Mondiali U20: il Galles batte l’Irlanda 38-24 e chiude settimo

Galles 38 – 24 Irlanda
event: 2011 IRB Junior World Championship – 7th Place Play-Off
kickoff: 12:00 stadium: Stadio Comunale di Monigo
date: 26 Jun venue: Treviso
attendance: weather:
Marcatori
Nome giocatore Tipo Tempo 1º/2º Tempo
Lewis Robling Try 04:00 1
Matthew Morgan Miss Con 05:00 1
Matthew Morgan Pen 09:00 1
Matthew Morgan Pen 16:00 1
Macauley Cook (C) Try 22:00 1
Matthew Morgan Miss Con 23:00 1
Steve Shingler Miss Pen 35:00 1
Liam Williams Try 37:00 1
Matthew Morgan Miss Con 38:00 1
Matthew Morgan Pen 09:00 2
Cory Hill Try 24:00 2
Steve Shingler Con 25:00 2
Thomas Young Try 35:00 2
Matthew Morgan Con 35:00 2
Marcatori
Nome giocatore Tipo Tempo 1º/2º Tempo
James McKinney Miss Pen 11:00 1
Andrew Conway Try 12:00 1
James McKinney Con 13:00 1
Andrew Boyle Try 39:00 1
Paddy Jackson Con 40:00 1
Paddy Jackson Pen 02:00 2
Paddy Jackson Miss Pen 12:00 2
Iain Henderson Try 40:00 2
Paddy Jackson Con 40:00 2
Sostituzioni
playerOn playerOff Tempo 1º/2º Tempo
Rheon James Lewis Robling 09:00 1
Cory Hill Lloyd Peers 13:00 2
Dale Ford Iolo Evans 22:00 2
Lewis Smout WillGriff John 26:00 2
Owen Sheppeard Luke Hamilton 28:00 2
Lewis Jones Jonathan Evans 34:00 2
Jamie Sollis Liam Williams 44:00 2
Carte
Nome giocatore card Tempo 1º/2º Tempo
Matthew Morgan Yellow 19:00 2
Carte
Nome giocatore card Tempo 1º/2º Tempo
Squadra di ufficiali
Manager Posizione
Richard Webster Head Coach
Mark Taylor Team Manager
Rob Appleyard Assistant Coach
Felicity Middleton Physiotherapist
Patrick Moran Physiotherapist
Gareth Jones Team Doctor
Richard Smout Baggage Master
Joe Lewis Video Analyst
Jonathan Gardner Video Analyst
Rhodri Williams Strength & Conditioning
Squadra di ufficiali
Manager Posizione
Mike Ruddock Head Coach
Michael Kearney Team Manager
Niall Malone Assistant Coach
Owen Threadgold Physiotherapist
Brian Devitt Team Doctor
Joe Baker Team Doctor
Regina Flanagan Massage Therapist
Vinny Hammond Video Analyst
Ian Fleming Logistics Manager
David Drake Strength & Conditioning
Ufficiali
Posizione Nome Nazionalità
Referee Jonathon White Nuova Zelanda
Assistant Referee Carlo Damasco Italia
Assistant Referee Alan Falzone Italia
Match Official 4 Claudio Blessano Italia
Match Official 5 Paolo Valbusa Italia
Performance Reviewer Bob Francis Nuova Zelanda

JWC 2011: l’Italia U20 spezza Tonga e rimane nel rugby che conta (34-22)

Missione compiuta. L’Italrugby di Andrea Cavinato vince lo spareggio salvezza contro Tonga e prenota il biglietto per Sud Africa 2012.

L’Italia inizia mostrando la voglia di dare battaglia fin dalla Sipi Tau, la danza di guerra tongana. Mentre i pacifici, infatti, intonano il loro canto gli azzurri, guidati da Leso, non arretrano, ma si avvicinano in segno di sfida agli avversari. E la cattiveria si evidenzia dopo un solo minuto. Mischia azzurra dominante, palla che esce, Palazzani trova il buco e si tuffa in meta. Un giro d’orologio e gli azzurri sono 7-0. L’Italia in questo inizio di match c’è, impone il suo dominio in mischia, ma anche al largo fa vedere buon handling anche se un paio di avanti fermano l’avanzata azzurra allo scadere dei 5′. Anche la difesa azzurra è attenta e al sesto conquista una una punizione che Palazzani tenta di trasformare da posizione non facile. Il piede del mediano è perfetto e all’8′ si va sul 10-0 per l’Italia. In questo avvio di partita Tonga prova a impostare qualche giocata d’attacco, ma i giovani pacifici sembrano effettivamente non irresistibili palla in mano. Al 14′, però, ecco che gli ospiti smentiscono le apparenze. L’Italia sembra accontentarsi, Campagnaro prova un intercetto, ma la palla va al largo, un placcaggio mancato di Palazzani e l’ovale va a Talakai che s’invola in meta per il 10-7 alla prima occasione per Tonga. Passa poco e al 17′ Palazzani ha una nuova occasione dalla piazzola, ma manca da posizione centrale i tre punti. Si arriva così alla fine del primo quarto con un’Italia che inizia a subire un po’ troppo il gioco tongano, senza veramente contrastare gli avversari e lasciandoli rientrare in un match che nei primi minuti poteva illudere di essere facile.
Che il vento fosse cambiato si era capito e al 23′ ecco che da un calcio sbagliato di Campagnaro arriva la seconda meta tongana. Calcio d’alleggerimento corto di Cosulich, palla in mano all’ala tongana Afu che non ha problemi a infilarsi nella difesa azzurra e a marcare la meta del sorpasso degli ospiti. L’Italia soffre in tutti i reparti e solo la mischia chiusa azzurra sembra riuscire a smuovere le acque, con il pack di Cavinato che ottiene un piazzato alla mezz’ora che Palazzani però sbaglia. A dare vivacità a un’Italia che sembrava spegnersi è ancora una volta Campagnaro che cerca di inventare qualcosa al piede e conquistando una touche sui 5 metri tongani. Ma l’Italia non sa trovare spazi, arretra e alla fine commette fallo sprecando un’ottima occasione di mettere punti sul tabellone. Ma il finale del primo tempo, dopo questa fiammata, è solo sofferenza per gli azzurri che sembrano aver perso coraggio e, soprattutto, di non avere un piano B per rispondere alla velocità dei tongani. Il XV di Cavinato è solo mischia e maul, grazie alle quali riesce a guadagnare metri, mentre quando il gioco si apre Palazzani e compagni soffrono e subiscono. Nonostante ciò l’ultima occasione è azzurra e arriva la follia tongana. Touche nei 22, Visentin prova un calcio assurdo in area di meta, Siale Talakai guarda l’ovale ballare, non lo annulla e la stessa ala azzurra ringrazia e schiaccia l’ovale per l’assurdo vantaggio azzurro a fine primo tempo che Palazzani arrotonda a 20 con un piazzato a tempo scaduto. L’Italia va così al riposo con un +8 che visto come si era messo il primo tempo è di lusso per gli azzurri.
Un’Italia che entra in campo nella ripresa mostrando gli stessi errori tattici del primo tempo, con i trequarti che utilizzano troppo, e male, il piede offrendo la possibilità di contrattacco a Tonga che negli spazi e con la profondità diventa subito pericolosa. Infatti nei primi 10′ di gioco l’unica volta che l’Italia riesce a superare la metà campo è quando Sarto riceve palla nei propri 22 e fa strada palla in mano, conquistando un fallo che porta gli azzurri nei 22 tongani. Fatica l’Italia in attacco, ma dopo un lungo assedio la maul azzurra regala la meta tecnica che trasformata da Palazzani porta gli azzurri sul 27-12 al 57′.
Lo svantaggio che si fa più netto rende Tonga più fallosa e meno lucida, permettendo l’Italia di gestire il +15 con relativa tranquillità quando si entra nell’ultimo quarto di partita. Ed è ancora con la maul, la vera arma in più dell’Italia, che gli azzurrini si rendono nuovamente pericolosi arrivando oltre la linea di meta ma senza riuscire a schiacciare l’ovale. Ma è ancora la mischia a chiudere l’incontro al 67′, quando spinge Tonga sulla linea di meta, palla da Palazzani a Campagnaro, Castello e meta che manda l’Italia oltre quota 30 e regala la meritata salvezza agli azzurrini. A cinque minuti dal termine una distrazione azzurra regala però un’altra meta a Tonga che può, però, solo accorciare il distacco dall’Italia. Distacco che si riduce ancora all’ultimo minuto, quando è Afu a marcare la meta che riporta Tonga a -12.
Al fischio finale festa grande tra gli azzurri che alla fine di due settimane difficili portano a casa il minimo sindacale. Un premio alla voglia degli azzurri, ma con la consapevolezza che il gap con le migliori dieci al mondo è ancora molto, troppo ampio.

ITALIA – TONGA 34-22
Domenica 26 giugno, ore 12.00 – Battaglini, Rovigo
Italia: 1 Nicola Quaglio 2 Andrea Lupetti (60′ Giovanni Maistri) 3 Piermaria Leso (77′ Riccardo Cagna) 4 Jacopo Bocchi 5 Alfio Luca Mammana (45′ Andrea Balsemin) 6 Giacomo Brancoli 7 Edoardo Ghiraldini 8 Federico Conforti 9 Guglielmo Palazzani 10 Michele Campagnaro (76′ Vittorio Callori Di Vignale) 11 Michele Visentin 12 Tommaso Castello (75′ Francesco Menon) 13 Giovanni Alberghini 14 Leonardo Sarto (75′ Guido Calabrese) 15 Augusto Cosulich 
Tonga: 1 Mana Talia’uli (64′ Sefo Sakalia) 2 Solomone Kioa 3 Elisi Pulu (64′ Lautaimi Fetuani) 4 Loni Toumohuni 5 Lose Tukufuka (56′ Motekiai Faeamani) 6 Ofa Finau 7 Mathew Howling 8 Sam Finau 9 Ma’amaloa Taufa (61′ Sefo Ma’ake) 10 Mesui Vea 11 Tonga Afu 12 Otulea Katoa 13 Pita Ahki 14 Siale Talakai 15 Kali Hala
Marcatori: 2′ m. Palazzani tr. Palazzani, 8′ cp. Palazzani, 14′ m. Talakai tr. Hala, 23′ m. Afu, 39′ m. Visentin tr. Palazzani, 56′ mt. Italia tr. Palazzani, 56′ m. Castello tr. Palazzani, 75′ m. Vanisi, 80′ m. Afu

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Stadi mezzi vuoti: crisi o troppo rugby in Nuova Zelanda?

La cosa non sarà sfuggita a chi ha avuto la possibilità di vedere le partite del Super Rugby in diretta su Sky, ma ancha ai non pochi che si devono accontentare degli highlights e delle sintesi disponibili in rete: in Nuova Zelanda gli stadi sono spesso mezzo vuoti anche in occasione di gare molto importanti.
Ross Hastie, dalle pagine di Planet Rugby si chiede il perché di questa situazione e prova a dare qualche risposta. Partiamo da Crusaders-Sharks, giocata al Trafalgar Park di Nelson, impianto non gigantesco che può contenere 18mila persone, ma che per la gara che ieri assegnava un posto in una semifinale di Super Rugby non contava sugli spalti più di 10-12mila tifosi. Certo Nelson non è la città dei Crusaders, costretti ad emigrare dalla loro Christchurch per via del terremoto di febbraio, certo Nelson stessa è “solo” una cittadina da 60mila abitanti e certo il clima neozelandese di questo periodo non aiuta (laggiù ora è inverno, un inverno molto diverso da quello australiano o sudafricano, più freddo e umido). Ma come scrive Hastie, è anche vero che i Crusaders sono “the most successfully, most exciting team in Super Rugby history”.
E alcune dei “perché” appena elencati non valgono per Blues-Waratahs di venerdì, quando all’Eden Park di Auckland sono accorsi in 16mila in un catino che ne può contenere tre volte tanto.
Numeri che non reggono il conferonto con quanto avviene negli altri due OPaesi che partecipano e ospitano il Super Rugby: in Australia quest’anno spesso i record di pubblico sono stati battuti proprio quando a giocare nella terra dei canguri erano le franchigie neozelandesi, mentre in Sudafrica gli Stormers – per fare un esempio – hanno registrato una presenza-media di oltre 37mila spettatori.
Il costo del biglietto non sembra essere un fattore: i prezzi variano generalmente tra i 20 e i 40 dollari neozelandesi, tra i 10 e i 20 euro. Quindi non eccessivi.
Hastie trova un “perché” nell’eccessiva offerta di rugby, ancorché di altissimo livello: un Super Rugby lungo come non mai, subito seguito dal Tri-Nations e quindi dal Mondiale. Troppe partite per un bacino appassionato ma comunque limitato come quello della Nuova Zelanda (4 milioni di abitanti, o giù di lì). E poi la “coperta” della crisi economica, che sicuramente c’è ma forse pesa meno di quanto non si pensi.
Il 4 luglio parte l’ultima fase della vendita dei biglietti per le gare del Mondiale, che finora hanno registrato dati buoni ma non entusiasmanti. Vedremo come andrà.

Fotogallery: Squali e Crociati in lotta per una semifinale di Super Rugby

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