Il rugby, così come lo vede un ragazzino

Rosario Cambrea ha 12 anni e frequenta la seconda media presso l’Istituto “Zumbini” di Cosenza. Era tra i duecento ragazzi che il 3 giugno scorso hanno partecipato alla Festa delle Scuole di rugby riservata alla categoria under 14. Nelle scorse settimane Rosario ha scritto un tema in classe dal titolo “Dal punto di vista dell’alunno” che pubblico integralmente.
Un grazie a Sabatino Savaglio per la segnalazione.

Durante quest’anno scolastico ho avuto la possibilità di iniziare a giocare nella squadra di rugby della mia Scuola. Devo dire che prima d’ora non avevo mai provato grande interesse per questo meraviglioso sport, ma quando nella palestra della Scuola ci fecero eseguire degli esercizi corpo a corpo per ottenere la famosa palla ovale e portarla nell’area di meta la cosa mi ha attratto all’istante, e quando il mio professore di Educazione Fisica mi ha offerto di partecipare agli allenamenti, ho pensato che mi sarei potuto appassionare e le mie aspettative non sono state deluse: mi sono trovato in una squadra composta da compagni simpatici ed estroversi, e i nostri allenatori sono stati bravissimi in questi mesi.
Lo sport più diffuso in Italia è senza dubbio il calcio, ma penso che anche il rugby e tutti gli altri sport di squadra o individuali debbono poter entrare nella nostra vita quotidiana,anche perché a parlare sempre di calcio si diventa monotoni….il fatto che in questo sport ci sia sempre contatto fisico non deve far pensare alla gente che sia “troppo pericoloso”, anzi: tutto diventa molto più divertente. Il rugby si fonda sulla sportività e sul rispetto, ed anche se in campo sembra una vera battaglia, posso assicurare grazie alla mia esperienza che siamo tutti molto amici, e tra la mia squadra e le altre corre buon sangue.
I vari concentramenti organizzati dalla Scuola sono stati momenti di pura adrenalina: il Rugby è uno sport in cui il gioco di squadra è completamente, assolutamente tutto. Se esso manca in una squadra, questa non è capace di vincere una partita e ciò fa sì che ognuno abbia l’occasione di dare il meglio di sé, in poche parole nessuno è escluso. Durante gli allenamenti le centinaia di migliaia di esercizi sul placcaggio ci hanno fatto buttare il sangue (qualche volta letteralmente), ma sono stati parte integrante della nostra esperienza, e le altre decine di migliaia di esercizi sul passaggio sono riusciti a renderci una squadra legata e salda. Sicuramente ci sono state le botte, ma tutte le emozioni provate in quel campo riescono benissimo a compensarle, i lividi non sono altro che piccole macchie che non danno fastidio. Inseguire e prendere la palla per segnare è il nostro unico scopo, quando la si tiene tra le mani esistono solo tre cose: l’area di meta, la palla e il giocatore che la porta. Ma non bisogna essere egoisti e tenere la palla tutta per sé: si rischia di negare agli altri tutte le emozioni migliori,cosa che nel rugby non è ammessa: è un gioco di continuità, di coordinazione.

Io mi sono appassionato a questo sport grazie alla mia Scuola, ho provato tantissime emozioni in campo, e suggerisco a tutti quanti volessero partecipare di provarci: non vi dimenticherete un’esperienza così bella.

Mondiali juniores, anche Lomu per Italia-Nuova Zelanda

Italia v Nuova Zelanda, la sfida più attesa del turno inaugurale dei Mondiali U20 che scattano venerdì’ a Padova, Rovigo e Treviso, potrà contare su uno spettatore d’eccezione.

Venerdì sera alle 20.10, sugli spalti del “Monigo” di Treviso, gli Azzurrini di Andrea Cavinato sfideranno i Baby-Blacks neozelandesi sotto gli occhi interessati di Jonah Lomu, indimenticabile e dirompente ala degli All Blacks negli Anni ’90 ed ancora oggi il volto più conosciuto del rugby internazionale.

Lomu, oggi trentaseienne, sarà relatore venerdì mattina al seminario “Quando l’impresa va in meta”, promosso da Unindustria Treviso – sponsor ufficiale del Junior World Championship – ed in serata assisterà dalla tribuna d’onore del “Monigo” al derby europeo tra l’Inghilterra e l’Irlanda e, subito dopo, al match per lui più emotivamente avvincente tra i giovani neozelandesi e la Nazionale Italiana Under 20.

Italia U20, iniziata l’operazione Mondiali

Il Mondiale della Nazionale Italiana Under 20 è iniziato questo pomeriggio all’Hotel Capital di Rovigo, dove i ventisei Azzurrini convocati dal responsabile tecnico Andrea Cavinato si sono radunati per la fase finale di avvicinamento al Junior World Championship, rassegna iridata di categoria che, da venerdì 10 a domenica 26 giugno che vedrà Leso e compagni recitare davanti al proprio pubblico sui campi di Padova, Rovigo e Treviso. Gli Azzurrini hanno trovato ad attenderli di fronte al proprio quartier generale rodigino una piccola folla di cronisti e curiosi, decisi a far sentire da subito a casa la Nazionale U20. Venerdì sera alle 20.10 l’Italia U20 farà il proprio esordio al “Monigo” di Treviso, affrontando subito i Campioni in carica della Nuova Zelanda – sbarcati ieri a Venezia e di stanza a Lanzago di Silea – nella prima tappa del Mondiale. “Infortunati a parte la squadra è in ottima forma fisica metteremo in campo un gioco pragmatico, essenziale, ma non rinunciatario, l’obiettivo non può che essere quello di confermarci nell’elite del rugby mondiale di categoria” ha commentato all’arrivo a Rovigo il tecnico Andrea Cavinato. Con lui il capitano Piermaria Leso: “C’è molta emozione dell’aria e c’è la consapevolezza che giocare un Mondiale, per lo più in casa, non sarà un’occasione che capiterà molte altre volte nelle nostre vite. – ha confidato – Questo ci rende orgogliosi e ci offre una motivazione in più per dare il meglio di noi stessi davanti al nostro pubblico. Oltre tutto, molti di noi sono veneti e quindi giocheranno di fronte alle loro famiglie, amici, club di appartenenza. Per ora non siamo ancora troppo tesi, ma emozionati si. Ci rendiamo conto che ci stiamo preparando ad una grande impresa”. Dopo la riunione del pomeriggio, gli Azzurrini hanno sostenuto il loro primo allenamento al “Battaglini”.

Video: l’ultima di Sonny Bill Williams sul ring

Fotogallery: il Roma Seven e Alessandra Di Stefano

Tutte le foto di Alessandra le potete ammirare qui