Filippo Frati non è più l’allenatore della Banca Monte Crociati. lo ha annunciato il diretto interessato, che però non ha detto quale sarà la sua prossima destinazione, anche se i rumors lo vogliono in arrivo ai Cavalieri Prato
Queste le sue parole di commiato: «Ho passato una stagione davvero meravigliosa. Ho portato in semifinale una squadra di giovani e quasi tutti italiani. E’ un grande orgoglio. Tra le soddisfazioni ci metto anche lo scudetto Under 20, dal momento che ho svolto mansioni di direttore tecnico. Mazzariol e Maida hanno fatto un ottimo lavoro, ma tutto il gruppo e lo staff sono stati grandi». Poi un salute al presidente Villani: «E’ stato il miglior presidente possibile. Ha individuato le persone giuste e si è sempre fidato di loro».
Giorno: 23 Maggio 2011
Filippo Frati: un uomo di rugby, un uomo di Noceto
Mafalda La Contestatrice ci parla di Filippo Frati, ormai ex coach dei Crociati Parma
Inizia a giocare a rugby il 9 settembre 1978 e il 1° maggio 2011 disputa l’ultima partita che porterà la Rugby Noceto in serie B. Nel frattempo 4 caps con la Nazionale maggiore e il 25 novembre 2000 il sogno di ogni rugbista, “grazie” ad un infortunio occorso a soli 2’ del primo tempo a Troncon, Frati entra in campo contro gli All Blacks.
Come allenatore inizia con l’Academy U15, i ragazzi del 1992 gli stessi che la scorsa settimana, diventati U20 e allenati dal duo Mazzariol/Maida, si aggiudicano il Tricolore di categoria a Livorno. Adesso come allenatore uscente dei Crociati Rugby dopo una stagione da incorniciare girano voci che lo vogliono a Prato in compagnia dell’amico Andrea De Rossi.
Ma chi è Filippo Frati allenatore?
Nella stagione 2008/2009 rileva da Umberto Laneri la prima squadra della Rugby Noceto FC, un gruppo di giocatori, quasi tutti nocetani, affiatato e preparato che decide di portare lontano. All’allora Presidente della società emiliana, Daniele Reverberi attuale Consigliere Federale, Frati chiede carta bianca per la gestione della squadra, (allenamenti, orari, uomini e altro ancora) sarebbe stata una sfida per lui soprattutto, ma anche per la società. La dirigenza accetta e fa bene perché Frati porta in tre anni il Noceto dalla A2 alla Coppa Europa.
Alla prima riunione con la sua squadra (A2) Frati pronuncia una frase che tutti ricordano benissimo: “OBIETTIVO SUPER TEN”, non si chiamava ancora Eccellenza. Il fatto che anche lui come i suoi ragazzi fosse un nocetano e quindi amici da sempre non per età ma per campi da rugby, lo ha portato a scegliere come coach-assistant l’amico Leone Larini che risulterà essere molto importante per la gestione del gruppo come Frati aveva previsto.
Di per sé Frati è un’ambizioso e tra le sfide che si è imposto c’è quella di puntare tutto su i giovani provenienti dal vivaio del Noceto, ma prima su tutto, prima ancora della costruzione dell’uomo-atleta lui punta sulla costruzione dell’uomo nella società. Alcuni dei tagli da lui apportati alla squadra non sono dovuti alla mancata aspettativa tecnico-atletica del giocatore, ma al comportamento poco composto tenuto dagli stessi una volta lontani dai campi. MEGLIO SEI COME UOMO, MEGLIO SARAI COME GIOCATORE, questo dice ai suoi ragazzi.
E di questi ragazzi uno è stato convocato in Nazionale Maggiore, altri quattro in Nazionale A e qualcuno in franchigia. Un buon lavoro per un allenatore che aveva allenato solo un’U15 fino ad allora. E’ riuscito, poi, a trovare con la squadra un equilibrio tra amicizia e lavoro. E’ riuscito ad avere una sinto-sincronia dal numero uno al numero 15 come se a muoversi sul campo fosse sempre lo stesso atleta indipendentemente da quale fosse il giocatore ad impostare il gioco.
Con Salvatore Sau, direttore sportivo, Frati ha scelto i giocatori extracomunitari da Roldan a Andrews, da Woodman a Sigg e Fa’atau e l’oramai nocetano d’adozione Marco Anversa che si sono succeduti in questi tre anni e che hanno contribuito alla crescita della squadra.
Frati ritiene che il rugby sia uno sport in costante evoluzione e convinto di questo aggiorna costantemente la sua conoscenza in materia e nei periodi di riposo tra una stagione e l’altra trolley alla mano vola in Nuova Zelanda ospite di un amico dove segue corsi d’aggiornamento. Una crescita personale, ma anche di chi con lui lavora, i suoi ragazzi e il suo staff e come ama ripetere: “LA FORTUNA DI UN GRANDE ALLENATORE E’ DI AVERE DEI GRANDI GIOCATORI”
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In Radio, stasera, con Roberto Parretta
Stasera ore 21 “Stadio Flaminio: l’ora del rugby” su Radio Manà Manà (89,3 e in streaming su www.radiomanamana.it). In studio Alberto Saccardo (Rugby Roma). Al telefono da Londra il pilone azzurro Carlos Hernan Nieto per parlare della finale di Premiership dei Saracens contro i Leicester Tigers (Martin Castrogiovanni interviene la settimana prossima). Con lui Francesco Pierantozzi (farà per Sky la telecronaca della partita). Poi per parlare della finale scudetto del campionato d’Eccellenza al telefono Tommaso Reato (Rovigo), Nicola Bezzati (Petrarca Padova) e Ivan Malfatto (Il Gazzettino e Rugby Club). E in chiusura collegamento con Colleferro e Il Museo del Rugby di Corrado Mattoccia.
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Contratto in scadenza con lo Stade Francaise, difficile che rimanga a Parigi. E per il più grande dei fratelli Bergamasco si aprono le porte delle franchigie celtiche italiane…

