Italia “A”, un ko che fa pensare: una gran mischia non basta

Massimo Calandri per Repubblica.it

Pesante e paradossale sconfitta (45-17) dell’Italia A a Worcester contro gli England Saxons, un ko che suona come un cattivo presagio alla vigilia del Sei Nazioni e ripropone i soliti, vecchi tabù. Nonostante una superba prova della mischia, apparsa all’altezza se non superiore agli avversari  –  perfetta nelle rimesse laterali, robusta nei raggruppamenti ordinati e abrasiva nella ruck -, la seconda squadra azzurra è stata travolta dagli omologhi inglesi.

La partita era già ampiamente segnata alla fine del primo tempo, chiuso sotto per 21 a 3 dopo alcuni gravi errori individuali in difesa (Sepe, Andrea Pratichetti, Buso). La ragione della trentina di punti di differenza va ricercata nel drammatico divario tra le due linee di trequarti e nella antica fragilità tecnico-tattica della coppia mediana (oggi in campo c’erano Semenzato come mediano di mischia e Bocchino all’apertura), tradizionale punto debole dell’Italrugby a tutti i livelli. Vale la pena sottolineare che la cavalleria leggera schierata ieri da Gianluca Guidi e Giampiero De Carli era italiana al 100%, in buona parte espressione di quelle Accademie su cui la Fir ha tanto puntato economicamente.

I Saxons schieravano una linea per certi versi impressionante (Monye, Twelvetrees e Simpson-Daniel tra gli altri), ma è anche vero che il secondo centro, uno dei rampolli della famiglia Tuilagi, ha 19 anni, e l’età media complessiva dei padroni di casa era comunque inferiore alla nostra. Esemplare e imbarazzante una statistica più volte proposta dalla televisione britannica: dopo un’ora di gioco Italia e Inghilterra erano entrate entrambe per 7 volte con il possesso di palla nella zona dei 22 metri avversari, la differenza era che i Saxons avevano realizzato 6 mete e 31 punti complessivi, gli italiani solo un calcio di punizione con Bocchino. Fallite un paio di chiare occasioni per marcare: una clamorosa con Sole, dopo un impressionante ‘carrettò in mischia chiusa. Mancanza di lucidità, di soluzioni d’attacco. Di talento. Sono arrivate due belle mete nella ripresa, una con l’estremo Buso che è andato a raccogliere un lungo lungo calcio di Bocchino a tagliare la difesa bianca, l’altra di Toniolatti allo scadere grazie ad una palla recuperata da Matteo Pratichetti. Sono arrivati i complimenti per la bellissima prova degli avanti e i tanti placcaggi (29 a 2 nel primo quarto d’ora della ripresa), ma è proprio per questo che la sconfitta  –  prima ancora che onorevole – diventa paradossale. La mischia italiana non ha paura di nessuno. E’ ora di crescere dei trequarti all’altezza.

“Avevamo di fronte una squadra molto forte fisicamente e tecnicamente, ma i ragazzi hanno fatto una partita di combattimento e, soprattutto, non hanno mai mollato nemmeno quando il gap nel punteggio si è allargato all’inizio del secondo tempo”, commenta a fine gara Gianluca Guidi. “Abbiamo concretizzato poco in attacco rispetto a quanto abbiamo prodotto  –  ha aggiunto il tecnico toscano  –  e andiamo ad affrontare la Scozia “A” (che oggi ha battuto 32-13 l’Irlanda “A”) ripartendo da quanto di buono la squadra ha messo in mostra oggi. Abbiamo regalato tre mete, purtroppo a questo livello ogni errore si paga carissimo ma partite come questa servono anche a capire chi, tra i nostri giocatori, può confrontarsi costantemente con l’alto livello e puntare ad un posto in Nazionale maggiore e chi no”.

England Saxons v Italia “A” 45-17 (p. t. 21-3)
Marcatori: p. t. 8′ m. Monye tr. Myler (7-0); 15′ cp. Bocchino (7-3); 17′ m. Gaskell tr. Myler (14-3); 36′ m. Brown tr. Myler (21-3); s. t. 6′ m. Simpson-Daniel (26-3); 15′ m. Tuilagi M. (31-3); 19′ m. Hodgson tr. Myler (38-3); 23′ m. Buso tr. Bocchino (38-10); 36′ m. Simpson-Daniel tr. Myler (45-10); 41′ m. Toniolatti tr. Bocchino (45-17)
England Saxons: Brown – Simpson-Daniel, Tuilagi M., Twelvetrees (18′ st. Barritt), Monye – Myler, Wigglesworth (18′ st. Hodgson) – Narraway (29′ st. Saull), Robshaw (cap), Gaskell – Day, Kitchener – Corbisiero, Mears (14′ st. Buckland), Marler (14′ st. Bell).
Italia “A”: Buso (29′ st. Marcato) – Toniolatti, Pratichetti A., Pratichetti M., Sepe M. (20′ st. Pavan G.) – Bocchino, Semenzato – Sole (23′ st. Belardo), Minto, Bernabò V. – Bortolami, Pavanello A. (cap, 29′ st. Furno) – Cittadini (15′ st. Staibano), Sbaraglini (29′ st. Manici), Aguero (19′ st. Rizzo).
arb. Allan (Scozia)

Video: Sonny Bill Williams vince ancora sul ring

Erano in cinquemila a vederlo contro l’australiano Scott Lewis, uno che – almeno così sostengono gli addetti ai lavori – è decisamente meglio degli altri due pugili fin qui incontrati e battuti dal trequarti tuttonero… Il video con i momenti migliori dell’incontro

Tre Fontane: la versione di Parma

Paolo Mulazzi per Sport Parma

Una brutta pagina di rugby che mai avremmo immaginato

Chissà cosa avrebbe detto il replicante Roy Batty dopo aver visto ciò che è successo al Tre Fontane durante Futura Park Roma – Crociati Rfc. Una lite, o meglio aggressione, sugli spalti con un gruppetto di romani che, dopo il fischio dell’arbitro a concedere un calcio di punizione della potenziale vittoria ai crociati all’85°, si scaglia contro Leone Larini l’assistant coach ducale che si prende una testata e qualche cazzotto, così riferiscono i dirigenti crociati presenti. E Troy Woodman effettua il suo particolare ed unico, e che tale resti, sostegno scavalcando la recinzione per andare a difenderlo separandolo dai facinorosi. Alcuni romani “normali” si sono poi scusati per l’increscioso episodio mai capitato prima. Male parole? Provocazione? Trattasi di spettacolo squallido, allucinante, degradante, vergognoso che mai ci saremmo immaginati di vedere, in questo caso di raccontare, sugli spalti di un campo di rugby. Con buona pace dei valori dello stesso sui quali Cetto La Qualunque chioserebbe col suo tipico “in t’u c…”. Hai voglia, come diceva questa mattina l’Assessore Ghiretti durante la lezione al corso per dirigenti sportivi, a “sportivizzare” la società.

 

Fotogallery: England Saxons-Italia “A” (45-17)

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-6 a Galles-Inghilterra, fischio d’inizio del Sei Nazioni

Da Right Rugby

Ultimo week end di tregua apparente perché da venerdì si scende in campo e allora si vedranno i veri valori all’opera. Tra l’altro, quello tra Galles eInghilterra al Millennium Stadium sarà l’ultima volta di un match di Six Nations in programma il venerdì sera, dall’anno prossimo si torna all’antico. Nel frattempo, siccome quello sarà “l’incontro” per i gallesi in particolar modo, accade che il loro coach Warren Gatland prenda parola e dopo aver punzecchiato il tallonatore della nazionale di Martin JohnsonDylan Hartley, riveli che la Rugby Football Union contattò anche lui per un ruolo nella futura Inghilterra. Gatland dice che gli avrebbero offerto il posto didirector of elite rugby e di national coach.
L’incontro con un emissario delle federazione londinese è avvenuto a Sydney, come ha raccontato al quotidiano The Guardian, dove l’ambasciatore era all’opera già con un paio di candidati australiani al posto di Rob Andrews. Di fronte all’offerta, Gatland ha risposto pressappoco nello stesso modo di Nick Mallett, il ct azzurro, pure lui nella lista dei papapili: “Ho detto che preferivo mettere mano nell’attività di coaching e che non ero pronto per un ruolo amministrativo“.
Pare che il management inglese lo abbia ricontattato, assicurandogli che in seguito ad un sì gli sarebbe stato garantito di modificare la sua posizione, il suo ruolo in ciò che più preferiva. “Ma ho ribattuto che non faceva per me“, ha aggiunto l’allenatore neozelandese.
A conti fatti, la disfida a poca distanza tra Gatland e Johnson aggiunge pepe alla partita di venerdì sera. Dall’altra parte della barricata, Martin Johnson non si fa prendere dalla voglia di controbattere, non ha alzato il tiro nemmeno quando Gatland ha parlato di Hartley e non ha alcun interesse a cambiare strategia: lui è il coach dell’Inghilterra che può vincere il torneo e che porterà alla World Cup in Nuova Zelanda.
Diverso il discorso per Gatland, che comunque ha un contratto che salvo disastri dovrebbe legarlo ai dragoni rossi anche dopo il Mondiale di settembre. I suoi uomini sono contati, non ha quel parterre al quale attingere per sperare di procedere nel 6 Nazioni con calma, anzi la pressione è tanta dopo le opache prove dei test match di novembre. L’attenzione agonistica è tutta per la partita con gli inglesi, poi si vedrà quello che accadrà. Sensazioni diverse rispetto alle puntate precedenti, quando la vittoria sull’Inghilterra in un derby giocato alla prima giornata poteva dare il via o meno ad una cavalcata verso il primo posto finale.