Si chiamano Laureus World Sports Awards 2012, una cinquantina di grandi campioni del passato di ogni disciplina ora sceglieranno i vincitori, che saranno poi premiati il prossimo 6 febbraio a Londra. Da segnalare che l’intero incasso della serata sarà evoluti alla Laureus Sports for Good Foundation.
Tra le nomination c’è di tutto: si va da Messi a Bolt, da Djokovic a Vettel.
Tre le presenze ovali: gli All Blacks che corrono per la categoria “Laureus World Team of the Year” (se la devono vedere con il Barcellona, i Dallas Mavericks campioni NBA, la nazionale inglese di cricket, quella femminile di calcio giapponese – prima squadra asiatica a vincere la Coppa del Mondo FIFA – e la Red Bull.
Seconda presenza rugbistica, e neozelandese, è nella categoria “Laureus World Comeback of the Year”. Si tratta dei Crusaders, perché 2giunti in finale nel Super 15 nonostante il terremoto di Christchurch”. Con loro anche i Reds, “vincitori del Super 15 nonostante le alluvioni nel Queensland”.
Giorno: 15 dicembre 2011
Volontari al Sei Nazioni? Sono già 500…
Enorme successo per il programma volontari lanciato nei giorni scorsi dalla FIR in vista dello sbarco dell’RBS 6 Nazioni allo Stadio Olimpico di Roma. In pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni per partecipare come volontario FIR all’organizzazione dei due incontri interni degli Azzurri di Brunel nel Torneo sono infatti quasi cinquecento gli appassionati di tutte le età, provenienti da ogni parte del Paese, ad aver garantito la propria disponibilità ad impegnarsi l’11 febbraio in occasione della visita dell’Inghilterra o il 17 marzo per il turno conclusivo del 6 Nazioni, contro la Scozia.
“Volontari-amente al 6 Nazioni” – questo il nome del programma – ha dunque superato in soli otto giorni il numero di adesioni totali avute in occasione dell’edizione 2011 dell’RBS 6 Nazioni, ma l’iniziativa non si ferma e, sino al 22 gennaio, collegandosi alla home page di Federugby.it o alla pagina facebook ufficiale della FIR (facebook.com/federugby) sarà possibile richiedere di partecipare al programma volontari per il 6 Nazioni 2012
Un passo alla volta, il comandamento di Totò l’Airone
Doppio allenamento quest’oggi per gli Aironi al Lavadera Village, dove domani pomeriggio alle 17 la squadra svolgerà il Captain’s run prima di partire per Monza dove sabato pomeriggio alle 14,30 (diretta Sky Sport) è in programma la sfida contro gli irlandesi di Ulster per il quarto turno della fase a gironi di Heineken Cup.
Per gli Aironi si tratta del ritorno ad un impegno casalingo dopo quattro trasferte consecutive tra coppa e RaboDirect PRO12. “Tornare a giocare in casa dopo un mese in viaggio è sicuramente una grande opportunità”, spiega il pilone degli Aironi Salvatore Perugini.
“E’ l’occasione per fare un altro passo in avanti nella costruzione della squadra, un obiettivo per cui stiamo lavorando e per cui continueremo a lavorare. Siamo finalmente di nuovo in casa, davanti al nostro pubblico che ci ha sempre sostenuto e per questo dobbiamo solo ringraziarli, e questa è un’altra nota positiva su cui dobbiamo appoggiarci. Siamo confidenti perché iniziamo una serie di partite molto importanti per il futuro”.
La partita con Ulster sarà il settimo confronto tra le due squadre in poco più di un anno, il secondo consecutivo dopo il 31-10 con cui gli irlandesi si sono imposti a Ravenhill venerdì scorso: “Sappiamo che squadra è Ulster. Sono solidi e competitivi e vogliono migliorare il risultato dell’anno scorso quando sono arrivati ai quarti di finale, e questo già dice molto sull’atteggiamento che avranno in campo”.
Per Perugini si prospetta un nuovo duello in prima linea con John Afoa, l’ex pilone degli All Blacks con cui Totò ha una sfida aperta dalla lunga serie di mischie nei 5 metri neozelandesi nel finale di Italia-Nuova Zelanda del novembre 2009 davanti agli 80mila di San Siro: “La mischia sarà importante come tante altre fasi del gioco. Sappiamo che sarà una partita dura, ma sappiamo anche che venerdì scorso abbiamo fatto vedere buone cose a cui dobbiamo dare continuità per costruire una buona prestazione anche a Monza”.
Cose che dicono gli All Blacks quando sono a Milano
Appunti sparsi di un paio d’ore passate con Richie McCaw, Ali Williams, Israel Dagg e Samuel Whitelock
Puro sollievo, ho provato puro sollievo. Pensavo di essere felice, ma la felicità è arrivata solo in un secondo momento.
(Richie McCaw su cosa ha provato subito dopo il fischio finale della sfida iridata con la Francia).
L’atteggiamento della Francia durante la nostra haka? Non ci hanno dato particolare fastidio, con la Francia c’è una storia fatta di duri combattimenti e di valori condivisi. Prima del match ho cercato di dire le stesse cose che dico di solito, cioé di giocare bene e di entrare a muso duro, anche se si trattava della partita più importante della vita”.
(Richie McCaw)
Cosa vi siete regalati dopo la vittoria mondiale?
McCaw, Dagg e Samuel Whitelock in coro: “Ancora nulla”. Ali Williams: “Birra, un sacco di birra”.
”Ci aspettiamo di essere allenati da Steve Hansen, ci sembra normale e ci conosce benissimo. Certo ci sono altri bravi allenatori che potrebbero stare sulla panchina all blacks, ma un’altra nomina ci stupirebbe parecchio”.
(Domanda sul prossimo ct neozelandese. Risposta univoca anche quando sentiti separatamente, evidentemente concordata)
Siete stati al matrimonio di Dan Carter? Rispono Dagg e McCaw: “Certo”. E cosa gli avete regalato? “Una macchinetta per il caffé, ne aveva bisogno”
Che cosa si mangia a casa tua? Sam Whitelock, quattro rugbisti in famiglia non ha dubbi: Viviamo in campagna, abbiamo delle mucche. Sarà il latte…”
Domanda del sottoscritto a McCaw: “Che ne pensi dell’ipotesi di vendita della licenza per almeno 4 delle 5 franchigie neozelandesi a capitali stranieri?”
Risposta: “Da un lato perderemmo il controllo, dall’altro entrerebbero molti soldi che servirebbero a tenere alto il livello del nostro movimento. E’ una questione di bilanciamento. Bisogna capire se e quanto ne possa valere la pena. La federazione neozelandese fa bene a prendere in considerazione l’ipotesi”. Questo farà strada anche dopo aver smesso di giocare…
A proposito di giocare, Richie, quando rientri? “A metà marzo sarò pronto, non dovrebbero esserci problemi per i test di giugno. Cert, se il nuovo ct mi vorrà…”
Diplomatico poi, McCaw, quando gli si chiede se c’è qualche giocatore italiano che stima particolarmente: “Il rugby è uno sport di squadra”.



