Lo Stade Francais è salvo. La notizia – inaspettata – arriva da Parigi dove è terminata l’audizione del club parigino alla DNACG, la commissione finanziaria della federazione francese. Nel pomeriggio circolavano voci di una dilazione di una settimana per versare i circa 6 milioni di euro necessari per rimettere a posto i conti e per l’iscrizione al prossimo campionato di Top 14. Si parlava anche di un probabilissimo acquisto dello Stade da parte di Jean-Pierre Savare, imprenditore nel ramo delle nuove tecnologie e 46° uomo più ricco di Francia.
Bene, Savare ha fornito le garanzie bancarie ed è diventato con effetto immediato il nuovo presidente del club. Di fatto estromesso Max Guazzini, che rimane – almeno per il momento – come presidente onorario, carica che però di decisionale non ha nulla. Da chiarire le posizioni dei giocatori acquistati dallo Stade nelle scorse settimane. Ma la notizia più importante è che la squadra sarà ai nastri di partenza del prossimo Top 14.
Giorno: 27 giugno 2011
Diego Dominguez Rugby Camp, il via ufficiale
Ricevo e pubblico
Si è tenuta stamani la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del “Diego Dominguez Rugby Camp”, alla presenza del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni; di Paolo Di Caro, direttore generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG); dell’ex nazionale di rugby Diego Dominguez; e di Pierluigi Bernabò, vicepresidente della Federazione Italiana Rugby.
I campi, organizzati dall’Associazione sportiva dilettantistica “Diego Dominguez”, nascono per volere dell’ ex campione della nazionale italiana di rugby e utilizzano il forte potere di aggregazione sociale dello sport come mezzo per formare i ragazzi alla vita sana. Il “Diego Dominguez Rugby 2011”, che si svolgerà a Roma dal 27 giugno al 2 luglio e a Baia Domizia dal 4 al 9 luglio, ospiterà circa 100 ragazzi con l’innovativa e inedita formula dei campi: una settimana di sport, salute, cultura, valori e divertimento per migliorare la crescita dei ragazzi.
«Ci si sofferma spesso sulla capacità dello sport di forgiare il corpo e lo spirito, ma raramente si considera lo sport come formidabile veicolo valori positivi come l’impegno, il sacrificio, la condivisione delle fatiche per il raggiungimento del comune obiettivo, il rispetto dell’avversario» commenta il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. «Penso al rugby come una delle discipline più indicate per lanciare un messaggio importante: passione, sacrificio, lealtà, rispetto, spirito di squadra sono le virtù che dallo sport vanno trasferite nella vita quotidiana. E spero che questo sia il messaggio che rimarrà più impresso nel cuore dei ragazzi».
«Lo sport, stimolando il senso di squadra ed il rispetto reciproco, è uno strumento indispensabile per contrastare i crescenti episodi di disagio giovanile» dichiara il direttore generale dell’ANG, Paolo Di Caro. «Ritengo quindi che i campi di rugby proposti dal DDRC siano uno strumento di educazione non formale efficace che mira a coinvolgere attivamente i giovani stimolando il loro spirito di squadra e favorendone l’integrazione. Condividere e sposare simili iniziative – conclude Di Caro – aiuta l’ANG a veicolare i propri messaggi e ad intensificare le misure finalizzate ad offrire ai giovani nuovi strumenti e stimoli per essere cittadini attivi e responsabili».
Per l’ex campione di rugby, nonché ideatore dell’iniziativa, Diego Dominguez, il DDRC, giunto alla quinta edizione, «è oramai un appuntamento importante e molto conosciuto. E’ un’esperienza che fa conoscere uno stile di vita sano attraverso i valori del Rugby e dello Sport in generale. Quest’ anno, oltre alla tappa di Roma, si svolgerà anche a Baia Domizia, portando così per la prima volta il camp in Campania, regione di grande tradizione rugbystica. Tengo inoltre a sottolineare – continua Dominguez – che questo Camp è assolutamente gratuito per i giovani».
«Vorrei inviare un messaggio a tutti i ragazzi che hanno partecipato e che parteciperanno al Camp – conclude Dominguez – ricordarsi sempre, in ogni momento di difficoltà o di successo, le parole ascoltate durante la settimana vissuta al Camp: aiutare, condividere, coraggio, educazione, umiltà, famiglia, amicizia».
Nel sostenere questa iniziativa, Cariparma si conferma attenta al mondo dello sport e ai valori di serietà e correttezza che il rugby da sempre è in grado di trasmettere alle giovani leve – ha dichiarato Alfredo Di Liddo, Capo Area Centro di Cariparma – e ci fa piacere aver contribuito a far partecipare gratuitamente un gruppo di ragazzi al camp, per poter vivere questa bella esperienza formativa. Siamo inoltre lieti che quest’anno i camp si svolgano in Lazio e Campania, aree strategicamente importanti per la banca, dove abbiamo rafforzato di recente la nostra presenza territoriale”.
Presenti alla conferenza stampa il giocatore azzurro Paul Derbyshire che, prima di partire per il ritiro con la Nazionale, in vista dei mondiali, ha deciso di dedicare alcuni giorni di vacanza ai ragazzi del Camp e Paolo Vaccari compagno di Nazionale di Diego che, in questa settimana romana all’Acqua Acetosa sarà presente con lo staff di Diego Dominguez per trasferire ai ragazzi il suo entusiasmo e la sua esperienza. A sancire il sostegno della FIR all’iniziativa le parole del Vicepresidente FIR Pierluigi Bernabò che ha parlato di Diego Dominguez e di ciò che ha fatto e continua a fare per il rugby e ha portato il saluto della Federazione all’iniziativa.
Italia 2015, tra (poche) giovani speranze e nuovi equiparati
La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino
Le stagioni del rugby ormai da 25 anni vengono scandite dalla Coppa del mondo. Le squadre si stanno preparando per la Nuova Zelanda ma già le federazioni hanno programmato il rinnovamento in vista dei Mondiali del 2015 in Inghilterra. Ovviamente si tiene d’occhio l’anagrafe. E ha ragione il presidente della Fir Dondi quando dice che il gruppo di Mallett si trova all’apice della propria parabola. O vince adesso o dovrà farlo un’altra squadra. Tanto è vero che il consiglio federale ha pensato, coerentemente, a un nuovo allenatore per il dopo mondiale. Ma con quale squadra? Questo è il punto. Abbiamo già avuto modo di osservare che metà degli azzurri che si stanno preparando alla Coppa in Nuova Zelanda, nel 2015 avranno almeno 32 anni. A guardare meglio si tratta di un invecchiamento che colpirà soprattutto gli avanti, cioè il punto di forza della squadra. Tra i piloni Lo Cicero avrà 39 anni, Perugini 31, Castro 34, Cittadini 33. Tra le seconde linee Bortolami arriverà a 35 anni, Del Fava e Geldenhuys a 34, Van Zyl toccherà i 36. Avrà 36 anni anche Mauro Bergamasco e ne avranno 32 Parisse e Vosawai. Trequarti: Mirco Bergamasco 32, Canale 33, Masi 35, Orquera 34, Burton 35, Gower 35.
Ricambi? C’è qualche bravo giovane nella rosa che deve ancora completare la maturazione. Ma l’Italia A, il serbatoio naturale della prima squadra, non sta molto meglio: dei 68 giocatori impiegati negli ultimi due anni ben 28 sono sopra i 28 anni e tra questi 21 avanti. Poi bisogna guardare all’Under 20. E le cronache ci segnalano grossi problemi di tecnica individuale e collettiva. E se già a 17 e a 19 anni il gap con gli altri è quello visto in questi mondiali, non si vede come la nazionale maggiore potrà fare l’atteso salto di qualità. Dietro l’angolo potrebbe esserci, purtroppo, la necessità di un nuovo ricorso agli equiparati. Meglio allora avere subito le idee chiare. Perché anche per questo servono qualità e pianificazione. In attesa di tempi migliori.
Video: Cavinato, i giovani e il futuro dell’Italia ovale…
Christchurch: AMI Stadium chiuso anche nel 2012, o forse del tutto
Niente Christchurch per i Crusaders nemmeno nel 2012? L’AMI Stadium rimarrà chiuso anche per tutta l’edizione del prossimo Super Rugby (dopo aver “perso” anche i Mondiali)? Purtroppo pare di sì, perché i danni riportati dalle strutture ma soprattutto dal terreno di gioco dello stadio della città neozelandese per il terremoto dello scorso febbraio sembrano essere molto più gravi del preventivato.
A dirlo è stato Steve Tew, chief executive della federazione neozelandese, che oltre a paventare la più che probabile ipotesi di chiusura anche per il 2012 si è pure lasciato sfuggire un più preoccupante “never at all”. Lo stadio potrebbe cioè rimanere definitivamente chiuso.
