“Conosce tutte le nostre tattiche e le strategie, conosce perfettamente tutti i nostri giocatori. Secondo me sarebbe da pazzi non chiederglielo”. Il soggetto che parla è Jake White, ct campione del mondo del 2007 con il Sudafrica e oggi alla guida dei Brumbies. E a chi si riferisce White? A Stephen Larkham, 102 caps con l’Australia, tre mondiali giocati e uno vinto (1999), ben 12 stagioni giocate con la maglia della franchigia di Canberra. Insomma, un gigante, che però si è ritirato nel 2010. Oggi il 37enne ex giocatore fa l’allenatore dei trequarti proprio ai Brumbies che devono affrontare una vera e propria epidemia tra le aperture. Il primo ad andare ko è stato Matt Toomua, seguito poi dal suo sostituto Christian Lealiifano. Lo stop per entrambi è molto lungo. E così White sta pensando di richiamare Larkham per 3 o 4 partite: “Non voglio forzarlo – precisa White al The Canberra Times – ma quando due aperture si infortunano devi uscire un po’ dal recinto. Se mi dirà di sì, diamine, lo farò giocare subito”.
Giorno: 9 Maggio 2012
Da Padova a Rovigo: si riforma la coppia Presutti-Polla Roux?
Il rumors arriva piuttosto forte dal Veneto. Forte perché sembra esserci anche l’arrosto oltre il proverbiale fumo e perché la notizia sarebbe davvero di quelle fragorose. La coppia Presutti-Polla Roux di petrarchina memoria potrebbe riformarsi… a Rovigo.
Dopo il ko con Calvisano nella semifinale d’Eccellenza le voci di una separazione tra Rovigo e Polla Roux stavano montando, ma ora l’ipotesi dell’arrivo di Presutti rimescola parecchio le carte e l’attuale tecnico rossoblu potrebbe decidere di rimanere.
Decisivo sarà fare un po’ di chiarezza al più presto a Rovigo, dove il caos regna sovrano dopo l’annunciato addio del presidente Zambelli e dove anche la conferma di Alejandro Canale quale direttore sportivo sarebbe tutt’altro che scontata.
Test-match nelle Americhe: come comprare i biglietti per Pumas, Canada e USA
Tra meno di un mese gli azzuri inizieranno il tour estivo che li porterà a giocare tre partite lungo tutto il continente americano. La prima il 9 giugno a San Juan in Argentina, poi trasferimento in Canada, a Toronto. Qui il 15 giugno è in programma la sfida ai padroni di casa. Infine il 23 giugno a Houston contro gli USA.
Un viaggio tanto bello quanto impegnativo per le tasche e le possibilità dei tifosi azzurri. Ad ogni modo, per i fortunati che hanno una mezza idea di esserci, vi lascio i link dove acquistare i biglietti.
Per Argentina-Italia cliccate qui
Per Canada-Italia cliccate qui
Per USA-Italia cliccate qui
Chiudere le porte prima che i dragoni scappino. Parola di boss gallese
“Vogliamo tenere i nostri migliori giocatori in patria? Dobbiamo introdurre il bando per la nazionale per chi gioca all’estero”. Idee semplici e molto chiare quelle esposte dal boss degli Ospreys Andrew Hore. Il Galles è alle prese con la fuoriuscita di molti dei suoi migliori elementi verso lidi più ricchi, Francia soprattutto. Parlo di Mike Phillips (Bayonne), James Hook (Perpignan) e Lee Byrne (Clermont Auvergne) e altri potrebbero seguirli presto.
Dalla prossima stagione il Galles introdurrà un salary cap di 3,5 milioni di sterline per ognuna delle sue franchigie, ma questo non è un problema per Hore perché “quel tetto potrà essere aumentato o diminuito in futuro. Anche se io ovviamente spero che si alzi”.
E allora ecco la soluzione: in nazionale giocano solo i giocatori che militano nelle squadre gallesi. D’altronde Australia e Nuova Zelanda non fanno lo stesso?
Dan Carter e quel numero 10 che sembra scappare. Anche negli All Blacks
Il numero 10 più forte del mondo, o giù di lì, può perdere il suo posto? Pare proprio di sì. In Nuova Zelanda infatti si sta discutendo della possibilità di spostare nientepopòdimenoche Dan Carter dal ruolo di mediano d’apertura a primo centro. Una posizione in campo che Dan sta ricoprendo anche nei Crusaders da quando è rientrato dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi e fatto perdere mezzo Mondiale.
A spingere verso questa soluzione una ancora non perfetta condizione del giocatore soprattutto per quanto riguarda i calci.
E Carter sarà sempre Carter, ma la concorrenza per la maglia numero 12 tra gli All Blacks è serratissima, con due nomi su tutti: Ma’a Nonu e Sonny Bill Williams. Vero che il secondo è più ecclettico e che il primo non sta giocando la sua stagione migliore, ma insomma..
Il neoct tuttonero Steve Hansen parla apertamente di questa possibilità, vedremo le sue scelte.
