L’IRB ha premiato la foto dell’anno. L’ha scattata Andrew Cornaga durante la sfida iridata tra Nuova Zelanda e Argentina. A questo link le altre foto premiate
Giorno: 14 dicembre 2011
Huget all’antidoping con il fiato sospeso, rischia due anni
L’appuntamento è per giovedì mattina a Parigi, negli uffici dell’AFLD (Agence française de lutte contre le dopage). Yoann Huget, giocatore 24enne del Bayonne, conoscerà infatti il suo destino.
I fatti. La scorsa stagione l’ala per ben tre volte non si è sottoposto al controllo antidoping. La federazione francese lo ha sospeso per tre mesi, facendogli di fatto perdere il Mondiale, ma ora siamo giunti al dunque. Huget, che ha ripreso a giocare da poche settimane, rischia fino a due anni di sospensione.
Uno stadio per i Crusaders, l’odissea non è ancora finita
Sembrava tutto finalmente risolto con il trasferimento al Rugby League Park, in attesa di conoscere il destino definito dell’AMI Stadium. Invece per la franchigia neozelandese di Christchurch potrebbe non essere ancora finito il pellegrinaggio post-terremoto.
I lavori di ristrutturazione al Rugby League park sono infatti un po’ in ritardo e potrebbero non essere terminati per l’inizio del Super Rugby. E i Crusaders potrebbero anche essere costretti a cercare una nuova “casa”, anche se solo per qualche partita.
La RFU trova un nuovo boss: la patata bollente tocca a Ian Ritchie
La federazione inglese vede la luce in fondo al tunnel. Ian Ritchie è il nuovo chief executive della RFU e va a riempire così il vuoto lasciato da John Steele.
Si tratta di un manager esperto che arriva dai livelli più alti del tennis professionistico e con un passato anche nel calcio e da direttore dello stadio di Wembley.
Pigotte Unicef e Aironi, per un sabato solidale
In occasione della partita di sabato pomeriggio alle 14,30 allo stadio Brianteo di Monza i tifosi degli Aironi e dell’Ulster avranno la possibilità di compiere una buona azione. All’interno della tensostruttura nel villaggio dei tifosi sarà infatti presente il banchetto di Unicef con le Pigotte, le bambole simbolo del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia.
La Pigotta è una bambola di pezza, una bambola speciale che può salvare la vita di un bambino in un paese in via di sviluppo. Le Pigotte in dialetto lombardo erano le bambole di pezza del dopoguerra; oggi sono le bambole dell’Unicef, uniche ed irripetibili. Con una donazione minima di 20 € tutti possono adottare una Pigotta e sostenere l’Unicef e i suoi programmi salvavita dell’Africa centrale e occidentale.
Ogni giorno infatti, nel mondo muoiono 22.000 bambini sotto i 5 anni per cause che possono essere facilmente prevenute o curate. L’Unicef vuole arrivare a zero. Da qui nasce appunto la campagna “Vogliamo Zero”.
Il 40% dei bambini muore per varie complicazioni neonatali, mentre le principali cause “dirette” di decesso nei primi 5 anni di vita sono: polmonite e altre infezioni respiratorie acute (18%); diarrea (15%); malaria (7%); morbillo (4%); incidenti e ferite (4%); AIDS (2%), oltre a diverse altre cause (10%). Oltre un terzo delle morti infantili ha come causa concomitante la malnutrizione materna e infantile.
Una Pigotta rappresenta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita.
Con la sua adozione, l’Unicef può garantire a un bambino in Africa una serie di interventi salvavita che prevedono cure mediche, acqua potabile, alimenti terapeutici, zanzariere antimalaria.
La Pigotta infatti finanzia un pacchetto di interventi chiamato ACSD (Accelerated Child Survival and Development) capaci di salvare la vita di oltre 396.000 bambini in Benin, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Guinea Bissau, Senegal e Togo. Si tratta di un’azione capillare e integrata per arrivare fino ai villaggi più remoti e garantire alle popolazioni locali alimenti terapeutici, vaccini, zanzariere, sali reidratanti, assistenza alla gravidanza e al parto oltre che interventi di educazione sanitaria e nutrizionale.


