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Da Parma al Congo, un aiuto ovale

da repubblica.parma.it

Gran Parma, Amatori Parma, Farnese Rugby, Rugby Colorno sono i nomi delle società coinvolte da Manuela Bambozzi del Master MOSS dell’Università di Parma per donare materiale da gioco usato ai ragazzi del Congalie Rugby Club di Pointe Noire, in Congo. (…)
I ragazzi del Congalie avevano consumato le divise ricevute nel corso degli anni precedenti, avute sempre tramite donazioni di appassionati e squadre italiane, anche di calcio. In condizioni estreme il materiale si usura velocemente, inoltre i ragazzi crescono e quindi servono sempre altri capi.

Come nasce il rugby in Congo? Paolo Familiari ex-giocatore trasferitosi per motivi di lavoro in Congo, per tenersi in forma si allenava in spiaggia. Ben presto ha raccolto un centinaio di ragazzi incuriositi da cosa fosse il rugby e li ha riuniti nella squadra del Congalie (Congo più Italie) che ha partecipato a tre tornei di mini-rugby in Italia nel 2003 (Treviso e Piacenza) e 2004 (Milano), grazie a donazioni che hanno coperto le spese dei voli, trasferimenti, vitto, alloggio ed equipaggiamento. L’avventura continua ancora e i ragazzi sono circa 80, di età compresa tra i 9 e i 21 anni. Familiari paga loro la scuola – in Congo sono a pagamento anche quelle pubbliche – fino al termine delle superiori e cerca di recuperare materiale sportivo permettere loro di continuare a giocare. (…)
I ragazzi più grandi hanno dato vita a due squadre che disputano il campionato del Congo: Congalie e Racing (seconda squadra del Congalie). Affrontano quella degli espatriati francesi (i Barbars) e quella formatasi nella capitale Brazzaville (Black Star Mvou-Mvou). Nel 2008 è nata la Federazione locale e oggi buona parte dei giocatori del Congalie fa parte della Nazionale, che ha disputato nel luglio 2010 scorso il suo primo torneo in Nigeria.

RWC: tutte le classifiche aggiornate

Oggi si è giocata solo Italia-Russia (53-17)

ation 2011 Rugby World Cup Standings Pool A
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
New Zealand 2 2 0 0 124 17 107 2 10
France 2 2 0 0 93 40 53 2 10
Canada 2 1 0 1 44 66 122 0 4
Japan 2 0 0 2 28 47 -102 0 0
Tonga 2 0 0 2 30 66 -36 0 0

 

Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool B
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
England 2 2 0 0 54 19 35 1 9
Scotland 2 2 0 0 49 30 19 1 9
Argentina 2 1 0 1 52 21 31 2 6
Georgia 2 0 0 2 16 56 -40 0 0
Romania 2 0 0 2 32 77 -45 0 0

 

Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool C
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
Ireland 2 2 0 0 37 16 21 0 8
Australia 2 1 0 1 38 21 17 1 5
Italy 2 1 0 1 70 49 21 1 5
USA 2 1 0 1 23 28 -5 0 4
Russia 2 0 0 2 23 66 -43 1 1

 

Nation 2011 Rugby World Cup Standings Pool D
Games Points
P W D L PF PA PD BP Ttl
South Africa 2 2 0 0 66 22 44 1 9
Samoa 2 1 0 1 59 29 30 2 6
Wales 2 1 0 1 33 27 6 1 5
Fiji 2 1 0 1 52 74 -22 1 5
Namibia 2 0 0 2 37 98 -61 0 0

Video: il diario del giorno di Italia-Russia

L’Italia, la Russia e l’eterna arte di farsi del male da soli

Dice: “Ma nel secondo tempo il nostro approccio alla partita non è stato quello giusto. Abbiamo concesso troppo alla Russia e preso troppe mete”. Questa un po’ l’aria che si respira dopo il 53 a 17 di questa mattina. Insomma, bravi ragazzi, però potevate fare meglio, non si può mai contare su di voi fino in fondo.
Ora, tutto vero. L’Italia del secondo tempo visto a Nelson contro la Russia non era concentrata quanto quella della prima frazione. Determinata alla stessa maniera forse, ma non concentrata uguale. E tre mete concesse a questi russi sono sì un po’ troppe.

Però. Io non so quanti di voi avrebbero scommesso fino a un secondo prima del kick-off su un punto di bonus – leggi quattro-mete-quattro – conquistato in 22 minuti o giù di lì. Nove mete l’Italia ai Mondiali non le aveva mai segnate e non riesco a ricordare quando le ha fatte l’ultima volta tout court. L’approccio alla gara nei primi 40 minuti è stato esemplare: determinati e carichi il giusto, concentrati e cinici, senza quella voglia di strafare e spaccare il mondo che spesso ci contraddistingue. Una voglia che spesso ci ha portato a figuracce e batoste. Com’è che le chiamiamo? Vittorie onorevoli.
Poi succede che si va al riposo sul 38 a 7 (con meta russa arrivata su errore nostro mentre eravamo in 14 per il giallo a Ongaro), cioè partita finita con i 5 punti già in tasca.
Credo sia normale tornare in campo senza aver troppa voglia di spaccare il mondo, visto che oltretutto ci aspettano ancora due partite. Almeno due, speriamo di più.
Nel secondo tempo si è sicuramente registrato qualche errore di troppo. Tanto per dire, la marcatura di Ostroushko è veramente da babbi. Però puntare il dito su questo e mettere da parte il resto mi sembra autolesionistico e ingiusto. Potrà forse servire a scrivere qualche titolo strillato, a fare un po’ di polemiche in stile pallatonda, ma non molto di più.
Non capisco perché non tenersi ben stretto il tanto di buono visto oggi in campo, anche se l’avversario non era certo irresistibile e anche se qualche mancanza di tenuta mentale l’abbiamo sicuramente avuta. senza per questo nascondersi o non affrontare le magagne emerse qua e là.
E se proprio dobbiamo trovare un lato su cui lavorare molto e farci non poche domande, bene, chiediamoci il perché di tutti quei calci da fermo sbagliati. Perché contro l’Irlanda la concentrazione sarà sicuramente al 110% fino all’ultimo secondo, ma un piede poco caldo potrebbe esserci letale.