Dahlia, uno spiraglio. Forse (e varrà anche per il rugby?)

Da Repubblica.it

Il presidente del Lecce Calcio, Pierandrea Semeraro, ha anticipato le due scelte valutate in assemblea dai dirigenti delle società di serie A che hanno discusso del fallimento dell’emittente Dahlia Tv, che possiede i diritti tv per il digitale terrestre di otto club del campionato. “Restare creditori” di Dahlia Tv “o diventare in qualche modo produttori. Si troverà una soluzione entro il 31 gennaio, nel frattempo abbiamo dato mandato al nostro advisor Infront di valutare l’operazione di liquidazione insieme a Telecom, che sosterrebbe la banda per la trasmissione sul digitale”, ha anticipato il presidente del Lecce (fra le squadre coperte da Dahlia), spiegando che fin qui l’emittente ha pagato “9 dei 30 milioni di euro previsti dal contratto: dobbiamo decidere se restare creditori e rischiare di perdere dei soldi, o diventare in qualche modo produttori televisivi”.
“Credo che ci sia da parte di tutti la volontà di salvaguardare i circa 290 mila abbonati a Dahlia”, ha sottolineato Semeraro.

Tra l’Ulster e la Storia ci sono solo gli Aironi

Daniele Piervincenzi per Polis Quotidiano

Tra l’Ulster e la qualificazione ai quarti di finale dell’Heineken Cup ci sono gli Aironi e la sfida allo Zaffanella. Gli irlandesi sono ad un passo dalla prima storica qualificazione ai playoff. Un’attesa che dura da 12 anni.
I ragazzi di Belfast sono reduci da un’impresa. Una settimana fa hanno battuto a Ravenhill il Biarritz vice-campione d’Europa 9 a 6, con un piazzato di Humphreys da 52 metri a 2 minuti dallo scadere. Vittoria, questa, che ha permesso agli irlandesi di conquistare la prima posizione della Pool 4 in coabitazione proprio con il Biarritz che affronterà il Bath in casa. L’Ulster deve quindi battere gli Aironi e conquistare il punto bonus per avere la certezza di approdare ai quarti di finale e giocare la prima partita davanti al suo pubblico.
Declan Kidney, commissario tecnico della nazionale irlandese, ha premiato i risultati
ottenuti dalla franchigia convocando 5 giocatori per affrontare l’Italia nella prima giornata
del Sei Nazioni, mentre sei sono gli atleti convocati nei Wolfhound, la nazionale A che
affronterà i Saxons inglesi nella “polveriera” di Ravenhill. Il capitano Rory Best, Tom Court,
Stephen Ferris, Andrew Trimble e Paddy Wallace dopo il match allo Zaffanella andranno
dunque in raduno con la nazionale del trifoglio. Ma Brian McLaughlin, allenatore della
provincia irlandese dal 2008, non ha intenzione di farsi scappare il traguardo della qualificazione e schiera tutte le stelle di cui dispone nel XV che affronterà gli Aironi. A riposo solo gli infortunati Rory Best e BJ Botha.
L’Ulster ha organizzato un volo charter a prezzi scontati per consentire ai tifosi di poter
sostenere la squadra allo Zaffanella, e un maxi schermo è stato montato nello stadio
di Ravenhill per seguire il match in diretta. Da una settimana a Belfast si attende con
impazienza questa sfida, e lo stesso Brian McLaughlin ha intensificato gli allenamenti
per preparare il match con gli Aironi, “una squadra imprevedibile” ha dichiarato in conferenza stampa “l’abbiamo già affrontata e ci ha dato problemi. E recentemente ha battuto il Biarritz”. Massima attenzione, dunque, da parte della squadra irlandese.
Si farà sentire l’assenza di un leader come Rory Best, tuttavia saranno in campo le terze
linee più in forma della Magners League: Stephen Ferris e Willie Faloon, come flanker,
entrambi in lizza per un posto in nazionale in vista della Coppa del Mondo e con il numero
8 l’ariete sudafricano Pedrie Wannenburg, ball carrier di rara potenza. La mediana affidata a Ruan Pieenar, numero 9 degli Springboks arrivato questa stagione, e Ian Humphreys, decisivo nella vittoria contro Biarritz e convocato con la nazionale A irlandese. Ai centri la qualità e l’estro di Paddy Wallace, che giocherà in coppia con il velocissimo Nevin Spence, prodotto dell’ Accademia Phoenix e già nel giro della nazionale. Il triangolo allargato composto da Andrew Trimble e Simon Danielli, entrambi giocatori d’esperienza e di grande fisicità, e con la maglia numero 15 Adam D’Arcy, l’australiano arrivato in prova a settembre che si è conquistato la maglia da titolare grazie alle spiccate doti offensive. Sarà interessante seguire la sfida in prima linea fra Tom Court candidato ad una maglia da titolare nel primo match del Sei Nazioni e Fabio Staibano recentemente tornato in azzurro con la nazionale di Gianluca Guidi.

Rovigo, maglia nera d’Europa

Roberto Roversi per Il Gazzettino di Rovigo

Per fortuna è finita. Il bilancio della partecipazione della Femi Cz Rovigo all’Amlin Challenge
Cup, che si è conclusa l’altra sera a La Rochelle con la 45° sconfitta su 50 partite giocate
nelle coppe europee, è tra i più negativi di sempre. Regge il confronto solo con quello della stagione scorsa, quando la squadra rossoblu segnò la miseria di 41 punti contro i 55 di quest’anno. Decisamente peggio è andata per i punti subiti dove si è arrivati a quota 348 (318 l’anno scorso) per una media di 58 a partita. Alto anche il numero delle mete
subite dalla Femi Cz Rovigo, ben 53 (8,8 a match), come mai era accaduto in passato.
Tra tutte le formazioni che partecipano all’Amlin Challenge Cup, solo gli spagnoli del
Cetransa El Salvador potrebbero concludere il torneo con un passivo più pesante dei rossoblu. Dipende dal risultato del match casalingo con il Sale di oggi. Se gli inglesi segneranno più di trenta punti eviterebbero alla Femi Cz Rovigo la peggior difesa di tutta l’Amlin Challenge Cup. In ogni caso la squadra rodigina, unica tra le 20 formazioni
a non aver mai vinto, si è già aggiudicata il “cucchiaio di legno” del torneo.
La comitiva rossoblu è arrivata a Rovigo ieri sera. Per Alejandro Canale il risultato del campo ha penalizzato troppo la Femi Cz. “La squadra, tenendo conto della differenza di valore tra le due formazioni, ha disputato una buona partita – dice il dt rodigino – C’è stato un buon atteggiamento, ma ci sono stati troppi errori individuali che hanno vanificato il lavoro fatto. Abbiamo subito due mete su intercetto e un altro paio le abbiamo regalate. Penso che se i francesi avessero segnato 40-/45 punti la fotografia dell’incontro
sarebbe stata più realistica”.
Buone indicazioni sono arrivate dal nuovo pilone Luigi Milani che si è ben comportato come
l’intero pacchetto di mischia. Adesso la Femi Cz Rovigo ritorna a pensare al campionato che
domenica prossima propone il derby con il Mogliano, prima della sosta per il Sei Nazioni.

“Libero” boccia Dondi

Francesco Perugini firma questo articolo oggi su “Libero” (Ho messo in grassetto la rte relativa al rugby). A me pare un calderone, e nel caso-Dondi le motivazioni adotte sono davvero deboli

Quanto sono comode le poltrone dello sport italiano. Tanto che nessuno vorrebbe mai staccarsene. A dare il cattivo esempio è il Coni, guidato da Gianni Petrucci dal 1999
(quarto mandato), ma il presidente più “incollato” è senza dubbio Giovanni Morzenti, a
capo della Fisi (Federazione italiana sport invernali) dal2007. Condannato in primo grado
a 4 anni e sei mesi per concussione, Morzenti guida ancora la federsci, ma si è autosospeso
dalla federazione internazionale. Una situazione che, se nulla cambierà, priverà del voto
italiano la candidatura di Cortina d’Ampezzo per i Mondiali 2017 nel consiglio Fis di maggio.
Dopo aver scampato nei giorni scorsi un riconteggio sulle ultime elezioni e lo “spettro”
di Manuela Di Centa (l’ex campionessa ha rigettato le ipotesi di una sua presidenza), Morzenti oggi a Cortina incontra la stampa per presentare le sue prossime mosse. E mentre i risultati latitano (4 podi nello sci alpino), anche gli organizzatori delle tappe italiane di CdM sono in rivolta. Il motivo? La richiesta del 50% dei loro introiti (oggi il 35%) da parte della Fisi. E la Val Gardena minaccia lo sciopero.
Non c’è, però, differenza tra presidenti “nuovi” e presidenti “vecchi”. Giancarlo Dondi – a capo della Federugby dal ’96 – è nella bufera per il fallimento di Dahlia tv (la pay-tv a cui la Fir aveva ceduto i diritti della Celtic League) e per la scelta del prossimo ct – il francese Brunel – a otto mesi dai Mondiali in Nuova Zelanda.
I guai di Alessia Filippi e la fuga di Federica Pellegrini dal tecnico Morini e da Verona (impianto costruito quasi solo per lei) sono invece sulle spalle di Paolo Barelli, a capo
della Fin dal 2000 e già criticato per i bilanci dei Mondiali di Roma 2009.
Alcune federazioni sono in crisi di risultati, come quella di atletica leggera (Franco Arese),
la Federghiaccio (Giancarlo Bolognini, in sella da 14 anni, ha dovuto assistere al crollo
di Fabris, Kostner e dello short track ai Giochi di Vancouver) o la Federcalcio. Superfluo ricordare l’esito del Lippi-bis voluto da Giancarlo Abete, presidente dal post-Calciopoli.
Anche dove ci sono i risultati, spesso non mancano le polemiche: Baldini, Montano,
Granbassi e Tagliariol sono i “casi” registrati negli ultimi anni dalla Federscherma di Giorgio Scarso. Il più longevo dei presidenti italiani, Sabatino Aracu, è a capo della Federpattinaggio dal 1993, mail suo maggior pensiero è il processo pendente per la Sanitopoli abruzzese.
Qualcun altro invece ha problemi tutti suoi, come la scarsezza di fondi (dopo 13 anni
di gestione di Lucio Felicita, la federazione di pentathlon moderno ha problemi nel rimborsare gli atleti) o come il doping. Ma alle recenti accuse del procuratore Torri, il presidente della Federciclismo D iRocco, ha risposto solo: «Così danneggiate la nostra immagine».
Avolte neanche un Mondiale in casa serve a raddrizzare le cose. Carlo Magri è presidente
della pallavolo dai tempi di Velasco e porta avanti serenamente il suo 5° mandato. Deve essere comoda la poltrona della Fipav…

Il Petrarca saluta l’Europa con il Brive

Federico Fusetti per Il Mattino di Padova

Ultimo appuntamento con la vetrina europea per il Petrarca che affronta oggi al Plebiscito (ore 15, arbitro lo scozzese Macmenemy) i francesi del Brive, già matematicamente
qualificati ai quarti di finale dell’Amlin Challenge Cup. Obiettivo del Petrarca: chiudere
con onore la stagione continentale nonostante i transalpini siano sulla carta nettamente superiori nella classifica del girone. I bianconeri chiuderanno probabilmente al terzo posto, dietro ai francesi e al Sale, conservando un punto di vantaggio sugli spagnoli di El Salvador:
all’appello mancano proprio i punti lasciati inaspettatamente in terra iberica.
Nel Brive, terzultimo nella top 14 francese, milita anche quel Luciano Orquera che ha vestito per tre stagioni la maglia del Petrarca 6 anni orsono, e recentemente tornato anche a vestire la maglia azzurra. Oggi sarà in panchina. Quanto al Petrarca, i tecnici Presutti e Bot danno minutaggio ai più giovani, forse anche in vista di sabato prossimo, ultimo turno di campionato prima della lunga, anzi lunghissima, sosta per il Sei Nazioni. Quattro i giovani in
campo dall’inizio, altri cinque in panchina. Attesi anche un gruppetto di sostenitori dalla Francia, a testimonianza del calore dei tifosi transalpini, che zoppicanti in campionato puntano quindi alla Challenge. Il Petrarca, pur sconfitto 32-6, ha ben figurato nella gara di andata, subendo due mete solo nei minuti finali.
«Noi vogliamo onorare fino in fondo la competizione – conferma l’allenatore Pasquale
Presutti – E’ importante anche per la nostra immagine. I nostri avversari sono superiori, ma dovranno dimostrarlo».
LA FORMAZIONE: Acuna, Sanchez, Alessandro Chillon, Bertetti, Spragg, Walsh, Alberto
Chillon, Kingi, Bezzati, Barbini, Sutto, Tveraga, Leso, Costa Repetto, Sodini. (A disp.: Gega,
Caporello, Naka, Targa, Billot, Ansell, Borgato, Favaretto).