L’apertura francese lascia la franchigia di Celtic degli Aironi di Viadana, e concluderà il campionato di Eccellenza con la maglia bianconera. L’intenzione della società è quella di inserire gradualmente Mercier, 34 anni, nei quadri tecnici del Petrarca. L’ultimo ostacolo era il contratto del francese. Evidentemente c’è stata una risoluzione consensuale, che ha reso possibile il trasferimento. «Si sono create delle condizioni favorevoli», conferma il D.S. bianconero Corrado Covi, «grazie alla collaborazione con gli Aironi, che alla fine hanno accontentano tutti. Tutto è subordinato alla Federazione». La difficoltà è legata al fatto che Mercier sarebbe il primo straniero a passare da una franchigia di Celtic ad un club di Eccellenza, e quindi il regolamento va applicato con cura. La famiglia di Mercier rimarrà a Parma, a causa degli impegni scolastici. «Sono molto contento», conferma il presidente Enrico Toffano, «Mercier è un giocatore che in campo ha fatto molto per il Petrarca, che ci ha reso più competitivi. Siamo stati noi a consigliarlo di provare l’esperienza in Celtic. Ho parlato con il presidente degli Aironi, Silvano Melegari. Ludovic può portare un contributo importante nella seconda parte del campionato, e in futuro anche in altre forme, viste le sue competenze». L’idea è quella di inserirlo nello staff tecnico, magari intanto del settore giovanile, un desiderio espresso dal giocatore già quando era a Padova. «Sono molto felice», conferma Ludovic. «Non è assolutamente un passo indietro, io ho voglia di divertirmi e giocare e questa è la sistemazione ideale». Mercier dovrebbe iniziare gli allenamenti domani, ma sabato prossimo contro il Brive non potrà giocare, non essendo inserito nelle liste europee del Petrarca.

Panchina azzurra, la conferma di Dondi: “Brunel ha detto sì, la scelta dopo il Sei Nazioni”

Da La Gazzetta dello Sport oggi in edicola

(e.sp.) «Brunel ha dato la disponibilità ad allenare l’Italia, ma non è il solo. Mallett è in scadenza e mi sono guardato intorno per tempo. Dopo il Sei Nazioni parlerò con Mallett, poi decideremo. Potrebbe anche essere che lui non voglia più restare». Così ieri il presidente della Fir Giancarlo Dondi sul futuro della panchina azzurra. «Si continua a non vincere — ha aggiunto Dondi —. Ieri Treviso ha retto un tempo e poi è crollato, e gli Aironi hanno preso tanti punti. Non vorrei che questa situazione penalizzasse l’Italia». L’impressione è che solo un buon Sei Nazioni possa salvare il et.; non fosse così Jacques Brunel, che avrebbe già comunicato allo staff del Perpignan il proprio addio, potrebbe portare gli azzurri al Mondiale. Ieri il tecnico del Perpignan, a Treviso, non ha commentato. In campo Treviso è durata un tempo (9-3 alla mezz’ora), poi nella ripresa ha preso cinque mete. Vosawai k.o.: sospetta distorsione al ginocchio sinistro. Male anche gli Aironi, travolti da otto mete (quattro di Banahan) a Bath. Jacques Brunel, 57 anni SARTORI Treviso-Perpignan 9-44 (9-9). Marcatori: p.t. 6′ c.p. Porical (P). 12′. 24 e 27 c.p. De Waal (D. 30′ e 33′ c.p. Poricai; s.t. 6′ m. Le Corvez tr. Porical. 15′ s.t. m. Sidtr. Porical. 19′ m. N. Laharrague tr. Porical. 31′ e 40′ m. Candelon tr. Grandclaude (P). Bath-Aironi 55-16 (36-13): p.t. 1 c.p. Barkley (B). 4 c.p. Marshall (A). 9′ m. Biggs (B). 14 c.p. Marshall. 21′ m. Watson tr. Barkley (B). 28′ m. Biggs tr. Barkley. 30′ m. Banahan tr. Barkley. 36′ m. Sole tr. Marshall. 37 m. Banahan tr. Barkley; s.t. 10′ c.p. Marshall. 13′ m. Banahan tr. Barkley. 31′ m.

Rugbisti ai piedi (o meglio, sul ginocchio) della fotografa

Chi frequenta queste pagine conosce già Sabrina Conforti, brava fotografa appassionata di rugby. Tanto appassionata da rimetterci (un po’) il ginocchio. La “colpa” è dei due bruti qui vicino, che un secondo dopo questo scatto gli sono rovinati addosso. Chissà Sabrina cosa avrà fatto per farli cadere ai suoi piedi…

Troppa birra per gli Aironi

Da Right Rugby

Durante la cronaca in diretta di Benetton TrevisoPerpignanavevamo già dato l’annuncio che gli Aironi erano sotto alla fine del primo tempo contro Bath, nella quinta giornata di Heineken Cupvalida anche per la Pool 4, al Recreation Ground. E’ finita 55-16per gli inglesi, che hanno messo a referto ben otto mete contro una marcata dai mantovani. Un sabato indigesto per le due italiane quindi nella Champions League della palla ovale e d’altra parte, questo Bath non si sa mai come prenderlo: ci sono giorni in cui si impicca come se niente fosse, altri in cui è una macchina ben oliata. Per quanto riguarda la squadra allenata da coachRowland Phillips, era certo impensabile che potesse tornare vincitrice dalla trasferta Oltremanica. Tutto serve per imparare e mettere da parte.
I padroni di casa partono a manetta e in mezz’ora si assicurano quel margine che permetta loro di pensare ad accaparrarsi il punto di bonus, diversamente da quello che era accaduto all’andata allo Zaffanella. Il piede dell’apertura neozelandese trapiantata nel mantovano James Marshalltiene aggrappati i suoi fino al 14′, nel momentaneo 8-6 dove già si conta una meta per il Bath, quella firmata dall’ala Tom Biggs che al 9′ innesta il turbo sulla fascia sinistra e semina primaGilberto Pavan e poi Julien Laharrague, dopo che la mischia aveva messo in difficoltà il pack bassaiolo, con pallone rubato. Gli Aironi nelle fasi più lente si difendono, ma quando Bath innesta i velocisti sono dolori e così il Numero 8 Luke Watson al 21′ viene servito in velocità dal mediano Michael Classens e attraversa i 22 per andare a marcare la seconda meta dell’incontro. Olly Barkley stavolta converte ed è 15-6. Al 27′ è di nuovo il turno di Biggs, che chiude al meglio il lavoro svolto dai colleghi di reparto Matt BanahanNick Abendanon. I placcaggi degli Aironi non si vedono e la faccenda si complica irrimediabilmente. Due minuti più tardi, è l’alona Banahan a infierire per la quarta volta. E così, alla mezz’ora, siamo sul 29-6.
Quando mancano ormai cinque minuti alla fine del primo tempo, gli Aironi hanno un sussulto d’orgoglio ferito e sbattono le ali. Viadana ha un calcio di punizione nella metà campo avversaria, rinuncia a passare per i pali e va in rimessa nei 22: la tattica è chiara, affidarsi ad una maul per scardinare il portone davanti. Maul che viene fatta crollare, si passa allora per una mischia ordinata e poi per una serie di raggruppamenti ravvicinati per conquistare centimetri finché la terza linea Josh Sole varca la linea dell’area di meta al 36′. Marshall converte per il 29-13, ma ancora Matt Banahan vuole chiudere in bellezza e al 38′ recupera un pallone a metà via, al solito i placcaggi non sono di quelli che lasciano il segno e va a marcare sotto i pali. Primo tempo chiuso 36-13, cinque mete a una e bonus offensivo intascato da Bath.

La compagine italo-celtica torna dagli spogliatoi con la voglia di tenere il baricentro il più lontano possibile dalla propria linea del Piave e addirittura si sposta in avanti, rifiutando nuovamente di piazzare per andare in touch. Altra maul con scasso, altro fallo e altra mischia proprio come in occasione della meta del primo tempo. Ma stavolta l’ovale non è pulito e Bath recupera per rifugiarsi in rimessa. Al 6′ i padroni di casa rimangono in 14, a causa del cartellino giallo al centroShontayne Hape, mentre Phillips opera dei cambi in prima linea: dentro Fabio Ongaro al tallonaggio al posto di Luigi FerraroSalvatore Perugini è sostituito da Matias Aguero. La pressione offensiva degli Aironi alla fine porta un calcio che Marshall realizza. Ma è giornata no quando si tratta di difendere e al 53′ è l’hat trick di Banahan con conversione di Barkley per il43-16.
Un minuto più tardi fa il suo ingresso Marco Bortolami, giusto in tempo per beccarsi il suo abituale cartellino giallo dall’irlandese Paterson al 57′: la seconda linea azzurra commette fallo sul saltatore in touch. Gli Aironi ora chiudono bene gli spazi, con Bath che si affida al raccogli e vai. Operazione che al 63′ costa l’infortunio al ginocchio per il flanker Gareth Krause. Il guaio è che a quel punto in panchina è rimasto solo il pilone Alberto De Marchi, visto che tutti gli altri (compreso Simone Favaro) sono già in campo. E allora quattro uomini di prima linea dentro.
Una volta entrati negli ultimi dieci minuti, Bath timbra il cartellino altre due volte. Prima al 70′ con Banahan (ancora lui e sono quattro: si vede che il gigante era preoccupato per l’analogo exploit di Paul Diggin, l’ala forte dei Saints, proprio ora che ha recuperato il posto in nazionale ) con un calcetto a seguire ottimamente finalizzato; poi al 77′ con Watson (doppietta) che ruba palla e chiude il conto. La nota finale dolente del Viadana è l’infortunio a Favaro al 75′, costretto ad uscire in barella e lasciando i suoi in quattordici definitivamente. Una pinta di Heineken dal sapore molto amaro.