Parisse e compagni francesi nella nuova casa dello Stade. E Guazzini rosica

Lo stadio Jean Bouin è la casa dello Stade Francais. Da due anni è interessato da una serie di lavori che ne cambieranno completamente l’aspetto, una struttura totalmente moderna e multifunzionale che potrà accogliere 20mila persone (157 milioni di euro i costi). L’inaugurazione è prevista per la prossima primavera. Giovedì pomeriggio i giocatori dello Stade sono andati a visitarlo: è un cantiere aperto, ma si iniziano a intuire le “forme” definitive. Con i giocatori c’era ovviamente la dirigenza e il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, che l’ha definito un oggetto d’arte.
A rovinare in parte l’atmosfera è stato l’ex proprietario del club parigino, Max Guazzini. Che su twitter ha scritto “Moi je n’ai jamais été invité à visiter le chantier du nouveau stade de rugby(Jean Bouin)pour lequel je me suis battu si fort pendant 10 ans” (traduco: nessuno mi ha mai invitato a visitare i cantieri per il nuovo stadio di rugby per il quale mi sono battuto con vigore per 10 anni). Un po’ piccato e offeso, ma forse tutti i torti non li ha.

Video: Top 14, la spettacolare follia di Lucas Amorosino

Il placcaggio sbagliato di Salviac sulla première dame: licenziato il giornalista francese

“A tutte le mie colleghe dico: fate sesso utile, avrete una chance di diventare première dame”. Probabilmente una battuta, nulla di più, ma che è diventata un boomerang per Pierre Salviac, giornalista ovale della radio francese RTL. Pubblicato su Twtter è diventato subito un caso, anche perché il riferimento a Valerie Trierweiler era smaccato. E Valerie, giornalista politica, è la compagna del neopresidente francese Francois Hollande.
Salviac si è subito scusato, ma non è servito a nulla e il suo editore Jacques Esnoux, lo ha prima condannato pubblicamente, poi licenziato in tronco.
A pesare anche i precedenti di Salviac, che a gennaio aveva pesantemente sbeffeggiato la comunità gay dopo la diffusione di un sondaggio secondo il quale il 63% dei francesi fosse favorevole a una legge che regolamentasse le coppie gay.
Allora era bastata una lavata di capo, oggi il 65enne ha perso il lavoro.

A Roma un po’ di rugby per placcare il bullismo

Ricevo e pubblico

Sui campi del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” all’Acquacetosa di
Roma, dopo cinque mesi di lavoro e poco meno di cento ore in aula, in palestra e sul
campo, si è concluso, con il tradizionale torneo finale l’edizione 2012 di “Fare Squadra
per Vincere. Il rugby scende in campo contro il bullismo”.
Trecento, tra ragazzi e ragazze, provenienti dalle prime classi delle scuole superiori di
cinque istituti della Provincia di Roma dove si è svolto il progetto, divisi in una ventina
di squadre, hanno partecipato al tradizionale torneo di “touch rugby. Per la cronaca,
ha vinto l’Istituto tecnico Pacinotti di Roma

“Fare Squadra per Vincere” è partito nel 2009 con la finalità di portare i valori morali
di uno sport di squadra per eccellenza, come il rugby, nell’ambiente scolastico, come
antidoto al fenomeno del bullismo.
Nei quattro anni di vita “Fare Squadra per Vincere” ha interessato, a Roma, una
trentina di scuole e circa 2mila ragazzi, per oltre cinquecento ore di attività. Il
progetto, nato da un’idea di Erreottanta Comunicazione, ha beneficiato del contributo
della Provincia di Roma, del patrocinio della Federazione Italiana Rugby e del supporto
tecnico della S.S. Lazio Rugby 1927. Da quella prima edizione il progetto si è evoluto
di anno in anno, grazie anche alla grande esperienza maturata sul campo, fino ad
arrivare, oggi, a essere un modello perfettamente in linea con quelle che sono le
esigenze e le problematiche dei ragazzi nella difficile fase adolescenziale.

La finalità di “Fare Squadra per Vincere Il rugby scende in campo contro il bullismo” è
quella di creare o rinforzare lo spirito di squadra tra i ragazzi, portando nella scuola i
valori “morali” fondamentali del rugby: lo spirito di squadra, il rispetto per il
compagno e per l’avversario, il concetto di uno sforzo comune per il raggiungimento
dell’obiettivo comune. Solo in gruppo si possono raggiungere obiettivi importanti.

Contrapposizione, dunque, del gruppo e della squadra, al “bullo” e alla prevaricazione
sui più deboli.
L’iniziativa è rivolta ai ragazzi dei primi due anni delle scuole superiori; il passaggio tra
la scuola media inferiore e quella superiore, infatti, è il momento in cui iniziano a
presentarsi eventuali fenomeni di bullismo e, di conseguenza, il disagio diventa
evidente. Il progetto si è svolto attraverso una serie d’incontri periodici con gruppi di
studenti, nelle cinque scuole, portati avanti da formatori, psicologi e da un gruppo di
allenatori della S.S. Lazio Rugby 1927. Il torneo tra le varie squadre, formate da
ragazze e ragazzi è la fase finale del progetto e del percorso formativo.
Per il torneo i “gruppi-classe” sono stati suddivisi in squadre di “touch – rugby”, con 7
giocatori e su campi di dimensioni ridotte rispetto a quelle normali. Nel “touch-rugby”,
al placcaggio viene sostituito il tocco dell’avversario, “con questo tipo di gioco –
spiega Victor Jimenez, allenatore della SS Lazio Rugby 1927 e direttore tecnico del
Progetto – le squadre possono essere costituite, indifferentemente, da ragazze e
ragazzi, puntando, oltre che a una partecipazione davvero piena, anche al
superamento di un’errata idea che il rugby sia uno sport prettamente maschile e
violento”.
A premiare i ragazzi e a partecipare con loro al tradizionale “terzo tempo”, l’Assessore
della Provincia di Roma alle Politiche del Turismo, Sport e Gioventù, Patrizia
Prestipino che, sin dalla prima edizione, ha appoggiato con grande entusiasmo il
progetto, voluto fortemente dal Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, grande
appassionato di rugby.

Pro12, Ospreys e Munster si giocano la finalissima

Venerdì sera a Swansea la prima semifinale della Pro12. Shane Williams saluta i suoi tifosi per l’ultima volta – e stavolta è davvero l’ultima… – e con i suoi Ospreys cercherà di battere il Munster giunto alla fine di un ciclo e che fa rivedere in panchina Ronan O’Gara

Ospreys: 15 Richard Fussell, 14 Hanno Dirksen, 13 Andrew Bishop, 12 Ashley Beck, 11 Shane Williams, 10 Dan Biggar, 9 Kahn Fotuali’i, 8 Joe Bearman, 7 Justin Tipuric, 6 Ryan Jones, 5 Ian Evans, 4 Alun-Wyn Jones, 3 Adam Jones, 2 Richard Hibbard, 1 Paul James.
Replacements: 16 Scott Baldwin, 17 Ryan Bevington, 18 Aaron Jarvis, 19 James King, 20 Tom Smith, 21 Rhys Webb, 22 Matthew Morgan, 23 Tom Isaacs.

Munster: 15 Felix Jones, 14 Johne Murphy, 13 Keith Earls, 12 Lifeimi Mafi, 11 Simon Zebo, 10 Ian Keatley, 9 Conor Murray, 8 Peter O’Mahony, 7 Tommy O’Donnell, 6 Donnacha Ryan, 5 Mick O’Driscoll, 4 Donncha O’Callaghan, 3 BJ Botha, 2 Mike Sherry, 1 Wian du Preez.
Replacements: 16 Denis Fogarty, 17 Dave Kilcoyne, 18 Stephen Archer, 19 Dave O’Callaghan, 20 Paddy Butler, 21 Tomas O’Leary, 22 Ronan O’Gara, 23 Ian Dineen.

Date: Friday, May 11
Kick-off: 19:35 BST
Venue: Liberty Stadium
Referee: Alain Rolland (IRFU)
Assistant Referees: Nigel Owens (WRU), Marius Mitrea (FIR)
Citing Commissioner: Gwyn Bowden (WRU)
TMO: Nigel Whitehouse (WRU)