Evidenze e non di Italia-Russia

Daniela Scalia e Luca Tramonti per SportMediaset…

EVIDENTE
L’Italia deve vincere.

NON EVIDENTE
cambiamenti nella formazione russa non sconvolgono il mondo del rugby e non nascondono grandi scelte tattiche.

Le prime 5 del ranking mondialehanno principalmente il problema della concorrenza interna e della tipologia dei giocatori (“Faccio giocare O’Gara che é una sicurezza al piede o Sexton che mette in moto la linea dei trequarti?” tanto per fare un esempio nel girone italiano). Le minorenni del mondiale invece tendono…

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Italdonne: azzurre in stage a Roma

dall’ufficio stampa FIR

Roma – Si terrà a Parma dal 23 al 25 settembre un raduno di preparazione all’attività internazionale femminile 2011-2012.
Allo stage affidato alle cure dei tecnici azzurri, Andrea Di Giandomenico Daniele Porrino, prenderanno parte quarantacinque atlete di interesse nazionale, alcune di loro alla prima esperienza in azzurro.
Il raduno avrà inizio presso l’impianto di Via Moletolo alle 15.00 di venerdì prossimo per concludersi domenica alle 14.30 al termine dell’ultima sessione di allenamento.

LE ATLETE CONVOCATE

Francesca AGNOLETTI (BENETTON TREVISO)
Ilaria ARRIGHETTI (ASD RUGBY MONZA 1949)
Debora BALLARINI (ASD MUSTANG RUGBY PESARO )
Anna BARBANTI (ASD MUSTANG RUGBY PESARO)
Caterina BARSOTTI (ASD TAURINIA RUGBY)
Jessica BELLI (ASD MUSTANG RUGBY PESARO)
Melissa BETTONI (RED&BLU RUGBY)
Susanna BOLEDI (RUGBY NOCETO)
Giulia BRAGANTE (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Monica BRUNO (ASD TAURINIA RUGBY)
Chiara BUONGIORNO (ASD RUGBY MONZA 1949)
Jessica BUSATO (BENETTON TREVISO)
Lucia CAMMARANO (US RUGBY BENEVENTO)
Susanna CAPELLAZZO (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Carmella CAPOZZI (US RUGBY BENEVENTO)
Giulia CERATO (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Giulia COLANGELI (ASD MUSTANG RUGBY PESARO)
Emma DE NICOLAO (BENETTON TREVISO)
Marta DERA (MODENA RUGBY CLUB ASD)
Giordana DUCA (FRASCATI MINI RUGBY 2001)
Silvia FOLLI (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Lucia GAI (RUGBY RIVIERA DEL BRENTA)
Elisa GIORDANO (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Alessia IEMMI (RUGBY COLORNO)
Elena IZZO (US RUGBY BENEVENTO)
Maria MAGATTI (ASD RUGBY MONZA 1949)
Sara MAGINI (BENETTON TREVISO)
Anita NESPOLI (ASD RUGBY RIVIERA DEL BRENTA)
Luna NICCHI (POL.L’AQUILA RUGBY)
Alessia PANTAROTTO (ASD RUGBY RIVIERA DEL BRENTA)
Viola Maria PAOLOTTI (RED&BLU RUGBY ASD)
Giorgia PEGORER (BENETTON RUGBY TREVISO)
Germana RAPONI (RED&BLU RUGBY)
Paola ROSSETTI (PORDENONE RUGBY)
Elena ROSSETTO (CESIN CUS TORINO)
Dalphine ROTELLINI (POL.L’AQUILA RUGBY)
Ilaria ROVATTI (MODENA RUGBY CLUB ASD)
Valentina RUZZA (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Beatrice SERIOLI (RUGBY CALVISANO S.S.D. ARL)
Sofia STEFAN (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Claudia TEDESCHI (RED&BLU RUGBY)
Nicoletta TOSELLO (BENETTON TREVISO)
Eleonora VAGHI (ASD RUGBY RIVIERA DEL BRENTA)
Valentina VIRGILI (ASD RUGBY MONZA 1949)
Carola ZATTI (VALSUGANA RUGBY PADOVA ASD)


Uenuku – Pieter De Villiers, un provetto antropologo tra i coach

di Stefania Mattana

Che Pieter De Villiers fosse un uomo dalle strabilianti doti poliedriche lo si era compreso da tempo: allenatore degli Springboks, esperto di gossip, eterno polemico nei confronti del gioco All Blacks, fautore della crociata anti off-load e ora anche esperto antropologo. Ebbene sì, chi avrebbe mai pensato che un coach di rugby ne capisse anche di discipline etnologiche? Sono di oggi infatti le parole di De Villiers che espongono una sua interessante (!) teoria: la haka neozelandese sta perdendo il suo significato culturale perché viene eccessivamente riprodotta.
“Per me ci sono troppe haka in giro – ha dichiarato – La haka sta perdendo la sua intensità, la gente sta iniziando ad abituarcisi. Non è più una novità e la gente non la rispetta più”-
Il coach del Sudafrica si riferisce nel dettaglio alle attività ed eventi di contorno legate alla Coppa del Mondo, che logicamente abbracciano gli aspetti della cultura Maori più significativi e noti al grande pubblico. Durante il mondiale, infatti, in tutta la Nuova Zelanda si può assistere a un gran numero di haka, organizzate in maniera diversa e dal differente significato etnologico: dalle danze di benvenuto rigorosamente performate da Maori ai flash mob per strada e nei centri commerciali, fino a giungere alla celebre “Ka Mate” degli All Blacks poco prima dell’inizio dei loro match.
Tutto un danzare complusivo, secondo De Villiers, che minerebbe il significato della haka stessa, facendone perdere l’essenza intrinseca e l’interesse del pubblico nei suoi confronti. “Non si può attraversare la strada senza che qualcuno faccia una haka. Alla fine questo non può che portare ad annoiare chi le guarda”, è stata la sua conclusione finale.

La risposta neozelandese non si è fatta di certo attendere. Malcom Mulholland, ex rugbista Maori, ha dichiarato che non c’è modo più meraviglioso della Haka per illustrare al mondo la cultura indigena kiwi. “Le Haka sono organizzate da Maori e mostrano la nostra cultura. Spesso si fondono con la cultura moderna, e cerchiamo di adattarle ad essa; è un modo per far apprezzare alla gente un pezzo della nostra identità”, sono state le parole di Mulholland. C’è da dire che alcuni tentativi di fondere la modernità con la sacralità della danza Maori per eccellenza hanno lasciato a desiderare: la haka a volte è stata anche strumentalizzata dalla pubblicità, rischiando di farla cadere nel baratro del ridicolo.

Tuttavia, il concetto di De Villiers rimane per me un mistero: la simbologia di un’azione non può perdere la sua forza intrinseca solo per via della sua reiterazione nel tempo, specialmente se il suo “peso” etnologico è spesso e volentieri ben equilibrato rispetto al contesto sociale in cui essa di verifica. A maggior ragione se questa danza diventa un’icona e una forma quasi idealitipica di un’identità che vuole esprimere la sua imprescindibile presenza nell’economia di un evento così importante come la Coppa del Mondo di rugby.
In parole povere, coach De Villiers dovrà studiare un po’ di più se vuole una laurea Honoris Causa in antropologia. O magari mi scrivesse una email, prima di dire certe cose.

Ranking IRB: Sudafrica davanti all’Australia, salto Irlanda e Italia nella top 10

Costa molto all’Australia il ko con l’Irlanda: gli springboks infatti scavalcano i wallabies e si prendono la seconda piazza del ranking mondiale. Due le posizioni guadagnate dall’Irlanda, che ora è al sesto posto davanti a Scozia e Argentina. L’Italia entra nella top ten, per demeriti samoani e alle sue spalle si piazza il sorprendente Canada, che sale di ben tre posizioni scavalcando Giappone, Fiji, Samoa e Tonga.
Dai primi 20 esce infine la Russia, spodestata dal Portogallo.

Position (last week) Member Union Rating Point
1(1) NZLNEW ZEALAND 90.55
2(3)  RSASOUTH AFRICA 86.71
3(2)  AUSAUSTRALIA 84.84
4(4) ENGENGLAND 83.99
5(5) FRAFRANCE 83.78
6(8)  IREIRELAND 82.50
7(6)  WALWALES 80.73
8(7)  SCOSCOTLAND 79.12
9(9) ARGARGENTINA 77.30
10(11)  ITAITALY 73.88
11(14)  CANCANADA 73.74
12(10)  SAMSAMOA 73.59
13(13) JPNJAPAN 71.95
14(15)  FJIFIJI 71.01
15(12)  TGATONGA 70.30
16(16) GEOGEORGIA 70.00
17(18)  USAUSA 66.38
18(17)  ROMROMANIA 65.69
19(20)  NAMNAMIBIA 61.24
20(21)  PORPORTUGAL 60.67
21(19)  RUSRUSSIA 60.54
22(22) URUURUGUAY 60.00
23(23) CHLCHL 59.52
24(24) ESPSPAIN 59.43
25(25) BELBELGIUM 56.50

L’Inghilterra si cautela e chiama Waldrom

Da Leicester a Auckland. Arriverà mercoledì in Nuova Zelanda Thomas Waldrom, il terza linea dei Tigers che è stato convocato dal ct della nazionale inglese Martin Johnson in via cautelativa. Waldrom infatti, almeno per il momento, non farà parte del gruppo dei 30 che si stanno giocando il Mondiale, ma visto che le condizioni di Sheridan e di Easter continuano a non migliorare il coach della perfida Albione ha deciso di mettere le mani avanti per non sapere né leggere né scrivere. Thomas, che faceva parte del gruppo di 45 giocatori inizialmente chiamato a giugno da Johnson, potrà quindi diventare disponibile immediatamente in caso di necessità.