ITM Cup: Hawke’s Bay supera Manawatu 35-30 e si guadagna la Premiership

Al FMG Stadium di Palmerston North la formazione in bianco e nero ha la meglio nella “finalina” che apre le porte della categoria più importante del campionato neozelandese.

The scorers:

For Manawatu:
Tries: Tietjens, Bryant, Fitzgerald
Cons: Cruden 3
Pens: Cruden 3

For Hawke’s Bay:
Tries: Saseve, Buckman, Nemani, Sinoti
Cons: Horrell 3
Pens: Horrell 3

Pro 12: risultati e classifica dopo il primo turno

RaboDirect Pro 12 – Risultati primo turno

Prima giornata – Risultati
Ospreys – Leinster 27-3
Ulster – Glasgow Warriors 28-14
Edinburgh Rugby – Cardiff Blues 15-38
Benetton Treviso – Connacht 9-11
Munster – Newport Gwent Dragons 20-12
Scarlets – Aironi 29-9

Classifica
Blues 5, Ospreys 4, Scarlets 4, Ulster 4, Munster 4, Connacht 4, Treviso 1, Dragons 0, Warriors 0, Aironi, Edinburgh 0, Leinster 0.

Pro12, gli Aironi ko a casa degli Scarlets (32-9)

dall’ufficio stampa Aironi

LLANELLI (GALLES) – Inizia con una sconfitta il campionato degli Aironi, ma il 32-9 finale sotto la pioggia torrenziale del Parc y Scarlets è un risultato piuttosto bugiardo. Gli Aironi, infatti, sono stati in vantaggio per quasi tutto il primo tempo prima di subire il sorpasso nel finale di frazione per via del piede infallibile di Dan Newton (6 su 6 alla fine). L’avvio di ripresa ha mostrato comunque ancora Aironi alla pari dei gallesi (dati come terzi favoriti per la vittoria finale dai bookmaker) e capaci di portarsi subito nella metà campo avversaria per trovare il pareggio ancora con i calci di Naas Olivier. La partita è girata al 10’ della ripresa, quando con gli Aironi ancora in avanti alla ricerca questa volta del vantaggio, una combinazione non riuscita tra Olivier e Pizarro nella metà campo offensiva ha consentito agli Scarlets di ribaltare il campo e anche l’inerzia della partita grazie alla meta di Rhys Thomas. Da quel momento i gallesi hanno preso in mano la partita mantenendo una pressoché costante supremazia territoriale. La difesa degli Aironi ha retto a lungo, pur concedendo qualche punizione con cui Newton ha via via aumentato il distacco nel punteggio. A mettere la parola fine è arrivata a cinque minuti dal termine la seconda meta gallese, marcata da Fenby. Sabato prossimo gli Aironi ripartiranno da questi primi 50 minuti per provare a trovare subito il primo successo nel match casalingo contro Ulster allo Zaffanella (calcio d’inizio alle ore 15).

PRIMO TEMPO

Il primo pallone giocabile è degli Aironi. Da una mischia a centrocampo, Olivier prova col piede a pescare lo scatto di Riccardo Pavan all’ala con la difesa degli Scarlets scoperta, ma l’ovale scivola via veloce sul terreno viscido per l’abbondante pioggia. Sempre gli Aironi sono i primi ad andare per i pali. Al 7’ infatti la mischia chiusa conquista una punizione sulla linea dei dieci metri. Da posizione defilata sulla sinistra Olivier centra i pali per il vantaggio della franchigia. Altra occasione d’oro al 13’, quando Aled Thomas non trattiene il pallone a una decina di metri dall’area di meta gallese. Questa volta però è la mischia chiusa degli Scarlets ad avere la meglio e a recuperare il possesso. Una situazione che si ribalta al 16’, quando è Trevisan a lasciarsi sfuggire il calcetto di Newton. Dalla mischia, gli Scarlets organizzano una lunga serie di raccoglie e vai, che però la difesa degli Aironi difende allontanando poi in touche proprio con Trevisan. Emyr Phillips sbaglia il lancio della touche e dall’intercetto di Nick Williams gli Aironi fanno partire un rapido contrattacco che si conclude però all’ingresso dei 22 per un passaggio in avanti. Al 22’ gli Scarlets pareggiano con Newton che centra i pali da posizione comoda (fuorigioco di Redolfini): 3-3. Un pareggio che dura comunque poco, perché gli Aironi tornano subito nella metà campo avversaria e al 26’ tornano avanti con un nuovo calcio piazzato di Olivier: 3-6. Al 31’ un nuovo fuorigioco degli Aironi dà a Newton un nuovo calcio facile da posizione centrale che l’apertura gallese non sbaglia per il 6-6. Newton si ripete ancora da posizione centrale al 35’ (9-6) quando l’arbitro scozzese McMenemy punisce anche con il cartellino giallo Tebaldi. Olivier prova a riequilibrare la situazione allo scoccare del 40’ ma la punizione da metà campo dell’apertura sudafricana si spegne prima di raggiungere l’acca.

SECONDO TEMPO

Anche al 3’ della ripresa Olivier riprova la via dei pali da quasi metà campo ma senza successo. Sono comunque Santamaria e compagni a mettere pressione agli avversari. Tanto che al 6’ McMenemy coglie ancora in fallo la difesa gallese. Questa volta da posizione decisamente più semplice Olivier non sbaglia e fa 9-9. Gli Aironi continuano a premere, ma su un incrocio non riuscito tra Pizarro e Olivier gli Scarlets recuperano l’ovale e ribaltano il campo con la sgroppata di Morgan. Dopo diverse fasi è Rhys Thomas a farsi trovare libero per andare a schiacciare alla bandierina. Newton trasforma e al 10’ gli Scarlets vanno avanti 16-9. Una volta in vantaggio, i padroni di casa continuano a premere. La difesa degli Aironi va in difficoltà ma tiene e il secondo pallone rubato in ruck da Nick Williams sembra allontanare la minaccia. Gli Aironi inseriscono anche forze fresche, tra cui Frans Viljoen che entra al posto di Cattina in terza linea dove è già presente proprio Williams. La mossa è comunque consentita da un accordo tra gli Aironi e la Fir per il periodo della Coppa del Mondo. La partita in questo frangente continuano però a farla gli Scarlets. Al 22’ Newton aggiunge altri tre punti dalla piazzola portando i padroni di casa a più 10: 19-9. Ancora l’apertura degli Scarlets centra i pali alla mezz’ora per il 22-9. Cinque minuti più tardi gli Scarlets chiudono definitivamente la partita. Il calcetto di Newton costringe Trevisan a rincorrere l’ovale fino a una decina di metri dalla linea di meta; la linea dei gallesi sale velocemente e blocca l’estremo degli Aironi, a cui Fenby strappa l’ovale di mano per andarlo a schiacciare in meta. Newton continua a non sbagliare e porta il risultato sul 29-9. L’ultimo pallone della partita lo mandano tra i pali ancora gli Scarlets, con Jones che fissa il 32-9 finale

Scarlets-Aironi 32-9

Marcatori: P.t. 7’ cp Olivier (0-3), 22’ cp Newton (3-3), 26’ Olivier (3-6), 31’ cp Newton (6-6), 35’ cp Newton (9-6). S.t. 6’ cp Olivier (9-9), 10’ m R. Thomas tr Newton (16-9), 22’ cp Newton (19-9), 30’ cp Newton (22-9), 35’ m Fenby tr Newton (29-9), 40’ cp Jones (32-9).

Scarlets: Evans; L. Williams, Gomer-Davies, A. Thomas, Fenby; Newton (st 40’ Jones), R. Williams (st 27’ G. Davies); Morgan (st 35’ Pugh), Turnbull, McCusker; Day, Shingler (st 26’ Reed); R. Thomas (st 33’ Gardner), Phillips (st 35’ Myhill), I. Thomas (st 30’ John). (All.: N. Davies).

Aironi: Trevisan; R. Pavan, Quartaroli, Pizarro (st 30’ Benettin), Venditti; Olivier, Tebaldi (st 30’ Bronzini); Williams, Cattina (st 17’ Viljoen), Sole (st 36’ Ferrarini); Biagi, Furno; Redolfini (s.t. 7’ Staibano), Santamaria, Aguero (st 16’ Al. De Marchi). (All.: Phillips).

Arbitro: McMenemy (Scozia)

Note – p.t.: 9-6. Gialli: pt 35’ Tebaldi. Calci: Newton 6/6 (17 punti), Jones 1/1 (3 punti), Olivier 3/5 (9 punti). RaboDirect Man of the match: Emyr Phillips (Scarlets). Spettatori: 6493. Punti in classifica: Scarlets: 4 Aironi: 0.

(le fotografie della partita sono disponibili su www.image.net
Credit – Clint Hughes/Getty Images)

Uenuku – Vita da Christchurch, l’orfana mondiale

di Stefania Mattana

Oggi, 4 settembre, è un anniversario particolare per la Nuova Zelanda, per Christchurch in particolare. Esattamente un anno fa, infatti, un forte terremoto ha scosso la seconda città nazionale per grandezza, portando scompiglio e disperazione. Il sisma del 4 settembre è stato il primo di una serie numerosissima di fenomeni sismici, culminati con la terribile scossa del 22 febbraio e che ancora flagellano la ragione.
Il terremoto si è portato via tante cose: persone e animali, case, negozi, sogni. E ha strappato alla città anche la Coppa del Mondo, l’evento più atteso degli ultimi tempi.
In tutto il Paese oggi si stanno svolgendo commoventi cerimonie in suffragio e ricordo di chi non ce l’ha fatta. La Nuova Zelanda, ancora una volta, si dimostra una nazione unita, solidale e forte, come tante volte ci ha dimostrato il popolo kiwi nei momenti di difficoltà.

Ma Uenuku significa ‘arcolbaleno’, e noi vogliamo parlare di quella parte – la maggior parte – di cittadini di Christchurch che affrontano la vita di tutti giorni e l’esperienza mondiale con determinazione e con quel sorriso fiero che sul viso di un “terremotato” vale mille volte di più. Ho intervistato Karyn, che da qualche tempo vive, con il marito e le sue due biondissime figlie, in un motel: la sua abitazione è stata danneggiata dal terremoto di febbraio, e quindi necessitava di una ristrutturazione. Karyn conta di tornare a casa sua la settimana prossima, ed è abbastanza soddisfatta della sistemazione di questi mesi: grazie anche agli aiuti dello Stato, sia la ristrutturazione che l’alloggio provvisorio non hanno gravato eccessivamente sull’economia della famiglia.
A Christchurch, il rammarico per aver perso la Coppa del Mondo è evidente: a livello emotivo è difficile spiegare il dispiacere di non essere protagonisti in prima persona di un evento così importante. Ma i kiwi sono dei tipi molto pragmatici, e Karyn ci espone anche il suo punto di vista economico: “Mio marito lavora nel turismo, e per noi la presenza della RWC a Christchuch avrebbe generato un reddito aggiuntivo, cosa che purtroppo non accadrà. La Nuova Zelanda potrà ancora portare a casa un bel po’ di soldi con la RWC, ma questi soldi non entreranno direttamente nelle casse di Christchurch. Le partite che non si giocheranno più in città sono ben sette. Abbiamo perso non solo ‘l’entrata’ dell’acquisto dei biglietti delle partite, ma anche tutto il movimento che si sarebbe creato attorno agli alberghi, motel, alloggi, ristoranti etc. Un grosso colpo per noi.”

Oltre il danno, anche la beffa, per Karyn e i suoi concittadini. “Abbiamo perso anche il nostro ‘Jade Stadium’ [l’AMI Stadium, nrd], dove si sarebbero giocate le partite. Quando le cose sono così distrutte come il nostro stadio, qui a Christchurch diciamo che sono ‘Munted’, ossia completamente rovinate… Non può essere riparato, e questo è un colpo davvero troppo duro per la gente di qui, specie poi per i Crusaders che ci giocavano dentro.”
Il terremoto sembra non abbandonare mai i cittadini di Christchurch, come un’ombra che li accompagna anche nelle piccole cose di tutti i giorni: “Abbiamo appena sentito un altro terremoto, proprio mentre ti scrivo. Magnitudo 4.4 con 53 tonnellate di energia liberata! Una bella shackerata, e non è affatto piacevole.”
Eppure, nonostante tutto questo, il buonumore di Karyn non riesce a scomparire del tutto, e ci racconta del profondo legame che esiste tra i kiwi, il rugby e gli All Blacks, citando le parole del marito.
“Peter [suo marito, ndr] è un fan scatenatissimo di rugby (ovviamente supporter degli All Blacks!); anche io sostengo gli All Blacks, ma non sono una fan così dedicata come lui! Noi crediamo che nessuna squadra di rugby al mondo sia in grado di portare ricchezza nella propria nazione come sanno fare gli All Blacks. Siamo davvero molto, molto fieri di questa cosa. Anche in radio si è parlato di questo, e su come la Nuova Zelanda potrebbe reagire davanti alla possibilità che i nostri non vincano la Coppa del Mondo. Mio marito dice che è più semplice gestire i terremoti piuttosto che il pensiero che gli All Blacks non vincano i mondiali!”
Lascio Karyn alle sue faccende, augurandole un buon ritorno alla sua casa. Leggendo le parole di Karyn, il mio primo pensiero va alla bella favola che si avvererebbe se davvero gli All Blacks vincessero a casa loro la Coppa del Mondo. Una piccola grande impresa che lenirebbe la ferita di questo fiero e combattivo popolo. E se qualcuno non lo avesse ancora capito, il mio tifo andrà ai nostri Azzurri, ma anche alla corazzata tuttanera.

Fotogallery: Elena Barbini e la sua Benetton-Connacht

Il “ritorno” della bravissima Elena. Qui…