Il Benetton punge: Wasps battuti 32-15

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

MARCATORI: pt 3′ Vunipola meta tr. St. Jones; 6′ Di Bernardo p.; 18′ St. Jones p.; 40′ Di Bernardo meta tr. Di Bernardo; st 11′ Sgarbi meta tr. Di Bernardo; 15′ Di Bernardo p.; 23′ Toniolatti meta; 28′ Derbyshire meta tr. Ambrosini; 35′ Taulafo meta.

BENETTON TREVISO: Williams; Loamanu, La Grange, Sgarbi, Iannone; Di Bernardo, Semenzato; Filippucci, Derbyshire, Favaro; Bernabò, Minto; Fernandez Rouyet, Sbaraglini, De Marchi. Entrati nel corso della partita: Muccignat, Maistri, Ceccato, Cittadini, Budd, Zanni, Gori, Ambrosini, Nitoglia, Toniolatti, McLean. All. Smith.

LONDON WASPS: Bell; Varndell, Mayor, Thomas, Wallace; St. Jones, Berry; Vunipola, Everard, Sa. Jones; Cannon, Wentzel; McIntyre, Rhys Thomas, Payne. Entrati nel corso della partita: Taulafo, Thiede, Lindsay, Davies, Palmer, Johnson, Simpson, N. Robinson, Masi, Wade, W. Robinson. All. Young.

ARBITRO: Mitrea della Federazione Italiana Rugby.

NOTE: pt 10-10; partita disputata su 4 tempi da 20′ con water breaks; calciatori: Benetton Treviso: 5/8 (Di Bernardo 4/5, Ambrosini 1/3), London Wasps: 2/3 (St. Jones 2/2, N. Robinson 0/1); spettatori: 3000 circa; cartellino giallo a: Cittadini (pt 34′).

E’ un trionfo la prima partita stagionale del Benetton Rugby tra le mura amiche di un Monigo esaurito nella tribuna coperta e che saluta festoso il primo successo dei Leoni in questo 2012/2013.

Parte male il Benetton Treviso che all’inizio subisce la maggiore fisicità della formazione inglese ed al 3′ dopo alcune percussioni è costretto a capitolare con la prima meta ospite, realizzata dal numero 8 Vunipola e trasformata dall’angolino da Stephen Jones.

La replica dei Leoni è affidata alla mischia che al 6′ conquista un calcio di punizione all’interno dei ventidue ospiti, facilmente trasformabile per Alberto Di Bernardo.

Lo stesso mediano di apertura italo-argentino fallisce, tuttavia l’occasione di portare i suoi a -1 al 10′ della prima frazione di gioco.

Splendida l’azione al 13′ che porta i biancoverdi ad un passo dalla meta. Christian Loamanu riceve un brutto passaggio, ma cambia angolo di corsa, trovando il primo varco stagionale e con esso la prima ovazione dei suoi nuovi tifosi.

Proprio quando la meta sembra ormai nell’aria, un eccesso di altruismo gli fa passare l’ovale a Paul Derbyshire che viene placcato ad un metro dalla linea, ma riesce a riciclare per lo stesso trequarti tongano, che non riesce a schiacciare perdendo palla in avanti.

Dopo questo brivido, le due squadre si studiano per alcuni minuti, prima che un crollo in mischia consenta a Stephen Jones di riallungare sul 3-10 il punteggio.

Al 23′ azione pericolosa di Varndell che fugge lungo l’out sinistro e ingrana la marcia, ma viene recuperato e placcato da Brendan Williams, che salva così la possibile seconda marcatura pesante.

Al 34′ Simone Favaro si guadagna l’applauso di Monigo per il primo placcaggio importante di stagione, ma solo un minuto dopo, la formazione di casa resta in inferiorità numerica per il cartellino giallo comminato a Lorenzo Cittadini per falli ripetuti di squadra.

A fine primo tempo, il Benetton a forza di insistere, però, trova anche la meta del pareggio, con Alberto Di Bernardo che si infila nel corridoio giusto e schiaccia al centro dei pali.

Dalla meta nasce anche un episodio spiacevole, con piccola rissa tra le due squadre, prontamente sedata dai capitani e dall’arbitro Mitrea. Di Bernardo trasforma la propria marcatura e si va al riposo sul 10-10.

I primi dieci minuti della ripresa non offrono grandi emozioni, ma all’11’ il XV della Marca trova nuovamente la via della meta.

Da un’azione corale con molti tra trequarti ed avanti che toccano palla, esce con un guizzo personale Alberto Sgarbi, che riesce a resistere all’ultimo placcaggio e ad allungarsi oltre la linea.

Il numero 10 dei Leoni, Alberto Di Bernardo trasforma e realizza poi anche un calcio piazzato prima di lasciare spazio a James Ambrosini sul risultato di 20-10.

Il primo tentativo dalla distanza dell’italo-australiano al 18′ è potente, ma non preciso, tuttavia un’incredibile indecisione dell’estremo ospite frutta una mischia ai cinque per i padroni di casa.

Nell’azione successiva buono spunto di Edoardo Gori, che arriva oltre la linea ma viene tenuto alto e si riparte ancora con una mischia.

Al 23′ della ripresa il Benetton insiste in attacco. Edoardo Gori dopo una serie di tentativi e di finte serve Luke McLean che vede sguarnita la seconda linea di difesa e calcia rasoterra.

Giulio Toniolatti vola all’angolino e schiaccia quel tanto che basta per la sua prima meta biancoverde.

Spettacolare la quarta meta trevigiana. Un’azione in cui tutta la squadra tocca palla, con continui ricicli e sostegni ed Alessandro Zanni che lancia Paul Derbyshire verso la linea per il tuffo finale.

James Ambrosini, nonostante la posizione sfavorevole, realizza i suoi primi due punti della nuova avventura italiana e si va sul 32-10.

La reazione londinese non manca e al 35′ i Wasps arrivano alla seconda meta con Taulafo. Nick Robinson non trasforma e il risultato viene fissato sul 32-15 finale

Colpaccio Zebre: Saints battuti 30 a 28

Decisiva una meta di Pace all’ultimo minuto trasformata da Orquera.
Dall’ufficio stampa Zebre Rugby

Millau (Francia) – venerdì 10 Agosto 2012

Northampton Saints v Zebre 28-30 (p.t. 21-13)

Marcatori : p.t. 4’m Orquera tr Orquera (0-7); 14’m Roberts tr.Lamb (7-7);18’ cp Orquera (7-10); 21’ cp Orquera (7-13); 28’ m Burrell tr Lamb (14-13); 32’ m Elliott tr Lamb (21-13) s.t. 43’m Sinoti (21-18); 47’ m Armstrong tr Myler (28-18); 70’ m Venditti (28-23); 79’ m Pace tr Orquera (28-30)

Northampton Saints: Artemyev (40’ Diggin), Elliott (40’ K.Pisi), May (40’ Waldouck), Burrell (40’ G.Pisi, 50’ Wilson), Cato (40’ Armstrong), Lamb (40’ Myler), Roberts (40’ Glynn), Van Velze (40’ Manoa), Harrison (40’ Dowson), Craig (40’ Dyer), Sorenson (40’ Day), Hicks (40’ Woolford), Mercey (40’ Doran Jones), McMillan (40’ Hartley), Tonga’uiha (40’ Waller)

all.Mallinder

Zebre: Sinoti , Sarto (68’ Buso), Quartaroli (40’ Pace), Garcia (cap), Venditti, Orquera (56’ Chiesa, 78’ Orquera), Chillon (40’ Tebaldi), Cristiano, Ferrarini (31’ Van Schalkwyk, 60’ Belardo), Cattina (68’ Ferrarini), Caffini (14’ Sole, 60’ Cazzola), Geldenhuys, Leibson (50’ Ryan), Festuccia (50’ Giazzon), Perugini (40’ Aguero).

all.Gajan

arb.Mathieu Raynal (internazionale francese)

Calciatori: Orquera (Zebre) 4/5, Tebaldi (Zebre) 0/1 , Lamb (Northampton Saints) 3/3, Myler (Northampton Saints) 1/1,

Cartellini: 20’ giallo a McMillan (Northampton Saints)

Note: cielo limpido,serata calda, temperatura 27°, terreno in buone condizioni. 1000 spettatori. Water break osservato al 20’ e al 60’ minuto. Presente in tribuna il commissario tecnico della nazionale italiana, Jacques Brunel e l’allenatore dei trequarti Philippe Berot.

Il commento: Le Zebre conquistano la loro seconda vittoria nel Vaquerin Challenge battendo la formazione inglese dei Northampton Saints allo stadio di Millau nell’ultima sfida del Vaquerin Challenge dimostrando un ottimo gioco d’attacco e disciplina in difesa. La formazione di Gajan, dopo essere passata in vantaggio ad inizio gara ha subito il ritorno degli inglesi che, verso la fine del primo tempo, hanno segnato due mete che non hanno assolutamente fatto perdere la voglia di attaccare ai bianconeri. Un buon secondo tempo delle Zebre che hanno limitato in attacco la formazione inglese e hanno sfruttato le ottime doti di velocità dei propri trequarti andando in meta 3 volte ribaltando il risultato nel finale. Il direttore tecnico delle Zebre Gajan ha concesso minuti importanti a diversi giocatori che hanno dimostrato una migliorata condizione fisica e tenuta mentale. I convinti e ripetuti applausi del pubblico francese dimostrano l’apprezzamento per il carattere della squadra italiana che ha divertito e combattuto con caparbietà una formazione inglese alla sua prima uscita stagionale.

Il direttore sportivo Roberto Manghi :”Siamo soddisfatti ma non sazi: abbiamo dimostrato di essere all’altezza di questo avversario. Queste prestazioni dovranno susseguirsi. Abbiamo trovato uno spirito che ci ha portato a stupire attaccando da tute le parti del campo. Questa sera abbiamo dimostrato che anche gli italiani, se credono nei loro mezzi, possono fare bene in questo sport di combattimento. Grazie a tutti i ragazzi e all’intero staff che ha lavorato bene, ora pensiamo già alle prossime partite”.

La cronaca: Calcio d’inizio per le Zebre questa sera in maglia bianca. Dopo una prima azione delle Zebre ad alto ritmo durata 2 minuti in attacco, sono i Saints a presentarsi vicino alla meta con Elliot che viene placcato da Sinoti come ultimo difensore. Sull’azione successiva Orquera intercetta un calcio a liberare l’area di meta inglese e s’invola a segnare.. Trasformazione dello stesso mediano d’apertura. Dopo un bel break di Venditti sulla metacampo proseguito con le azioni di Perugini e Quartaroli sono gli inglesi ad andare in touche e sfruttare il vantaggio concesso dall’arbitro internazionale Raynal per segnare una meta in pick & go col mediano Roberts. Trasforma Lamb. Al ventesimo minuto break di Cattina che ricicla per Orquera bloccato fallosamente nei 22 da un avversario. Punizione e giallo al tallonatore McMilian. Orquera ancora preciso dalla piazzola. Primi applausi del pubblico francese per il gioco d’attacco dei bianconeri. Alla ripresa del gioco dopo la pausa per dissetarsi sono gli inglesi a ribaltare il risultato: una palla ben difesa dalle Zebre non schiacciata nei 22 porta la successiva mischia dei Saints in meta. Facile la trasformazione in mezzo ai pali. Ancora Saints in meta al largo al 32esimo minuto con l’ala Elliot che sulla destra trova lo spazio per superare la difesa bianco-nera e portarsi in mezzo ai pali per schiacciare l’ovale. Saints in vantaggio a fine primo tempo 21-13 dopo una gara combattuta. Durante l’intervallo il coach inglese Mallinder decide di cambiare interamente la formazione concedendo 40’ a tutti i giocatori della rosa.

Il secondo tempo inizia con una touche rubata dalle Zebre sui propri 15 che innesca Garcia; il capitano delle Zebre con un break di 50 metri entra nei 22 e ricicla prima per Pace e poi per Sinoti che va a segnare vicino alla linea laterale sinistra . Orquera colpisce il palo destro da posizione alquanto decentrata; primo errore della serata per il recordmen di calci in una sola gara nella RaboDirect PRO12. Dopo 4 minuti meta giallo-nero-verde di Armstrong che dalla sinistra penetra nei 22 e rompe un paio di placcaggi prima di varcare le linea di meta e segnare in mezzo ai pali. Diversi cambi per la formazione italiana a ridosso del 50esimo minuto danno vigore alla difesa bianco-nera che controlla il gioco inglese. Al 58esimo minuto, dopo alcuni calci di spostamento ben intercettati da Sinoti ad estremo, è Cattina a portare in avanti la palla aprendo per Giazzon appena dopo la metacampo. Dopo diverse fasi giocate ad alto ritmo dalla mediana delle Zebre, è il nuovo entrato Chiesa a provare un calcio per trovare al largo un compagno: l’estremo dei Saints arriva per primo sul pallone chiamando il mark. Ancora una buona azione d’attacco con l’attivo Giazzon che con l’aiuto di Cattina e Aguero riescono ad entrare palla in mano nei 22 inglesi prima di commettere un avanti. Buon secondo tempo delle Zebre che rispondono colpo a colpo agli inglesi in una sfida davvero equilibrata. Al 70 è Venditti sulla linea di metacampo a rompere la linea inglese e correre solitario per 50 metri . Tebaldi dalla piazzola non trasforma. Ottimo break di Sinoti, passato all’ala dopo l’ingresso di Buso, che viene fermato fallosamente da un difensore dei Saints. Chiesa decide di andare in touche sui 15 metri. Sulla successiva touche è Ferrarini con un pick & go ad entrare nei 22 avversari prima che Tebaldi provi a cercare con un calcio Venditti al largo; l’ala bianconera viene portata fuori dalla difesa inglese sui 10 metri. Gli inglesi liberano l’area ma la successiva touche delle Zebre è rubata dagli inglesi e giocata su Hartley. Dopo il placcaggio del nazionale inglese è Chiesa a rimanere a terra ed essere costretto a lasciare il terreno di gioco. Ad un minuto dalla fine è la meta di Pace trasformata da Orquera a dare la vittoria alle Zebre. Ancora un break sulla metacampo da la possibilità a Pace di sfruttare tutta la sua velocità e segnare eludendo un placcaggio avversario. Orquera, rientrato per l’infortunio a Chiesa, trasforma un calcio non facile e da la vittoria alle Zebre che concludono la sfida con una difesa disciplinata che non concede punizioni agli inglesi.

Le Zebre torneranno in Italia e si ritroveranno a ranghi completi lunedì 20 Agosto. Durante la settimana prossima a Parma alcuni effettivi della rosa continuano allenamenti specifici sotto la direzione dei preparatori atletici.

Il programma del torneo Vaquerin :

03/08/2012 a Lacaune davanti a 2900 spettatori

Albi Vs Béziers (27-21)

Castres Vs Glasgow Warriors (20-17)

05/08/2012 a Camarès davanti a 2000 spettatori

Alle ore 16.00 Aix Vs Auch (24-23)

Alle ore 18.00 ZEBRE Vs Aurillac (33-24)

09/08/2012 a Saint-Affrique

Alle ore 18.00 Aurillac Vs Auch (18-9)

Alle ore 20.00 Castres Vs Harlequins (31-15)

10/08/2012 a Millau

Alle ore 18.00 Albi Vs Aix (20-17)

Alle ore 20.00 Northampton Saints Vs ZEBRE (28-30)

La vittoria del torneo va alla squadra francese di Castres per differenza mete a parità di vittorie con la formazione italiana delle Zebre e quella francese di Albi . Le Zebre lasciano imbattute la XIX edizione del Vaquerin Challenge piazzandosi al secondo posto ricevendo l’invito ufficiale per ritornare alla prossima edizione del torneo dell’Aveyron francese.

I club vivono sulla Terra e la FIR (forse) su Marte. Ma di chi è la colpa?

di Francesco Costantino, La Meta. Complimenti sinceri a Francesco per la lucidità

Cos’è mancato al nostro rugby negli ultimi quattro anni? Qualcuno potrebbe dire tutto ma farebbe parte della sempre numerosa schiera dei disfattisti. Qualcun altro, invece, potrebbe provare a lanciarsi in una lista di situazioni più credibili.
Io, invece, credo che sia cresciuto fortemente il bisogno di un confronto che, nei fatti, non c’è mai stato. A tutti i livelli. E quando questo incontro, penso a quello tra alto livello e franchigie, si è verificato, ci siamo trovati di fronte a soggetti totalmente inadatti al ruolo assegnatogli.
UN’ASSENZA CHE PESA. Si dice che i comitati regionali siano il braccio operativo della federazione sul territorio. Non è così. Anche quando parliamo di organismi virtuosi siamo costretti a confrontarci con presidenti di comitato che, di fronte alle lamentele delle società, si limitano a dire che le imposizioni arrivano da Roma. O da Parma. Le società si sentono abbandonate a sé stesse. Il Sei Nazioni è una splendida vetrina che dà soldi e visibilità al nostro movimento ma che tocca tangenzialmente la vita di molti club. Per molti è lontanissima anche la sede regionale della federugby.
Penso a quelle squadre del Trentino-Alto Adige che per ascoltare storie già scritte devono sobbarcarsi un lungo viaggio fino a Treviso. Dopo un paio di giri ti passa anche la voglia di buttare via soldi e tempo.
LA FIR DEVE VIAGGIARE. La federazione deve essere più presente sul territorio. Questo mi pare ovvio. Si tratta di spiegare di persona le motivazioni di alcune scelte raccogliendo in tutta Italia le istanze di quei club che hanno realmente voglia di partecipare costruttivamente alla crescita del movimento. E quando parlo di assenza mi riferisco a quei consiglieri federali che in questi anni facevano a gara per sfruttare i loro benefit internazionali (due biglietti, due viaggi e due pernotti per ogni gara del Sei Nazioni…) ma che ben si guardavano di battere il territorio per ascoltare le problematiche della base. Qualcuno, per la verità, lo ha fatto ma non si sa se per reale spirito di corpo o per meri interessi politici. Ancora più difficile, quindi, risulterà il prossimo futuro quando i rappresentanti del massimo organismo federale saranno solo dieci.
I CLUB DEVONO FARE LE DOMANDE GIUSTE. Se, però, dovesse esserci un reale cambio di tendenza bisognerebbe poi porre i quesiti più appropriati ai missi dominici. Perché io ho sempre di più la certezza che non siano in molti a padroneggiare la materia. Un po’ per ovvia inesperienza e un po’ per superficialità. I soldi sono in cima ai pensieri di tutti e, in maniera pelosamente ovvia, tutti i candidati alle prossime elezioni federali stanno promettendo premi raddoppiati e decise iniezioni danarose. Ma il mondo del rugby italiano non può, e non deve, girare soltanto intorno alla pecunia. I club chiedano alla federazione prossima ventura una serie di momenti di confronti e poi di verifica in cui esporre le proprie perplessità. Che variano da regione in regione. Per avanzare questa richiesta, però, si presentino preparati e non soltanto lamentosi. Perché l’atteggiamento questuante con cui i nostri club si sono rapportati a Roma ha creato l’immobilismo intellettuale di cui siamo oggi schiavi favorendo l’affermazione di losche figure che fanno del rugby italiano ciò che vogliono senza renderne conto a nessuno.

Zebre, conquistare il pubblico di Parma sarà una “Mission impossible”?

Christian marchetti per La Meta

Brutta bestia il morbo Olimpiadi. Condiziona anche le metafore… Dong Hyum Im, coreano, è tra gli arcieri più forti del mondo. Ha una regolarità impressionante, fa sempre centro.
Un campionissimo nonostante sia ipovedente. Esegue gesti meccanici, “sente” la freccia prima di scoccarla. Nella sua testa il bersaglio lo vede eccome. Ecco, se Dong Hyum
Im fosse un giornalista di rugby, probabilmente, non farebbe centro nel bersaglio delle polemiche. Perché è un freddo calcolatore, una macchina. Se tenesse conto esclusivamente delle proprie emozioni, le gare di tiro con l’arco sarebbero cruente e macabre…
Premessa lunga, tanto per confermare che da queste parti ci piace ragionare sui numeri piuttosto che sulle “simpatie”. Numeri che nel caso delle Zebre non incoraggiano di certo. E parliamo di presenze sugli spalti, il pubblico che seguirà la franchigia federale nella sua prima stagione tra Pro 12 e Heineken Cup. Secondo quanto riporta http://www.stadiapostcards.com, sito che da una decina d’anni a questa parte tiene il conto degli spettatori del massimo campionato italiano di rugby, il “XXV Aprile” di Parma, casa dei Crociati e presto di Garcia e compagni, è stato il meno frequentato della stagione scorsa: 2.950 tifosi (media di 328 a partita), ultimo posto dell’insolita classifica alle spalle del
campo numero 1 dell’Acquacetosa (quartier generale della Lazio) che ha contato 4.500 persone. Dati che si fanno agghiaccianti – qui la fonte è l’Erc – studiando le performance
dei Crociati in Challenge Cup: si va dai 250 che hanno assistito alla partita contro Bucarest, ai 300 per la sfida ai Worcester Warriors, infine al “record” dei 1000 per la visita dello
Stade Francais. Cifre che vanno prese con il beneficio d’inventario, certo. Quelle relative
all’Eccellenza, in particolare, vengono dai dati riportati dai giornali e quindi, nella maggior
parte dei casi, forniti da uffici stampa “ottimisti”. Tuttavia fanno pensare. (…)
Missione impossibile portare gente al “XXV Aprile”? Più che altro difficile, mentre la memoria torna ad un vecchio derby Parma-Gran valevole per i play off con tante persone vestite da posti vuoti. Anche allora tante polemiche, ma tutte frecce dritte al bersaglio…

Inghilterra, Matt Stevens lascia la nazionale. Mike Catt invece ci rimane

L’Inghilterra perde Matt Stevens ma “guadagna” Mike Catt. Il primo, 29enne con 44 caps già nel bagaglio, ha annunciato che lascia la nazionale per dedicarsi interamente al suo club, i Saracens. Il prima linea ha già annunciato la sua decisione al ct Stuart Lancaster e l’ha definita “una delle più difficili della mia vita”. Ora Stevens dovrà essere sostituito dalla lista dell’England Elite Player Squad.

Per un giocatore che va, un allenatore che resta. Mike Catt con ogni probabilità resterà parte integrante dello staff tecnico della nazionale inglese. Chiamato “ad interim” da Stuart Lancaster per il tour sudafricano, il coach degli trequarti dovrebbe ora rimanere con la nazionale sino ai Mondiali del 2015. Un annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.