L’Australia prende forma: 36 convocati per il Rugby Championship

Il raduno è previsto mercoledì a Sydney: lì si ritroveranno i 36 uomini convocati dal ct wallabies Robbie Deans per iniziare la preparazione al Rugby Championship, il torneo che con l’ingresso in pianta stabile dell’Argentina sostituisce il Tri-Nations.
I 30 per il torneo verranno annunciati il 6 agosto. Lunghissima la lista degli infortunati.

Wallabies training squad: Kurtley Beale, Adam Ashley-Cooper, Drew Mitchell, Digby Ioane, Cooper Vuna, Nick Cummins, Dominic Shipperley, Rob Horne, Anthony Fainga’a, Ben Tapuai, Pat McCabe, Mike Harris, Quade Cooper, Berrick Barnes, Will Genia , Nick Phipps, Nic White, Radike Samo, Scott Higginbotham, Jake Schatz, David Pocock, Michael Hooper, Liam Gill, Dave Dennis, Kane Douglas, Nathan Sharpe, Rob Simmons, Cadeyrn Neville, Sitaleki Timani, James Slipper, Sekope Kepu, Benn Robinson, Ben Alexander, James Hanson, Stephen Moore, Tatafu Polota-Nau.

Infortunati: Salesi Ma’afu, Dan Palmer, Saia Fainga’a, James Horwill , Ben McCalman, Wycliff Palu, Paddy Ryan, Christian Leali’ifano, James O’Connor, Joe Tomane.

All Blacks verso il Rugby Championship: Hansen ne chiama 28 in attesa dei Chiefs

Sono 28 i giocatori chiamati dal ct neozelandese Steve Hansen per una due-giorni di allenamenti che si terranno mercoledì e giovedì a Wellington. Assenti, ovviamente, i giocatori dei Chiefs, impegnati nella finalissima di Super Rugby. La novità assoluta, in attesa delle convocazioni definitive per il Rugby Championship in programma il 5 di agosto, è il tallonatore degli Hurricanes Dan Coles.

All Blacks wider training camp squad:
Blues: Charlie Faumuina, Keven Mealamu, Ma’a Nonu, Piri Weepu, Ali Williams and Tony Woodcock.
Hurricanes: Beauden Barrett, Dane Coles, Cory Jane, Julian Savea, Conrad Smith and Victor Vito.
Crusaders: Daniel Carter, Wyatt Crockett, Israel Dagg, Ben Franks, Owen Franks, Zac Guildford, Richie McCaw, Kieran Read, Luke Romano and Samuel Whitelock.
Highlanders: Tamati Ellison, Hosea Gear, Andrew Hore, Aaron Smith, Ben Smith and Adam Thomson.

Sonny Bill Williams ancora All blacks per la Bledisloe Cup: l’Australia e poi il Giappone…

Ancora due partite. Sonny Bill Williams alla fine vestirà la maglia degli All Blacks il 18 e il 25 di agosto, quando tra Sydney e Auckland andranno in scena i due atti della Bledisloe Cup, nonché le prime due giornate del Rugby Championship. Le due sfide all’Australia potrebbero essere quindi le ultime due gare del centro con la maglia della sua nazionale per almeno due anni, visto che SBW se ne andrà prima in Giappone e poi in Australia nella league.
Nulla di ufficiale ancora, ma pare che le cose siano decise. La chiamata a sorpresa per il trequarti dei Chiefs si è resa necessaria per il doppio infortunio a Richard Kahui e a Conrad Smith che ha messo il ct neozelandese Steve Hansen nei guai.

La foto del giorno: Rovigo, dove anche l’elenco telefonico è rossoblu ovale

Graham Henry e quel Francia-Nuova Zelanda del 2007 al retrogusto (per lui) di combine

Il ko è tra quelli che hanno fatto davvero male, tanto è vero che a distanza di quasi 5 anni se ne parla ancora. In Nuova Zelanda il ko subito con la Francia a Cardiff nei quarti di finale del Mondiale del 2007 non è stato ancora digerito, un 18-20 di cui ancora non ci si capacita un granché. Quel 6 ottobre andò infatti in scena una mezza tragedia nazionale a Auckland e dintorni. Succede nello sport, basta farsene una ragione.
Poi arrivano le recriminazioni, anche a distanza di 5 anni. E alcune lasciano francamente stupiti. Come quella a cui si aggrappa il ct neozelandese dell’epoca, quel Graham Henry che nel 2011 riportò il titolo iridato agli All Blacks, guarda caso proprio contro la Francia: secondo Henry quella partita fu sostanzialmente venduta. E l’allenatore non lo ha detto in una intervista ma lo lascia intendere (usando abili giri di parole, “It wasn’t politically correct to even suggest the match officials might have favoured one team”) nella sua autobiografia in uscita, Graham Henry Final Word, lavoro a quattro mani con Bob Howitt.
Principale colpevole è la terna arbitrale: Wayne Barnes, Jonathan Kaplan e Tony Spreadbury. Henry si è visto e rivisto la partita per decine di volte e ha deciso che la Francia avrebbe dovuto essere penalizzata dagli arbitri una quarantina di volte ma sul campo la Nuova Zelanda potè godere solo di due punizioni a favore. Senza dimenticare il passaggio in avanti che avrebbe viziato la meta francese decisiva.
Le statistiche della rilettura del match fatte da Henry parlano di una squadra – gli All Blacks – che pur dominando sono usciti incredibilmente sconfitti e la risposta che si è dato è che le cose non sono andate in maniera regolare e che l’IRB avrebbe dovuto aprire un’approfondita inchiesta, cosa che però non è mai stata fatta.
Henry nel libro dice che rivedendo le immagini della partita è dovuto correre in bagno a vomitare e si chiede come mai l’International Borad non fece nulla per una cosa che in altri sport avrebbe destato scandalo.

Nel libro Henry rivela anche che Richie McCaw nella finale della RWC 2011 smise di seguire gli indirizzi che arrivavano dalla panchina e che nell’ultima mezz’ora fece sostanzialmente di testa sua. Chissà cosa sarebbe successo se la Francia avesse vinto… (e mi chiedo nel giro di quanti anni vedremo McCaw nel ruolo di ct tuttonero).