Niente guantoni per SBW, il suo avversario si è fatto arrestare

L’8 febbraio Sonny Bill Williams era atteso sul ring della Claudelands Arena di Hamilton, Nuova Zelanda. Lì avrebbe dovuto incrociare i guantoni con Richard Roretana Tutaki. Era, avrebbe… Perché – notizia delle ultime ore – il match è stato spostato a data da destinarsi per via dell’arresto di Tutaki. Il pugile non si è infatti presentato in tribunale a Auckland in un processo a suo carico per una vicenda di droga (era stato pescato con metanfetamina, ma tra i reati di cui è accusato c’è anche la guida pericolosa, resistenza a pubblico ufficiale, falso ideologico, possesso di strumenti per l’uso di droga).
In teoria il match si potrebbe probabilmente combattere a fine febbraio, ma in quei giorni inizia il Super Rugby 2012…

UPDATE: dalla Nuova Zelanda arriva la notizia che il match si dovrebbe comunque tenere nella data prevista ma con un altro pugile, ancora da definirsi

Challenge Cup: il Brive passeggia sull’Agen (50-13) ed è sempre più primo

Sette mete dei padroni di casa sommergono l’Agen e lanciano il Brive in testa al gruppo 5. Ora i Sale Sharks devono mettersi a correre se vogliono sperare di passare il turno.

FRI – 13TH JAN 12
19:00 Amlin Challenge Cup Pool 5 Brive 50 – 13 Agen

Heineken Cup: l’Ulster spazza via i Tigers (41-7), Edimburgo beffa il Racing (27-24)

Venerdì di anticipi con gare spettacolari.
Un Ulster fantastico trita il Leicester di Castrogiovanni che abbandona così le speranze di passare il turno come prima classificata. Partita a senso unico, dopo un inizio più equilibrato.
Racing Metro sconfitto in casa da Edimburgo all’ultimo secondo da un drop di Phil Godman. Partono bene gli scozzesi che prendono il largo, i parigini non mollano e riprendono in mano il pallino ma alla fine la spuntano gli ospiti.

FRI – 13TH JAN 12
20:00 Heineken Cup Pool 2 Racing Metro 92 24 – 27 Edinburgh
20:00 Heineken Cup Pool 4 Ulster 41 – 7 Leicester
20:00 Heineken Cup Pool 5 Ospreys 44 – 17 Benetton Treviso

Heineken Cup: Ospreys a tutta forza e una Treviso solo a sprazzi, finisce 44-17

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Sconfitta preventivabile arrivata al Liberty Stadium di Swansea per il Benetton Treviso, che subisce la mancanza di stimoli e l’eccessiva motivazione di vittoria del team gallese.
Parte male il Benetton Treviso, che prova ad attaccare con i trequarti, ma il passaggio di Kris Burton viene letto bene da Bowe, ala della Nazionale Irlandese, che intercetta e vola in meta al 3′. La trasformazione di Biggar porta subito a 7 i gallesi, tuttavia Burton riduce il gap un paio di minuti più tardi, con un piazzato dai ventidue avversari, ma nuovamente Biggar centra i pali per il 10-3 dopo i primi dieci di gioco.
La reazione biancoverde nasce, un po’ come la meta degli Ospreys, da un errore in attacco. Bowe buca nuovamente la difesa ospite, ma sull’azione successiva i gallesi perdono palla.
La recupera Edoardo Gori che vola in meta, resistendo anche al ritorno di capitan Tipuric. Burton trasforma e pareggia i conti.
Gli Ospreys hanno, tuttavia, bisogno di vincere per continuare a mantenere vive le speranze di passaggio del turno e tornano ad allungare con un piazzato di Biggar.
Al 19′, poi, seconda meta degli Ospreys, con Webb che trova un varco tra Burton e Pratichetti e s’infila, riciclando poi per Beck che arriva fino in fondo, resistendo anche al placcaggio di Brendan Williams. Il centro si ripete poi al 32′ dopo una buona resistenza difensiva dei Leoni. A bucare la difesa è stavolta Bishop che corre bene e trova il sostegno del compagno di reparto. 25-10, risultato con cui si conclude il primo tempo.

Nella ripresa, gli Ospreys cercano subito la quarta meta che può valere il bonus e vanno in rimessa laterale in due occasioni da calci di punizione. Dal secondo tentativo nasce una bella azione che porta oltre la linea Bowe, ma l’ala è tenuta alta da Tommaso Iannone e Brendan Williams, come ravvisa il Tmo. Dalla mischia successiva ai cinque metri, tuttavia, è forte la spinta del XV di Swansea che produce la meta tecnica che vale il punto aggiuntivo in classifica. I biancoverdi devono ora fare la partita per cercare una difficile rimonta, ma riescono anche a segnare la seconda meta.
Buoni gli attacchi continui e veementi dei trevigiani, che hanno un buon break con Valerio Bernabò, sostenuto poi da Franco Sbaraglini ed infine da Gonzalo Padrò che schiaccia oltre la linea. Botes trasforma: 32-17. Al 29′ della ripresa, gli Ospreys allungano ulteriormente, dopo una bella azione di Morgan, viziata forse da un passaggio in avanti, che manda in meta Fotuali’i.
Nel finale arriva nuovamente una meta tecnica che fissa lo score sul 44-17, grazie anche alla trasformazione di Morgan.

MARCATORI: pt 3′ Bowe meta tr. Biggar; 5′ Burton p.; 9′ Biggar p.; 12′ Gori meta tr. Burton; 17′ Biggar p.; 19′ Beck meta; 32′ Beck meta tr. Biggar; st 6′ meta tecnica Ospreys tr. Biggar; 11′ Padrò meta tr. Botes; 29′ Fotuali’i meta; 38′ meta tecnica Ospreys tr. Morgan.
OSPREYS: Davies; Bowe (st 31′ Isaacs), Bishop, Beck, S. Williams; Biggar (st 22′ Morgan), Webb (st 220 Fotuali’i); Bearman (st 12′ Thomas), Tipuric, T. Smith; Evans, Gough (st 31′ O’Toole); A. Jones (st 15′ Jarvis), Hibbard (st 7′ Bennett), James (st 7′ Bevington). All. Holley.
BENETTON TREVISO: B. Williams; Nitoglia, Sgarbi, Pratichetti (st 14′ Semenzato), Iannone; Burton (st  4′ Botes), Gori (st 37′ Van Zyl); Filippucci (st 25′ Picone), Zanni, Derbyshire (pt 17′ Vermaak); Bernabò, Padrò; Cittadini (st 4′ Fernandez  Rouyet; st 34′ Cittadini), Sbaraglini, Rizzo (st 4′ Allori). A disp.: Van Zyl. All. F. Smith.
ARBITRO: Doyle della Federazione Inglese.
NOTE: pt 25-10; spettatori: 5411; Heineken Man of the Match: Ashley Beck (Ospreys); calciatori: Ospreys (Biggar 5/6, Morgan 1/2), Benetton Treviso (Burton 2/2; Botes 1/1); punti in classifica: Ospreys 5, Benetton Treviso 0.

Obama “è una puttana”, la Germania è nazista e Cameron… Rory Lamont si sfoga con Twitter

Barack Obama, David Cameron, le banche e Angela Merkel. Cosa hanno in comune questi tre personaggi? Parecchio, ma per quello che ci riguarda l’elemento che li tiene assieme è scozzese, ha quasi 30 anni, fa il rugbista di professione e di nome fa Rory Lamont. I tre infatti sono finiti sotto gli strali del nazionale scozzese che via Twitter li ha impacchettati ben bene.
Cominciamo dal presidente americano. Lamont, parlando di Ron Paul – uno dei candidati alle primarie repubblicane che si stanno tenendo negli Stati Uniti, si è detto speranzoso della sua nomination per la corsa alla Casa Bianca perché “non lavora per Wall Street come quella puttana di Obama”.
Questo qualche giorno fa. A marzo invece Rory se l’è presa con Cameron, che doveva “ridurre al silenzio” al più presto Muammar Gheddafi.
E pensate che le banche e la Germania potevano passarla liscia? No, ovviamente, perché la crescita della Germania in questi di mesi di crisi è come la crescita della Germania del Terzo Reich.
la Federazione scozzese ha definito “inappropriato” il linguaggio di Lamont e si è scusata. Scuse sono arrivate anche dal giocatore, che è nel gruppo per il Sei Nazioni.